XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 787
Onorevoli Colleghi! - Circa 20 milioni di dipendenti
versavano ogni mese l'1,05 per cento del salario lordo come
contributo ex GESCAL e la stima del contributo annuo è stata
dell'ordine dei 5.000 miliardi.
Con la sentenza n. 241 del 1989 della Corte
costituzionale, sentenza provocata da una serie di ricorsi
alla magistratura competente causati da una iniziativa
nazionale dell'Unione inquilini, si è affermato che i fondi
derivanti dal contributo di cui alle lettere b) e
c) del primo comma dell'articolo 10 della legge 14
febbraio 1963, n. 60, dovevano essere utilizzati
esclusivamente per lo sviluppo ed il recupero di alloggi di
edilizia residenziale pubblica.
Ciò mentre in Italia si sconta un deficit di oltre
200.000 alloggi popolari, così come verificato anche dalla
Commissione ONU per i diritti umani, sociali e culturali, a
fronte di 800.000 sfratti esecutivi e di centinaia di migliaia
di famiglie coabitanti, in particolare giovani coppie.
La stessa applicazione dei patti in deroga all'equo canone
si è rivelata fallimentare in quanto non ha comportato un
significativo aumento di alloggi e soprattutto ha coinvolto
solo il 15 per cento dei contratti in scadenza.
In tale contesto si è accertata la presenza di oltre
15.000 miliardi in residui passivi dei fondi ex GESCAL, i
quali invece di diventare un volano occupazionale e una
risposta concreta al bisogno di una casa per centinaia di
migliaia di famiglie italiane restano inutilizzati o sono
utilizzati per interventi che nulla hanno a che vedere con
l'edilizia residenziale pubblica, come è successo per il
finanziamento dei lavori in vista del Vertice G7 a Napoli o
per finanziare la legge n. 223 del 1991 sulla mobilità e sulla
cassa integrazione.
Partendo da questi presupposti riteniamo di proporre al
Parlamento l'istituzione di una Commissione di inchiesta che
approfondisca i motivi della formazione di una ingente massa
di residui passivi e prospetti interventi amministrativi e
legislativi per il pieno utilizzo di finanziamenti che
certamente possono dare un contributo concreto e reale alla
soluzione di problemi di primaria importanza quali il lavoro e
la casa.