XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 825
Onorevoli Colleghi! - La ceramica tradizionale ed
artistica rappresenta uno degli elementi qualificanti
dell'artigianato italiano.
Pur nell'evoluzione delle tecniche di produzione, la
ceramica d'arte ha conservato intatto l'antico fascino;
appositi istituti d'arte preparavano in passato coloro che
dovevano tramandare la tradizione delle antiche "botteghe",
dalle quali uscirono artigiani e veri artisti.
Molte regioni e località d'Italia, alcune con continuità,
altre saltuariamente, possiedono importanti esposizioni,
sovente caratterizzanti la zona; altre hanno diffuso con
larghezza tipi di forma ed ornamentazione, assorbiti
rapidamente da zone e da località confinanti e lontane.
Tutto questo costituisce un grande patrimonio al quale
ogni località ed ogni zona sono particolarmente legate, tanto
da sentire l'esigenza di riprenderlo e divulgarlo, sia con
intenti culturali, storici ed estetici, quale emblema del
proprio passato, sia per motivi di promozione e di
valorizzazione economica degli stessi ambiti territoriali.
Sino a metà degli anni ottanta, l'attività di produzione
ceramica in Italia aveva raggiunto livelli elevatissimi, con
sempre più imponenti riflessi di natura socio-economica sulle
località nelle quali la produzione della ceramica d'arte è
venuta a crearsi, sia in relazione al numero di addetti, sia
per l'entità dell'esportazione, con dirette e positive
conseguenze anche sulla bilancia commerciale dei pagamenti.
Una valutazione approssimativa della produzione ceramica
d'arte in Italia, secondo esperti di mercato, ne fissa il
valore intorno ai 120-150 miliardi di lire.
La recente storia del comparto della ceramica artistica, a
seguito delle ricorrenti crisi mondiali dei consumi degli anni
ottanta, ha però portato ad un repentino ridimensionamento del
settore, che ha visto il dimezzarsi, in un solo decennio,
degli addetti, accompagnato da una riduzione di circa il 30
per cento delle unità produttive.
Questa situazione ha determinato un grande esubero di mano
d'opera che ha causato una forte perdita delle professionalità
peculiari della produzione ceramica.
A ciò si aggiunge che il lungo periodo di crisi della
categoria e la sua fin troppa pubblicizzazione hanno portato
ad una radicata sfiducia nel comparto tanto che un gran numero
anche dei migliori addetti, temendo per il proprio futuro, ha
cercato un collocamento in altri settori considerati meno a
rischio.
Accanto al problema della perdita di professionalità,
negli ultimi dieci anni non ci sono state trasformazioni
significative delle tecniche di produzione e dei prodotti.
Nella maggior parte dei casi gli imprenditori si sono
adattati a realizzare prodotti con tecniche a basso valore
aggiunto, inseguendo strategie di compressione dei costi,
anziché di specializzazione e di valorizzazione del prodotto
finito sui mercati.
La presente proposta di legge intende valorizzare questa
nobile arte, affinché, da una adeguata tutela, tutte le zone
di tradizione ceramica vedano esaltata la propria
produzione.
All'articolo 1 sono stabilite le finalità della legge.
All'articolo 2 è stabilito che per il triennio 2001-2003
siano stanziati 90 miliardi di lire destinati alle opere di
potenziamento, innovazione e ristrutturazione delle imprese
operanti nel settore della ceramica artistica sul territorio
nazionale. Sovvenzioni sono altresì destinate alla creazione
di strutture dedite alla ricerca tecnologica, alla creazione
di consorzi per la promozione e l'esportazione dei prodotti
realizzati, alla realizzazione di iniziative tese a favorire
l'inserimento di giovani nel comparto. Beneficeranno delle
sovvenzioni anche quelle imprese ceramiche che, ai sensi delle
direttive CE sull'igiene e sicurezza del lavoro (si vedano, in
proposito, i decreti legislativi 15 agosto 1991, n. 277, e 19
settembre 1994, n. 626), provvederanno alla delocalizzazione
ed al risanamento ambientale.
Destinatari delle agevolazioni per la realizzazione degli
interventi di cui all'articolo 2 (articolo 3) saranno le
imprese ed i consorzi di imprese operanti nel settore della
ceramica artistica e tradizionale, prodotta secondo forme,
decori, tecniche e stili divenuti patrimonio storico e
culturale delle zone di tradizione ceramica, ovvero secondo le
innovazioni ispirate alla tradizione e nel settore della
ceramica di qualità, come determinato ai sensi della legge 9
luglio 1990, n. 188.
Alla copertura finanziaria (articolo 7) si provvede
attraverso la riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 2001-2003, nell'ambito dell'unità
previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello
stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per l'anno 2001, utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato.
Onorevoli colleghi, la crisi del settore ceramico impone a
tutti noi una profonda riflessione circa la necessità della
tutela e del sostegno di questo settore così tipico
dell'artigianato italiano. Non si può disperdere un simile
patrimonio culturale, al quale occorre guardare, oltre che
sotto l'aspetto più direttamente economico, anche dal punto di
vista del gusto, dell'inventiva, in una parola della civiltà
di tante zone del nostro Paese.
In Puglia e nel Salento particolarmente rilevanti sono le
produzioni di Cutrofiano, di Sogliano Cavour, di Lucugnano di
Tricase e di S. Pietro in Lama nel leccese, e di Grottaglie
nel tarantino. Realtà che vanno sostenute e valorizzate perché
possono diventare uno dei volani dello sviluppo economico e
sociale di interi comprensori con possibili ricadute positive
sull'occupazione soprattutto giovanile.