XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 919
Onorevoli Colleghi! - Nel quadro della ristrutturazione
dell'organizzazione centrale, territoriale e periferica della
Difesa la presente proposta di legge ha lo scopo di evitare
una grave disparità di trattamento attualmente esistente tra
gli ufficiali vincolati alla ferma biennale ed i loro
subalterni volontari in ferma triennale. Mentre infatti nel
nuovo modello organizzativo della Difesa si riconoscono
garanzie occupazionali ai volontari che terminano il periodo
di leva senza demerito, riconoscendo, finalmente,
professionalità acquisite e da non disperdere,
contemporaneamente si lascia completamente immutata la
situazione legislativa degli ufficiali che terminano senza
demerito il periodo di ferma.
Difatti, mentre da un lato l'articolo 3, comma 65, della
legge 24 dicembre 1993, n. 537, dispone una riserva di posti
nei concorsi banditi nella pubblica amministrazione pari al 20
per cento per i volontari in ferma prolungata che si congedano
senza demerito alla fine della ferma e, con la stessa
impostazione, il regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332, prevede sostanziali
facilitazioni per l'accesso alle carriere iniziali delle varie
Forze di polizia, nonché per il Corpo dei vigili del fuoco e
della Croce rossa italiana, dall'altro per gli ufficiali di
complemento che terminino senza demerito la ferma biennale la
riserva di posti nella carriera civile è pari al 5 per cento
nell'Amministrazione della difesa ed al solo 2 per cento in
tutte le altre amministrazioni dello Stato.
Eppure, l'accesso alla breve carriera di ufficiale in
ferma biennale sottopone i giovani aspiranti ad una serie di
prove tutt'altro che semplici; difatti, i candidati devono
essere innanzitutto in possesso di un diploma o, meglio
ancora, di una laurea; oltre a ciò, devono frequentare uno dei
previsti corsi per allievi ufficiali di complemento e superare
una preselezione comprendente prove culturali ed accertamenti
psico-fisici; infine, devono frequentare un corso di ventuno
settimane, al termine del quale sono nominati ufficiali solo i
migliori per ciascuna Arma, Corpo o specialità e nei limiti
dei posti disponibili.
I "tenentini" vengono così destinati a ricoprire vari
ruoli, a seconda del Corpo, in quello che viene definito
periodo "della prima nomina", fino al compimento della ferma
di leva prevista in quindici mesi.
Al termine di questo periodo una apposita commissione
tecnica elabora una graduatoria finale sulla base dei dati
iniziali, dei rendimenti e delle esigenze: solo i volontari
migliori acquisiscono la nomina a sottotenente in ferma
biennale, con contratto di lavoro.
A questo punto siamo di fronte a personale che ha già
superato tre prove selettive, che acquisirà esperienza per
altri due anni nella pubblica amministrazione e che al termine
sarà in gran parte licenziato.
Ciò accade, come già detto, in ragione della limitatezza
delle quote riservate nei ruoli civili. D'altro canto, la
quota riservata ai medesimi soggetti nei concorsi delle varie
Armi, pari all'80 per cento, quota che sembrerebbe compensare
questa disparità, viceversa agisce in un contesto di
progressiva riduzione degli organici militari e di modifica
delle modalità di reclutamento, laddove si privilegia il
reclutamento tramite le Accademie piuttosto che mediante i
corsi per allievi ufficiali di complemento, e pertanto si
risolve in un numero di ingressi nei ruoli prossimo allo
zero.
Occorre pertanto un intervento legislativo, volto a
garantire da un lato criteri di economicità e di efficienza
nella pubblica amministrazione e dall'altro un maggiore
rispetto delle prestazioni professionali di chi per tre anni è
stato qualificato o reso responsabile di uomini e mezzi: un
intervento mirante all'allargamento della quota riservata per
i concorsi delle amministrazioni civili prevista dall'articolo
40 della legge 20 settembre 1980, n. 574.
Ci sembra questo un atto dovuto sia nei riguardi del
prestigio delle Forze armate sia nei confronti di chi rimane
sempre e comunque un'ufficiale e come tale sempre al servizio
della Repubblica per la difesa della Patria.