XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 820
Onorevoli Colleghi! - Da tempo, ormai, il Parlamento ha
riconosciuto più che legittima l'aspirazione dei titolari di
trattamento pensionistico di guerra ad ottenere finalmente
l'organico riordino normativo ed economico della legislazione
pensionistica che li riguarda, nel rispetto del principio
dell'equo risarcimento del danno subìto, solennemente Sancito
dalla legislazione stessa.
Purtroppo, il mancato reperimento di congrui mezzi
finanziari ed il cedimento a spinte corporative e settoriali
hanno portato in questi ultimi anni all'approvazione di alcuni
provvedimenti parziali che, pur attestando la solidarietà
delle forze politiche verso la categoria, non hanno raggiunto
l'obiettivo ed anzi, in qualche caso, hanno introdotto nuove
ingiustificate sperequazioni.
Occorre, quindi, procedere ad un accurato approfondimento
dell'intera materia alla luce, in particolare, di quelle
precise indicazioni che sono emerse nei numerosi proficui
contatti tra il Parlamento e i legittimi rappresentanti delle
categorie interessate.
E' questo un compito al quale il nuovo Parlamento non può
sottrarsi e che rappresenta un atto di giustizia e di dovuto
riconoscimento a quanti hanno personalmente difeso la nazione
durante le guerre ed ai loro congiunti. Di fronte ad un
compito di così vasta portata, la presente proposta di legge
rappresenta un primo, parziale, ma significativo contributo in
vista del riordino generale delle pensioni di guerra. Si è
ritenuto indifferibile e prioritario provvedere affinché le
vedove, gli orfani minorenni e gli orfani maggiorenni inabili
ed in stato di disagio economico non subiscano, oltre al
dolore provocato dalla perdita del congiunto, anche la "beffa"
di ritrovarsi in condizioni economiche che troppo spesso
rasentano le soglie della povertà. Molti coniugi superstiti
che hanno vissuto tanti anni accanto a persone gravemente
invalidate a causa dei conflitti bellici, prestando loro cure,
assistenza, e condividendo con loro le sofferenze e le
limitazioni, si ritrovano, ormai anziani, a dover sopravvivere
con la sola pensione di reversibilità, a volte anche con
l'ulteriore peso di figli minorenni o disabili.
E' pertanto dovere di uno Stato di diritto garantire loro,
in quanto anche esse vittime della guerra, la rivalutazione
dei trattamenti pensionistici di reversibilità in modo da
assicurare condizioni dignitose di vita.
L'onere economico derivante dall'attuazione della legge
rappresenta un minimo aggravio per il bilancio dello Stato, a
fronte dei benefici che reca a tanti cittadini e del giusto
orgoglio che deriverebbe al Parlamento di aver adempiuto al
proprio dovere di tutelare i diritti di quanti hanno subito
gravi danni per difendere il Paese.
Onorevoli colleghi, fermamente convinti dell'esigenza di
tener fede agli impegni solennemente e spesso all'unanimità
assunti dal Parlamento nei confronti dei titolari di pensioni
di guerra e con l'auspicio che, a più di cinquanta anni dalla
fine dell'ultimo conflitto mondiale, venga risolto in maniera
equa e definitiva l'assillante problema della pensionistica di
guerra, sottoponiamo la presente proposta di legge confidando
che vorrete approvarla con sollecitudine.