XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1055
Onorevoli Colleghi! - Esistono nel nostro Paese
numerose attività professionali finalizzate ad assicurare il
benessere dell'uomo, che vengono esercitate per lo più in
strutture private e da operatori formatisi all'estero, dove
sono riconosciute le professioni di chiropratico, naturopata e
osteopata, o presso scuole private situate in Italia.
Le attività disciplinate dalla presente proposta di legge
hanno in comune la caratteristica di operare nell'ambito della
cura, della prevenzione e del mantenimento dello stato di
benessere delle persone e dell'incremento della loro vitalità,
senza prevedere per l'esercizio di tali professioni la
necessità di aver conseguito una laurea in medicina,
prevedendo che gli operatori abbiano una specifica laurea in
chiropratica, ovvero ottenuto un diploma specifico.
In un momento storico di grande circolazione tra Stati
delle merci, delle persone e quindi delle idee e delle
professioni, appare opportuno inserire nel nostro ordinamento
giuridico un nucleo di norme in grado di assicurare un quadro
minimo di garanzie per questi operatori ma anche e soprattutto
per la delicata categoria di utenti che ad essi si rivolgono,
ovvero "i pazienti".
Il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione,
può essere pienamente esercitato solo in presenza di un
accettabile livello di libertà di scelta terapeutica, ovvero
della possibilità di rivolgersi ad una vasta gamma di soggetti
qualificati in grado di fornire prestazioni idonee al
mantenimento ed al miglioramento dello stato di salute delle
persone.
In analogia con quanto avviene nella medicina
convenzionale, che prevede professioni sanitarie anche per non
medici operatori, la presente proposta di legge prevede per la
medicina non convenzionale professioni sanitarie per operatori
non medici; nei primi articoli si prevede il riconoscimento
esplicito e la definizione, nell'ambito di una maggiore
libertà di scelta terapeutica, di professioni generalmente
nate e diffuse all'estero spesso da secoli, fino ad oggi
esercitate ai margini della medicina tradizionale e pertanto
definite non convenzionali.
Le professioni sanitarie oggetto della presente proposta
di legge, che tuttavia non esauriscono tutte le attività di
prevenzione, di mantenimento dello stato di benessere delle
persone e di incremento della loro vitalità, oggi esercitate
in Italia, sono la naturopatia, l'osteopatia, la chiropratica,
lo shiatsu ed il massaggio riflessologico, ovvero le
professioni più praticate ma anche le più insegnate, e quindi
quelle che maggiormente necessitano di tutela.
E' istituita (articolo 3) una Commissione permanente
presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca, incaricata di verificare i programmi dei corsi
impartiti dagli istituti e dalle università pubbliche e
private abilitati a rilasciare diplomi di operatore non medico
per le professioni citate, che riconosce i titoli di studio
equipollenti conseguiti al di fuori dell'Unione europea; sono
inoltre fissati i requisiti minimi in termini di ore di
lezione e di anni di durata dei corsi di studio. La presente
proposta di legge istituisce specularmente dei registri per le
professioni sanitarie non convenzionali, che sono però tenuti
presso gli istituti pubblici o che il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha
riconosciuto idonei a formare tali professionalità.