XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 960
Onorevoli Colleghi! - La necessità di costituire in
consorzio obbligatorio i cinquanta comuni rivieraschi del
Lario è giustificata, anzi imposta, da importanti motivi:
a) il Lario costituisce una risorsa idrica sulla
quale si regge un'importante parte dell'economia lombarda.
Infatti, tramite il suo emissario, fiume Adda, soddisfa il
fabbisogno degli utenti idroelettrici e precisamente:
società Selm: per le centrali di Calusco, Paderno,
Cornate;
ENEL: per la centrale di Trezze;
società Italcementi: per la centrale di Vaprio;
società Leglertex: per la centrale di Crespi d'Adda;
società linificio e canapificio nazionale: per le
centrali di Fara e Cassano;
b) soddisfa, inoltre, il fabbisogno degli utenti
irrigui, facenti parte di otto consorzi irrigui, e
precisamente:
consorzio Villoresi: per il canale Martesana;
consorzio della Roggia Vailata;
consorzio del canale Retorto;
comune di Rivolta d'Adda: per la regione rivoltana;
consorzio di Muzza;
consorzio irrigazioni cremonesi: per il canale Marzano o
Vacchelli;
consorzio della media pianura bergamasca e
dell'isola;
società La Zerbaglia;
c) per il soddisfacimento di tali esigenze è stato
creato il consorzio dell'Adda. Esso ha il compito di
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago di
Como. E a ciò provvede mediante la regolazione (regimazione)
del lago tra i livelli di centimetri -50 e +120 sullo zero
dell'idrometro del fortilizio.
Tale regimazione, indispensabile per il corretto
esercizio, avviene mediante doppio invaso e doppio svaso
annuale: il che comporta rilevanti problemi per i comuni
rivieraschi; problemi che sono rappresentati da:
danni per esondazioni periodiche;
danni per fenomeni di subsidenza;
danni per il crollo di muri d'argine (delle rive, di
porticcioli, di darsene, eccetera);
danni per affioramento e deterioramento di fognature nei
periodi di magra;
danni diretti per allagamenti di proprietà edilizie e di
manufatti stradali;
danni indiretti per interruzione del traffico stradale,
e conseguenti ostacoli allo svolgimento delle attività
economiche.
Appare evidente che la regimazione del lago rappresenta,
da un lato, l'aspetto necessario ed utile al consorzio
dell'Adda per la tutela e la promozione degli interessi dei
suoi utenti, dall'altro è, invece, fonte costante di danni
diretti ed indiretti per i territori rivieraschi del Lario.
Tali danni sono stati, sino ad oggi, o sopportati dai comuni
stessi o dai privati; solo ultimamente sono stati parzialmente
indennizzati dallo Stato.
Tutto ciò non corrisponde a criteri di giustizia: neppure,
se ben si riflette, sotto l'aspetto di accollare allo Stato
oneri ed incombenze spettanti alla sfera dell'economia
privata.
Soccorre, in proposito, l'articolo 6 del disciplinare
degli obblighi e condizioni della concessione, protocollo
numero 2309, al consorzio dell'Adda con il quale si
stabiliscono disposizioni sulla concessione fatta con salvezza
dei diritti dei terzi; il consorzio dovrà rispondere di ogni
danno che possa derivare ai terzi per effetto della
concessione, anche durante l'esercizio.
Soccorrono, inoltre, quale legittimazione dell'istituendo
consorzio del Lario, i seguenti princìpi sanciti dalla
Costituzione:
l'articolo 2, laddove stabilisce che la Repubblica
richiede l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà
(...) economica e sociale. Cosicché, a fronte dei rilevanti
benefìci tratti dal consorzio dell'Adda a favore dei suoi
utenti, giustizia vuole che i comuni lariani traggano un equo
ristoro per i danni (occasionali o permanenti) che a loro
derivano per effetto della regimazione del lago;
l'articolo 9, secondo comma, che tutela il paesaggio;
l'articolo 41, per il quale l'iniziativa economica non
può svolgersi in modo da recare danno; e perché l'attività
economica possa essere indirizzata e coordinata a fini
sociali;
l'articolo 44, per cui la legge dispone provvedimenti a
favore delle zone montane (ed è da rilevare che alcuni comuni
lariani comprendono anche vaste zone improduttive di
montagna).
Soccorre, ovviamente, la convinzione della collettività (i
"laghee" sono oltre 240.000) che la soluzione proposta sia
"equa e ragionevole".
I succitati princìpi giustificano, pertanto, la creazione
del consorzio del Lario, il quale, attraverso l'imposizione di
un sovracanone per l'uso dell'acqua a scopo idroelettrico o
irriguo, deve poter beneficiare annualmente di fondi da
utilizzare per:
il risarcimento dei danni sopra richiamati;
le innovazioni che si possono rendere utili o necessarie
per l'efficace difesa delle rive lariane, e per il loro
miglioramento sotto l'aspetto statico e della tutela
paesaggistico-ambientale;
la depurazione delle acque a seguito di inquinamento da
immissioni industriali e domestiche.
Va infine tenuto presente che diversi comuni, specie
dell'alto Lario, sono considerati ad economia depressa.