XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1030
Onorevoli Colleghi! - Sono moltissimi gli italiani che
soffrono di intolleranze alimentari, che colpiscono uomini e
donne fin dalla più tenera età. Pur non esistendo dati
ufficiali, si stima che la percentuale degli italiani colpiti
da varie forme di intolleranza alimentare oscilli fra il 10 ed
il 20 per cento. Vanno comprese, in questa percentuale, varie
tipologie di intolleranza: quelle che non consentono il
consumo di prodotti in cui siano presenti glutine, proteine
del latte o altri prodotti comunque importanti per
l'integrazione della dieta, come uova, pesce, soia, fragole,
eccetera; o quelle intolleranze causate da disordini
metabolici, come diabete e dislipidemie.
Tali intolleranze comportano svariati problemi, in
particolare per quanto riguarda la possibilità di fornirsi
degli alimenti adatti, soprattutto in mense scolastiche,
aziendali o universitarie, che nella maggior parte dei casi
non sono attrezzate per fornire pasti diversificati per chi
presenta queste patologie. I problemi connessi
all'alimentazione, allorquando riguardano soprattutto i
bambini in età scolastica, causano spesso disagi e
discriminazioni con ripercussioni negative sullo stato
psicofisico dei soggetti. Un bambino che non può usufruire del
servizio mensa come gli altri suoi amici perché la scuola non
prevede un servizio di refezione differenziato è un bambino
che può avere grosse difficoltà nella vita di relazione,
vivendo l'intolleranza di cui soffre come un handicap. E
questo vale anche per chi soffre delle intolleranze alimentari
in età adulta.
La presente proposta di legge interviene quindi su un
aspetto affatto marginale della vita di coloro che sono
colpiti da intolleranze alimentari, prescrivendo l'obbligo per
le pubbliche amministrazioni, le scuole, le università, le
regioni, le province ed i comuni di prevedere nei servizi
mensa, offerti direttamente o indirettamente, diete
differenziate per i soggetti che per un motivo o per l'altro
non possono seguire una dieta alimentare comune e che
intendono comunque usufruire del servizio mensa.
Si tratta, come è facilmente intuibile, di una proposta di
legge che, se approvata, non comporta alcun onere finanziario
per lo Stato né per gli enti chiamati a rispettarla e che,
tuttavia, sarebbe una grande conquista civile per tutti, non
solo per gli affetti da celiachia, diabete o altri tipi di
intolleranza. Ma, soprattutto, sarebbe un ulteriore modo per
mettere in pratica quegli articoli della nostra Costituzione
che sanciscono l'uguaglianza (articolo 3) e il diritto alla
salute (articolo 32).