XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1081
Onorevoli Colleghi! - L'espansione delle applicazioni
dell'informatica ai settori della produzione, dei consumi, dei
servizi, della cultura e dell'intrattenimento, la sua
penetrazione in tutti gli ambiti della società moderna, sono
l'effetto di una grande innovazione tecnologica: il passaggio
- di tecniche, linguaggi, simboli - dall'analogico al
digitale. La digitalizzazione si estende ai domini del lavoro,
dei servizi, del tempo libero, dell'espressione. Ampio è il
dibattito sulle conseguenze della rivoluzione del digitale e
sui suoi effetti sul lavoro e sull'occupazione, sugli stili di
vita, sul modo stesso di pensare e di comunicare, sui
linguaggi e sulla coesione sociale, ma tutti concordano che
stiamo vivendo una fase di profonda mutazione, antropologica e
culturale.
L'organizzazione della produzione e del lavoro sono
segnate fortemente dalla informatica così come avanza il
telelavoro, nelle sue forme e tendenze ancora in divenire,
problematiche. Tutti i servizi, tutti gli strumenti
dell'esercizio di una moderna cittadinanza si avvicinano e si
velocizzano, per chi conosce il linguaggio con cui
comunicano.
C'è chi ha accesso ai nuovi strumenti e chi ne è escluso.
La dotazione dei mezzi di comunicazione del linguaggio
digitale costa e costa il loro consumo. Tutto ciò crea una
esclusione dalla modernità ed una più alta soglia di povertà.
C'è chi per formazione o per il fatto di appartenere ad una
classe di età più giovane è in grado di utilizzare pienamente
gli strumenti in modo produttivo, creativo, comunicativo ed
interattivo, di interpretare e di creare nuovi simboli. La
maggioranza non sa farlo. Si ritiene opportuno, pertanto,
consentire a tale maggioranza di non sentirsi esclusa dai
progressi del settore informatico e creare le premesse per un
utilizzo maturo, attivo e consapevole delle nuove tecnologie
nonché avviare una campagna di alfabetizzazione multimediale.
Di questa iniziativa sembrano esistere le premesse di urgenza
e di potenzialità, testimoniate anche dall'evidente fiorire di
corsi specialistici offerti da privati, anche se essi appaiono
per la maggioranza rivolti più ad accentuare le differenze e
le esclusioni citate, perseguendo una ultraspecializzazione,
senza porsi (e non potrebbero farlo) l'obiettivo di realizzare
un vero e proprio diritto di cittadinanza.
La presente proposta di legge è di conseguenza una
proposta di attivazione di un programma di alfabetizzazione
multimediale che presenta alcune analogie con le 150 ore per
la scuola dell'obbligo, elemento del diritto allo studio
presente nei principali contratti collettivi nazionali di
lavoro e sperimentato negli scorsi anni con grandissima
partecipazione popolare. Il richiamo alle 150 ore vuole anche
avere il senso ed essere l'auspicio di una grande esperienza
collettiva, di innovazione e trasformazione.
Il programma di alfabetizzazione informatica è
teoricamente rivolto a tutti: giovani, disoccupati,
pensionati, coloro che per motivi di età, stato sociale,
storia personale, sono rimasti a margine di tale conoscenza.
L'obiettivo è quello di aumentare le capacità di scelta,
selezione, utilizzo degli strumenti multimediali (computer,
INTERNET, televisione satellitare, archivi e canali
telematici) e rendere possibile la fruizione di prodotti e di
servizi nuovi (e-mail, banking, commercio elettronico,
eccetera).
Le sedi dei corsi di alfabetizzazione saranno gli edifici
scolastici dotati di attrezzature multimediali ed i corsi si
svolgeranno nell'orario pomeridiano per non interferire con
l'attività scolastica tradizionale.
Al fine di completare il piano di multimedialità nelle
classi avviato dall'allora Ministero della pubblica
istruzione, con il programma di sviluppo delle tecnologie
didattiche 1997-2000, l'articolo 1 della proposta di legge,
recante il censimento sullo stato di telematizzazione delle
scuole, prevede la realizzazione di tale censimento e
stabilisce i criteri per il completamento del collegamento ad
INTERNET delle apparecchiature nelle scuole di ogni ordine e
grado.
Per garantire un adeguato livello di formazione
informatica e telematica degli insegnanti, nel caso in cui le
forze didattiche esistenti nelle scuole non siano sufficienti
ad assicurarlo, l'articolo 2 prevede che il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca emani le
direttive per l'aggiornamento professionale informatico e
telematico degli insegnanti delle scuole elementari, medie e
superiori, mentre, con l'articolo 3, si prevede la
costituzione di laboratori informatici e telematici nelle
scuole, utilizzando le risorse finanziarie di ogni singola
scuola.
L'articolo 4 specifica che i corsi di alfabetizzazione
informatica e telematica si svolgono in orario extra
scolastico e sono rivolti a tutti coloro che desiderano
accedervi e prevede, altresì, la possibilità per i lavoratori
di partecipare a tali corsi attraverso la procedura di
utilizzo delle 150 ore, previste dal patto sociale in materia
di formazione e riduzione di orario.
L'articolo 5 prevede che il capo di istituto possa
decidere di integrare lo stanziamento di spesa a lui assegnato
per l'attrezzatura didattica finalizzata alla alfabetizzazione
informatica e telematica con sottoscrizioni o sponsorizzazioni
da parte di enti pubblici o privati e l'articolo 6, infine,
stabilisce che ogni anno il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca presenti al Parlamento una
relazione, corredata da apposita documentazione, sullo stato
di attuazione della legge e sui risultati conseguiti.