XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 848
Onorevoli Colleghi! - La bicicletta è un mezzo di
trasporto in grado di contribuire notevolmente alla riduzione
dell'inquinamento atmosferico, in modo particolare nelle
grandi aree metropolitane.
Nel nostro Paese si assiste periodicamente - soprattutto
nei periodi di scarsa piovosità - allo scatenarsi della
rituale emergenza smog connessa alla difficile gestione
del traffico automobilistico da parte delle amministrazioni
comunali. Tra le diverse politiche pubbliche atte a ridurre la
frequenza e l'intensità delle "emergenze" abituali uno spazio
non secondario di attenzione va assegnato all'incentivo
dell'utilizzo delle biciclette e degli altri mezzi di
trasporto privato e pubblico a basso impatto ambientale. Molti
colleghi, nella scorsa legislatura, alcuni dei quali hanno
dato vita all'Associazione parlamentari "Amici della
bicicletta", avevano già sottoscritto una proposta di legge
finalizzata alla realizzazione di percorsi ciclabili
integrati.
Con la presente proposta di legge si vuole contribuire, su
altro piano, alla maggiore diffusione dell'utilizzo delle due
ruote nel nostro Paese: agevolazioni per l'acquisto di
biciclette che, grazie anche alla realizzazione di piste e
percorsi ciclabili nelle città, potrebbero rappresentare una
reale alternativa per la mobilità di molti cittadini.
Numerose raccomandazioni sono già state effettuate
dall'Unione europea all'Italia affinché su questo terreno il
nostro Paese si metta al passo con gli orientamenti più
avanzati degli altri Stati membri. Il Parlamento europeo, in
una risoluzione approvata nel 1987, diceva fra l'altro a
proposito della bicicletta: "(...) è economica, sana, fa
risparmiare energia e può, soprattutto in combinazione con i
mezzi pubblici, contribuire allo snellimento del sovraccarico
traffico cittadino; e contribuire ad abbassare il livello di
inquinamento atmosferico ed acustico". La risoluzione
proseguiva chiedendo agli Stati membri provvedimenti per la
realizzazione di piste ciclabili e in favore delle due
ruote.
E' bene ricordare come alcune ricerche condotte in
Germania abbiano dimostrato che il 50 per cento dei tragitti
in automobile non superi i 5 kilometri di percorrenza mentre
addirittura l'80 per cento rientra nella fascia dei 15
kilometri, distanze sulle quali - in condizioni di traffico
"abituale" delle nostre città - la bicicletta risulta essere
fortemente competitiva anche in termini di tempo degli
spostamenti.
Le esperienze delle città danesi e olandesi dimostrano
chiaramente come, con la creazione di isole pedonali, percorsi
ciclabili urbani e con la chiusura dei centri storici al
traffico automobilistico privato, il 50 per cento degli
spostamenti urbani si svolga a pedali. Nelle città tedesche la
percentuale scende al 20-25 per cento, comunque molto al di
sopra di quanto avviene nel nostro Paese.
Oltre a queste considerazioni sulla validità ecologica
della bicicletta, è bene analizzare anche la situazione del
mercato della bicicletta in Italia. Mercato caratterizzato da
un'elevata presenza di prodotto non sottoposto a vincoli
fiscali (in parole povere è molto diffusa l'evasione totale da
parte dei piccoli produttori che assemblano i pezzi) secondo
quanto riconoscono le stesse associazioni di categoria. Questa
situazione crea notevoli turbative di prezzo per via del
significativo vantaggio a disposizione di chi evade
l'aliquota.
Vengono premiate le aziende che lavorano irregolarmente a
scapito di quelle in regola, che molto esportano dando un
grosso contributo al buon andamento della bilancia
commerciale.
La riduzione dell'aliquota IVA sulla vendita del prodotto,
dal 19 al 10 per cento, porterebbe ad una situazione di questo
tipo:
1) in termini di mercato si assisterebbe ad una notevole
espansione della domanda, con conseguenti maggiori
investimenti nelle aziende e possibilità di maggiore
occupazione;
2) in termini fiscali si arriverebbe alla
regolarizzazione della posizione di molti produttori che
vedendo ridurre il rapporto evasione/vantaggi non sarebbero
più disposti a rischiare. Pertanto il gettito fiscale, sulla
base di tali prevedibili compensazioni, non subirebbe
significative variazioni, mentre l'incremento del numero di
utilizzatori di biciclette porterebbe notevoli vantaggi al
traffico e alla riduzione dell'inquinamento.
Come sempre, quando si tratta di problemi economici
collegati alle questioni ambientali, è opportuno ricordare che
nell'analisi costi/benefici, devono essere valutati anche i
"costi ambientali" dell'una o dell'altra politica pubblica che
si intende perseguire.
Nell'articolo 1 della presente proposta di legge si
stabilisce il nuovo livello dell'aliquota IVA fissata sulle
biciclette e sulle parti componenti delle biciclette
stesse.
Nell'articolo 2 si indica la copertura finanziaria
dell'eventuale minore gettito fiscale, tenendo anche presente
l'ipotesi di un effetto contrario sul gettito.