XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1069
Onorevoli Colleghi! - Il problema della montagna
italiana non può essere solo ed esclusivamente visto nei suoi
aspetti economici, ma investe temi che sarebbe errato
considerare marginali, quali, ad esempio, quelli collegati
alla tutela delle specificità culturali locali, alla difesa
degli equilibri geologici ed ecologici ed infine alla
valorizzazione di quelle attività collegate al tempo libero
più rispettose dell'ambiente naturale. E' infatti indubbio che
i grandi orizzonti delle montagne tanto più rappresenteranno
un valido antidoto contro l'elevato tasso di artificialità che
la vita urbana necessariamente impone a tutti i cittadini,
quanto più saranno in grado di offrire spazi di silenzio e
solitudine e favoriranno un rapporto non mediato con la natura
incontaminata. La domanda del turismo internazionale sta
andando in questo senso. In direzione diametralmente opposta
va invece l'uso sempre più frequente e sregolato
dell'elicottero, sia per scopi turistici, sia per attività
economiche d'altro tipo. E' la vocazione stessa della
montagna, in questo particolare momento storico, a suggerire
con forza la necessità, nel primo caso, di un divieto
assoluto, e negli altri casi di una chiara e severa
regolamentazione. L'utilizzazione del trasporto aereo per
raggiungere in pochi minuti località in alta quota, che
altrimenti richiederebbe alcune ore di marcia, permette a
pochi turisti facoltosi di colonizzare a loro piacimento anche
le ultime aree alpestri libere da impianti di risalita
meccanici, da piste battute, da posti di ristoro e così via.
Soprattutto la pratica del cosiddetto "eliski" si
configura come un passatempo elitario, particolarmente
rumoroso o invasivo, che rappresenta - anche da un punto di
vista psicologico - una autentica violenza nei confronti di
quanti intendono ancora lo sci come mezzo per inoltrarsi nella
montagna invernale, facendo conto sulle sole proprie forze,
allo scopo di godere pienamente il fascino dei luoghi,
comportandosi come ospiti rispettosi e non come arroganti
conquistatori.
Ma a sfavore di una pratica indiscriminata
dell'eliski esistono anche precise ragioni ecologiche.
L'assordante rumore dei rotori a bassa quota e i vortici
d'aria provocati dalle pale mettono in crisi la stessa
possibilità di sopravvivenza di preziose specie animali che le
condizioni invernali rendono già particolarmente esposte a
rischi e disagi.
Non va poi trascurato il problema della sicurezza. La
possibilità di accedere in poco tempo ad altezze rilevanti e
altrimenti difficilmente raggiungibili induce molte persone a
lasciarsi tentare pur se sprovviste di adeguata preparazione
fisica e sufficienti conoscenze specifiche. La pratica del
fuori-pista, che si svolge spesso lungo ghiacciai crepacciati
e sotto pendii potenzialmente valangosi, dovrebbe essere
affrontata solo da chi ne è veramente all'altezza, e ciò anche
nel caso che i gruppi vengano condotti da guide
professioniste.
Infine, è bene sfatare il pregiudizio che l'eliturismo,
invernale o estivo, abbia un ruolo consistente per il rilancio
economico della montagna italiana. Si tratta infatti di una
attività che coinvolge solo poche decine di accompagnatori e
qualche ditta proprietaria di elicotteri. A conferma basta
ricordare che le province autonome di Trento e di Bolzano, da
sempre particolarmente attente ai temi dello sviluppo del
turismo, non hanno esitato a vietare recentemente l'uso
dell'elicottero per scopi di diporto, considerandolo un
elemento di grave disturbo per la maggioranza dei
frequentatori della montagna. Oltre al Trentino-Alto Adige,
anche la Francia, l'Austria, la Slovenia e la Germania si sono
espresse nello stesso modo.
La presente proposta di legge, composta da cinque
articoli, vieta di conseguenza l'impiego di aerei ed
elicotteri per scopi turistici al di sopra di una quota
prestabilita, su tutto il territorio nazionale, mentre si
propone di regolamentare con chiarezza ogni altro tipo di
utilizzazione di tali metri.