XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 900
Onorevoli Colleghi! - La rivendicazione relativa alla
istituzione della provincia di Fermo muove sin dal 1861, anno
successivo all'entrata in vigore del nuovo ordinamento
territoriale delle Marche, con il quale è stata soppressa la
provincia di Fermo; è infatti di questa data la prima istanza
al Parlamento italiano per la restituzione della funzione di
capoluogo alla città di Fermo.
L'attuale territorio della provincia di Ascoli-Piceno non
si è tuttavia omogeneizzato ed ha mantenuto le due
connotazioni originarie delle due realtà territoriali facenti
capo alle province originarie di Ascoli e di Fermo. A più
riprese si è quindi riproposta l'esigenza di restituire
autonomia al territorio del fermano.
Si ricorda l'iniziativa per la istituzione della
provincia, di cui all'articolo 133 della Costituzione, che è
stata assunta da quaranta comuni, come previsto dall'allora
vigente articolo 16, comma 2, lettera d), della legge n.
142 del 1990. Come già rilevato nella nota del Ministero
dell'interno del 21 ottobre 1992, il territorio risulta
omogeneo ed integrato in quanto al suo interno si svolge la
maggior parte dei rapporti sociali, economici e culturali
della popolazione residente; il territorio, dell'ampiezza di
689 chilometri quadrati, con popolazione pari al 45 per cento
della popolazione della provincia di Ascoli-Piceno, si
caratterizza per una economia basata sull'agricoltura, sulla
pesca, sull'artigianato e sul turismo; l'intero territorio di
ogni comune fa parte di una sola provincia. Il problema
dell'istituzione della provincia di Fermo è all'attenzione del
Governo e del Parlamento fin dall'istituzione delle otto
province ai sensi dell'articolo 63, comma 2, della legge n.
142 del 1990 (legge in seguito abrogata e confluita nel testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000). Da
allora diverse volte sono stati prorogati i termini per la
istituzione di nuove province ed è stata affrontata la
questione in sede di legge finanziaria; più volte il
Parlamento ha impegnato il Governo con ordini del giorno a
completare l'iter istitutivo, senza che tuttavia
giungesse una risposta certa e definitiva.
Con l'istituzione della provincia di Fermo si intendono
porre le condizioni indispensabili per accrescere l'efficienza
di un'area che deve migliorare ed aumentare i propri livelli
di competitività. Nel momento in cui l'ente provincia sta
assumendo compiti sempre più attivi nella programmazione è
indispensabile avere, infatti, un ambito omogeneo che, per
dimensione, ampiezza, entità demografica e attività produttive
esistenti, possa consentire una programmazione dello sviluppo
capace di razionalizzare l'organizzazione interna del
distretto e favorire armonicamente lo sviluppo economico,
sociale e culturale del territorio provinciale e regionale. Il
fermano è infatti il più importante distretto calzaturiero
italiano, fatto di numerose medio-piccole aziende,
singolarmente efficienti, disseminate sul territorio, che
esigono una programmazione del sistema di relazioni calibrata
su un'area omogenea ed integrata.
La dimensione dell'area è idonea, quindi, a consentire una
programmazione dello sviluppo capace di favorire il
riequilibrio complessivo del territorio, nel quale, già
all'epoca della delibera della regione Marche, i vari servizi
presenti nell'area configuravano una dotazione di fatto di
livello provinciale. Alle valutazioni che hanno consentito
alla regione Marche di esprimere parere favorevole nel
novembre 1990 si sono aggiunti ulteriori elementi che
permettono di considerare positivamente la volontà di
autogoverno e l'esigenza di assunzione di responsabilità
espressa dalla realtà territoriale del fermano.
Alla luce di tali indicazioni, dopo aver verificato la
sussistenza dei requisiti necessari per poter procedere
all'istituzione della nuova provincia di Fermo, si sollecita
la rapida approvazione della presente proposta di legge.