XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1092




        Onorevoli Colleghi! - L'articolo 32 della Costituzione tutela il diritto alla salute. Questo principio però non sembra valere per i malati affetti da malattie metaboliche, malattie ereditarie che colpiscono con una probabilità del 25 per cento ad ogni gravidanza quando entrambi i genitori sono portatori sani e consistono nel determinare l'alterazione di una reazione enzimatica. Si osservano così quadri clinici neonatali a rapida evoluzione, con ipotonia, convulsioni, coma e morte. Nelle forme a lenta progressione la sintomatologia insorge in età successive con ritardo della deambulazione e del linguaggio, difficoltà dell'alimentazione, episodi di vomito ricorrente, insufficienza epatica, alterazioni scheletriche, crisi convulsive e coma.
        Dalla conoscenza iniziale di alcune malattie metaboliche si è passati alla individuazione di centinaia di nuove malattie (sono attualmente circa 6 mila), che purtroppo non sono codificate e riconosciute sul piano legislativo. Malgrado le singole malattie siano rare, l'incidenza degli errori congeniti del metabolismo nella popolazione non è affatto bassa; infatti rappresenta il 15-20 per cento dei ricoveri. Inoltre é necessario, nella gran parte dei casi, che la malattia sia precocemente riconosciuta e trattata in modo adeguato e più tempestivamente possibile in ambiente altamente specializzato.
        Con sempre maggiore attenzione l'opinione pubblica segue i progressi della ricerca scientifica nel campo della genetica, soprattutto riguardo alla possibilità di prevedere e, laddove possibile, anticipare le eventuali patologie. In tale modo la scienza non solo rende un servizio al singolo malato, ma può anche limitare i costi sociali di tali malattie. E' alla luce di tali considerazioni che la consulenza genetica e la diagnosi prenatale e precoce dovrebbero, in generale, assumere un carattere di norma e non di eccezionalità.
        Le malattie metaboliche ereditarie si manifestano in:

            forme neonatali a rapida evoluzione con ipotonia, convulsioni, coma e morte, sviluppo di gravi handicap neurologici irreversibili;

            forme a lenta progressione, dove la sintomatologia insorge in età successive con comparsa di ritardo dello sviluppo neuro-motorio (ritardo nella deambulazione autonoma e/o nello sviluppo del linguaggio, crisi convulsive, coma improvviso, rifiuto dell'alimentazione, vomito, segni di insufficienza epatica, ipotonia muscolare, alterazioni scheletriche, segni di insufficienza del midollo osseo).

        Data la trasmissione genetica di tali malattie, ne consegue la possibilità di ricorrenza della stessa sintomatologia in più soggetti dello stesso nucleo familiare e, come fattore favorente, la consanguineità dei genitori.
        Lo studio dei soggetti malati permette non solo di trattare le forme curabili, ma di riconoscere gli altri soggetti affetti nello stesso nucleo familiare. Molte di queste patologie sono curabili attraverso l'eliminazione dalla dieta delle fonti alimentari dei metaboliti interessati dal blocco enzimatico e con l'utilizzazione di farmaci e cofattori enzimatici (vitamine ad alte dosi) in grado di facilitare la depurazione dell'organismo dai prodotti tossici.
        La prevenzione mirata ad un intervento che limiti il rischio dell'insorgenza di handicap è legata alla tempestività della diagnosi ed alla rapidità di inizio della terapia, mentre il mancato riconoscimento della patologia o il suo trattamento in centri medici non qualificati per queste patologie sono le principali cause di un peggioramento della prognosi e della qualità di vita dei pazienti.
        La necessità per questi malati di un laboratorio specializzato e di una assistenza multidisciplinare disponibile 24 ore al giorno (pediatra esperto in malattie metaboliche ereditarie, neurologo, anestesista, rianimatore, nefrologo, dietista, fisioterapista, servizio di assistenza sociale) ha limitato in Italia l'assistenza a pochi centri qualificati. L'efficienza di questi centri dipende dai finanziamenti regionali, ma soprattutto dalla predisposizione di una disciplina nazionale per queste patologie.
        La presente proposta di legge persegue l'obiettivo del riconoscimento delle malattie metaboliche in maniera non settoriale, e di dare dignità non alle malattie, ma ai malati.
        Con il testo di legge proposto si intende colmare una serie di carenze tramite:

            il riconoscimento delle malattie metaboliche ereditarie quali patologie di interesse sociale (articolo 1);

            la consulenza genetica, la diagnosi prenatale e precoce (articolo 1, comma 3);

            le forniture di presìdi farmaceutici e sanitari, ivi compresi i prodotti dietetici (comma 1 dell'articolo 2);

            l'istituzione di strutture specializzate di riferimento (comma 2 dell'articolo 2);

            l'assistenza ospedaliera e domiciliare, con la piena fruibilità dei centri di riferimento (articolo 4);

            il coinvolgimento delle associazioni delle famiglie dei malati affetti da malattie metaboliche ereditarie e delle organizzazioni di volontariato nei programmi di prevenzione e di educazione sanitaria (articoli 5 e 7).




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