XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 888
Onorevoli Colleghi! - L'esigenza di una radicale
inversione di tendenza nella politica economica, che persegua
in primo luogo l'obiettivo di una attenuazione della pressione
fiscale, si fa sempre più evidente, in considerazione
dell'andamento stagnante dell'economia del nostro Paese. Gli
interventi normativi adottati negli ultimi anni, in effetti,
si sono caratterizzati per un costante aggravio degli oneri
posti a carico delle imprese e dei contribuenti, determinando
gravi effetti distorsivi nella allocazione delle risorse e
ponendo numerosi vincoli e condizionamenti alle prospettive di
sviluppo. Particolarmente rilevante è stato l'effetto di
penalizzazione prodotto da alcuni provvedimenti, a partire da
quello istitutivo dell'imposta regionale sulle attività
produttive, nei confronti di quei soggetti, quali imprenditori
e professionisti, che tradizionalmente svolgono un ruolo
decisivo nel sistema economico-produttivo italiano. A questo
proposito, un caso emblematico è costituito dalle
disposizioni, introdotte dall'articolo 17 della legge 27
dicembre 1997, n. 449 (collegata alla manovra finanziaria per
il 1998), che, integrando il testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, mediante l'inserimento di un articolo
aggiuntivo dopo l'articolo 121, hanno stabilito in 35 milioni
di lire il limite massimo dell'importo da assumere ai fini
della deducibilità delle spese relative all'acquisto di
autovetture da impiegare nell'esercizio di attività
imprenditoriali ovvero di attività professionali. La
previsione di tale limite, in aggiunta alla riduzione dal 100
per cento al 50 per cento della quota massima deducibile,
disposta in base ad una modifica introdotta in precedenza, si
è tradotta in una consistente contrazione nelle vendite di
autovetture a società, imprenditori e professionisti, stimata
nell'ordine di circa 100 mila unità secondo i dati rilevati
alla fine degli anni Novanta. Ciò ha comportato una riduzione
degli ordinativi per le imprese costruttrici e per quelle
venditrici, ma anche un calo del gettito tributario, in
relazione al mancato introito relativo all'imposta sul valore
aggiunto, oltre che alle altre tasse gravanti sulle
autovetture. Inoltre, merita segnalare, anche alla luce della
recente esperienza costituita dalla cosiddetta "rottamazione",
che una attenuazione del carico fiscale gravante sull'acquisto
di nuove autovetture comporta un complessivo aumento di
gettito, anche per quanto concerne le imposte sui redditi
versate dalle imprese produttrici e da quelle che
commercializzano i veicoli, in relazione all'aumento di
fatturato. Infine, va considerato che il mancato acquisto di
nuovi autoveicoli da parte di imprenditori e di
professionisti, per l'impossibilità di attenuarne il costo in
misura adeguata, oltre a costringere questi ultimi a
continuare ad utilizzare autovetture già logorate, si traduce
in un danno per l'intera collettività, laddove viene
rallentato il processo di rinnovamento delle autovetture in
circolazione mediante la sostituzione di quelle più vecchie
con altre più recenti e meno inquinanti.
Allo scopo di porre rimedio alla situazione testé
prospettata, la presente proposta di legge intende sopprimere
il citato limite deducibile di 35 milioni di lire, nella
convinzione che la riduzione di gettito derivante dalla
attenuazione del carico fiscale sugli acquisti di autoveicoli
da parte di imprese e di professionisti risulterebbe
ampiamente compensata dalle maggiori entrate determinate
dall'incremento delle vendite degli stessi.