XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1066




        Onorevoli Colleghi! - Nonostante la presentazione nella scorsa legislatura di una proposta di legge in materia di adeguamento antisismico di edifici pubblici e privati e di infrastrutture in zone a rischio, di altri atti parlamentari e nonostante le iniziative civiche intraprese dai deputati verdi, non si sono registrate innovazioni su tale argomento.
        Il Parlamento, già approvando la legge finanziaria per il 1994, sostanzialmente accolse un emendamento del gruppo Verde mirante a finalizzare delle risorse per avviare programmi di adeguamento sismico nel patrimonio edilizio pubblico. Tra gli interventi da finanziare con questi fondi sono considerati prioritari interventi in aree pilota per il finanziamento di progetti di censimento sismico degli edifici anche privati e che comprendono valutazioni sul costo del necessario adeguamento sismico e, nei casi in cui tali censimenti siano già disponibili, il finanziamento degli interventi stessi limitatamente al solo patrimonio edilizio pubblico.
        Contestualmente il Governo accettò l'ordine del giorno Turroni ed altri n. 9/3340/25 che recitava:

        "La Camera,

            premesso che:

                le caratteristiche morfologiche e geologiche del nostro Paese lo classificano tra quelli ad elevato rischio sismico;

                nonostante ciò poco o nulla è stato fatto o programmato in questi anni per attuare degli interventi sul nostro patrimonio immobiliare, dotandolo di tutte quelle caratteristiche necessarie ad affrontare eventuali eventi sismici;

                altri Paesi con le medesime peculiarità, come il Giappone e gli Stati Uniti, dimostrano come una reale politica di adeguamento antisismico di opere ed edifici consenta di ridurre al minimo gli effetti provocati da calamità naturali, innanzitutto in termini di vite umane, ma anche in termini di danni al patrimonio abitativo ed ambientale;

impegna il Governo

        a finalizzare parte degli stanziamenti in dotazione al Ministero dei lavori pubblici all'avviamento di programmi di adeguamento sismico del patrimonio edilizio pubblico;

        a prevedere prioritariamente interventi in aree pilota per il finanziamento di progetti di censimento sismico degli edifici, anche privati, che comprendano valutazioni sul costo del necessario adeguamento sismico e, nei casi in cui tali censimenti siano già disponibili, il finanziamento degli interventi stessi, limitatamente al solo patrimonio edilizio pubblico;

        a riservare - nel caso di predisposizione di spesa per interventi di straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia nonché di ristrutturazione urbanistica effettuata con i fondi dello Stato in zone classificate sismiche - una quota non minore del 15 per cento da destinarsi ai necessari interventi di adeguamento sismico del patrimonio edilizio".

        Il Parlamento ed il Governo avevano riconosciuto quindi che era necessario intervenire attraverso strumenti di tipo preventivo per riportare ad efficienza il patrimonio fisso sociale di abitazioni, attrezzature, impianti produttivi, opera che spesso rappresenta un compito immane, che si porta avanti con alterni successi per lunghi anni, ma necessario poiché al verificarsi di un evento sismico cambiano in pochi attimi le condizioni sociali ed economiche di prima del terremoto, si dissipano in un istante la storia e la cultura di una società, se ne distruggono le vestigia.
        La prevenzione e la riduzione del rischio sismico assumono ormai rilevanza assoluta proprio per la crescita nella coscienza collettiva della consapevolezza che non si può e non si deve intervenire solo dopo il verificarsi degli eventi. Occorre studiare i fenomeni naturali, la loro evenienza; i terremoti non sono da considerare una fatalità ma eventi di cui si può conoscere frequenza, localizzazione, intensità, analizzare l'incidenza sul territorio, su persone, beni e risorse materiali.
        Una parte molto consistente del patrimonio edilizio e delle infrastrutture è in aree a rischio. Solo negli ultimi anni si è provveduto a classificare con una certa sistematicità tali aree e a introdurre normative sismiche per le nuove costruzioni.
        C'è il problema di garantire sicurezza all'intero sistema abitativo e ridurre il rischio di danni e deterioramenti all'importante complesso di beni culturali e storici che rappresenta una delle ricchezze del nostro Paese.
        Ma soprattutto c'è la necessità di garantire che gli edifici pubblici strategici quali ospedali, scuole e simili continuino a funzionare nonostante il verificarsi di eventi sismici, garantendo sia i soccorsi sia il mantenimento ed il funzionamento delle strutture pubbliche, delle istituzioni e della macchina amministrativa.
        Per questi motivi si è ritenuto di presentare la proposta di legge in esame della quale si auspica una rapida approvazione.




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