XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 826
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
mira al recupero ed alla protezione del patrimonio
artistico-culturale, urbanistico e rurale di cui il Salento,
e, per ciò che ci riguarda, la città di Galatina ed il suo
hinterland, ivi compresa la "Grecia salentina", è così
ricco.
La lunga battaglia per l'Europa unita richiede una forte
identità delle realtà culturali locali che, in questo
contesto, vanno protette con interventi organici mirati
soprattutto alla tutela ed alla valorizzazione delle
straordinarie testimonianze storico-artistiche presenti non
solo nei centri abitati, ma sparse anche fuori degli
stessi.
Per costruire il futuro alle giovani generazioni occorre
guardare al passato per fare in modo che i beni culturali
possano assumere valore economico e diventare, pertanto, fonte
di sviluppo e di occupazione in un Mezzogiorno d'Italia che, a
differenza di altri luoghi, stenta a decollare.
Invero, quasi tutti gli interventi speciali, tesi al
recupero dei complessi monumentali di interesse nazionale,
hanno riguardato città del centro e del nord, come è avvenuto
per Siena, Urbino, Orvieto e Todi, Venezia e Roma, con l'unica
eccezione dei Sassi di Matera. Eppure è oramai pacifico che
ogni modello di sviluppo socio-economico delle società evolute
non può prescindere dalla riscoperta del proprio patrimonio
storico-culturale.
Basti pensare al comune di Galatina, uno dei centri più
significativi e ricchi di testimonianze artistiche e culturali
di particolare pregio, come la Chiesa di S. Caterina
d'Alessandria (1383-1391 esempio tardo di gotico-pugliese), la
Chiesa di S. Maria delle Grazie o dei Domenicani (terminata
nel 1508 ed integralmente ricostruita nella prima metà del
1700), la Chiesa Matrice Parrocchiale di S. Pietro, la Chiesa
dei Battenti (1579), la Chiesa ed il Convento delle Clarisse
(primi del 1600), la Chiesa delle Anime (raro esempio di
pianta ottagonale dei primi del 1700), la Chiesa del Carmine
con annesso il Convento (fine 1600-primi 1700), la Chiesa
Madonna della Luce (seconda metà del 1600), la Chiesa S.
Caterina Novella (1507-primi del 1600), la Chiesa e il
Convento dei Cappuccini, ed inoltre, e solo per citarne
alcuni, il Palazzo Congedo con incorporata la Cappella di S.
Paolo (1800), il Palazzo Gorgoni Nuzzo (seconda metà del
1700), il Palazzo Mongiò Arcudi Calofilippi (accanto alla
Chiesa Matrice), il Palazzo Vernaleone.
Anche l'hinterland di Galatina ha un immenso
patrimonio storico-culturale che va recuperato e valorizzato,
dalle chiese matrici di ogni paese, ai castelli, alle masserie
sparse anche fuori dai centri abitati, ai frantoi oleari,
presenti soprattutto nella zona della cosiddetta "Grecia
salentina", segnati dal tempo e dall'incuria degli anni. A
titolo estremamente esemplificativo, si ricordano il Castello
di Corigliano d'Otranto, la Chiesa degli Agostiniani e i
tappeti sotterranei di Melpignano, il Campanile "la guglia" di
Soleto, il Palazzo dei Granafei a Sternatia, il Castello della
Principessa Filomarini e la Congrega di Cutrofiano.
Occorre, pertanto, una legge di salvaguardia e di tutela
di tutto il patrimonio di eccezionale valore
storico-artistico-culturale, che si sposi con un modello di
sviluppo socio-economico sostenibile della città di Galatina e
del suo hinterland, compresa la "Grecia salentina", e
che potrà costituire una delle più significative attrattive
del Mezzogiorno, trasformando in tale modo il turismo balneare
in un turismo sistematico che potrà coinvolgere anche
l'entroterra con la riscoperta e la valorizzazione dei beni
culturali, tipici della penisola salentina.
Questo bacino territoriale, che si estende da Galatina
sino a Otranto, si può configurare come un vero e proprio
distretto turistico, strumento nuovo di programmazione e di
promozione di politiche attive organiche del settore.