XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1077
Onorevoli Colleghi! - Tra le importanti e grandi
riforme di cui il Paese ha bisogno crediamo che quella della
pubblica amministrazione sia essenziale.
Il suo profondo rinnovamento contribuirebbe a ridurre
sensibilmente il distacco tra la gente e le istituzioni
democratiche. Un divario che ormai, anche nella dimensione
locale, ha raggiunto un livello pericoloso e rischia di
travolgere le libere istituzioni e di rendere l'Italia non più
credibile nel contesto internazionale.
In particolare ci riferiamo a quegli episodi che
continuamente vedono protagonisti cittadini all'oscuro del
diritto e della effettiva possibilità di accesso ai dati
amministrativi e ambientali; consumatori privati del diritto e
dei poteri più elementari di essere informati e di scegliere,
magari per subire meno imbrogli; utenti danneggiati nei loro
interessi quotidiani nell'ambito dei servizi pubblici e
privati.
Non si tratta di superficiali e opinabili dichiarazioni,
ma di fatti che accadono tutti i giorni con un progredire
continuo. Sono registrati da rubriche e da lettere pubblicate
sui giornali e da trasmissioni televisive, se ne trova traccia
nelle denunce dei cittadini, che aumentano ogni anno di
numero.
Perché tutto ciò? Perché nonostante l'esistenza di buone
leggi sui diritti dei cittadini, queste troppo spesso iniziano
e concludono la loro vita sulla Gazzetta Ufficiale. La
loro efficacia è infatti vanificata dal muro di gomma della
burocrazia, della lentocrazia, dell'inefficienza, dal potere
discrezionale e dall'arroganza di troppe amministrazioni
pubbliche e di troppi amministratori.
Certo, non bisogna generalizzare. Anzi, alcuni comuni,
nonostante la mancanza di norme attuative, hanno realizzato
iniziative molto valide, ma sono casi isolati. E' poi anche
vero che l'attuazione della legge è spesso impedita da
inadeguatezze e incapacità di fare cose semplici e
praticabili, rese possibili da leggi e regolamenti esistenti.
Potremmo definirle "microriforme", appunto una piccola riforma
capace, però, di contribuire a ricucire lo strappo tra
cittadini e istituzioni e che è volta soprattutto a un grande
salto di civiltà.
Di qui la nostra proposta di legge, che istituendo in ogni
comune una "Casa dei cittadini, dei consumatori e degli
utenti" intende limitarsi a dare concreta applicazione ed
efficacia a quanto previsto dall'articolo 8 del testo unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
E' un progetto semplice, possibile, praticabile, poco
costoso. Che cosa è in concreto?
Uno spazio fisico individuato all'interno del patrimonio
comunale. Non si tratta di creare uno sportello in più, anzi
molti sportelli in meno.
Una struttura extra-amministrativa, coordinata e diretta
dalle associazioni dei consumatori e degli utenti, promossa e
sostenuta dall'ente comunale.
Un luogo compatibile con l'ambiente, costruito e arredato
sul modello di una "casa ecologica".
Un centro per fare circolare le informazioni e non i
cittadini.
Una struttura per consentire alle associazioni dei
consumatori e utenti di avere spazi per accedere ai dati, per
realizzare gli strumenti della trasparenza, per promuovere e
diffondere le iniziative, le proposte delle associazioni dei
consumatori, degli utenti e del volontariato.
L'articolo 1 specifica la finalità della legge, ne
chiarisce il carattere particolare, rivolto all'applicazione
di un dettato limitato, ma significativo della normativa sugli
enti locali.
L'articolo 2 stabilisce compiti e attività della struttura
di servizi qui proposta.
L'articolo 3 individua nel Ministro per la funzione
pubblica l'organo di riferimento.
Per quanto riguarda l'articolo 4, vale soltanto la pena di
sottolineare che la realizzazione degli obiettivi della
presente proposta di legge non implica spese a carico dello
Stato. Anche per i comuni la struttura proposta può ben essere
inserita nei capitoli di bilancio relativi ai servizi ed è, di
fatto, già prevista.