XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1073




        Onorevoli Colleghi! - Già nelle precedenti legislature sono state presentate proposte di legge inerenti la speleologia e in generale la tutela delle attività carsiche. La presente proposta di legge ricalca per grandi linee il testo della proposta di legge dei deputati Coloni, Motetta ed altri presentata nella X legislatura il 2 luglio 1987 ed assegnata successivamente in sede legislativa alla competente commissione. Purtroppo l'iter parlamentare della suddetta proposta non è mai giunto a termine e quindi non è stato possibile inserire nel nostro ordinamento una legge che, nel proteggere le aree carsiche e nel regolamentare il loro utilizzo, protegga e regolamenti anche l'attività speleologica.
        La presente proposta ripropone quella presentata il 25 novembre 1993 nella XI legislatura, e successivamente nella XIII legislatura (atto Camera 3873) e sottolinea ancora una volta la necessità di un provvedimento in tale senso, vuoi perché soddisferebbe le esigenze della speleologia, vuoi perché una catalogazione delle aree carsiche comporterebbe una conoscenza di un territorio pari al 27 per cento di quello nazionale; è da tenere presente che circa il 60 per cento dell'acqua utilizzata per usi domestici o industriali proviene da tali aree.
        In particolare si propone l'istituzione di un catasto nazionale delle grotte e delle aree carsiche presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, nonché dei corrispondenti catasti regionali, la cui istituzione e gestione è da effettuare mediante provvedimenti delle regioni nel quadro di un intervento normativo di attuazione.
        Sono, altresì, previste una serie di riserve di competenza a favore del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, intese nel senso di consentire un intervento di tale organo centrale nell'ipotesi di inerzia dell'autorità regionale. Tali riserve sono perfettamente compatibili con l'autonomia locale, in quanto comportano interventi solo aggiuntivi e mai limitativi rispetto alle iniziative regionali.
        Ma la novità più importante contenuta nella proposta di legge è quella di aver accolto esplicitamente il principio europeo del "chi inquina paga". L'approvazione di questa proposta di legge comporterebbe pertanto l'introduzione nel nostro ordinamento di un assunto che consentirebbe la protezione dell'ambiente usufruendo di necessari mezzi di coercizione.
        In questa ottica potremmo evitare che il danno ambientale diventi una situazione irreversibile, al verificarsi della quale, la comunità non solo debba subire l'evento, ma debba altresì farsi carico dei costi necessari per il ripristino della situazione preesistente.




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