XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 779




        Onorevoli Colleghi! - In Congo, Sud Africa, Gabon, Venezuela, Bahamas, Guyana, Giordania, Kirghistan, Corea del nord, Australia e Usa i ragazzi sono tenuti ad istruirsi obbligatoriamente per dieci anni. Il limite sale a dodici anni nel Suriname, in Azerbaidjan, Moldova, Israele, Kazakhistan, Malesia, Sri Lanka, Olanda, Gran Bretagna, Nuova Zelanda. Si attesta a nove anni nelle isole Barbados, nell'emirato del Baharein, e, per l'Europa, in Germania e Belgio.
        Appare pertanto inderogabile che anche nel nostro Paese si giunga al varo della legge per l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a dieci anni a decorrere dall'anno scolastico 2002-2003.
        La proposta di legge propone l'elevazione dell'obbligo di istruzione con le modalità del relativo assolvimento e la pari dignità tra tutte le tipologie di preparazione conseguite.
        Non possiamo vedere nell'elevazione dell'obbligo l'occasione per una riforma su basi livellatrici dell'intera scuola media superiore, o almeno dei suoi primi due anni. L'elevazione della scuola dell'obbligo non può e non deve costituire il pretesto per l'individuazione di un nuovo biennio a carattere marcatamente unitario, giacché equivarrebbe solo a procrastinare la dequalificazione dei licenziati della attuale scuola media e metterebbe il sedicenne "scolarizzato" del futuro nella condizione di disporre di una formazione generale o, a seconda dei casi, generica, che lo renderebbe atto solo a proseguire gli studi o ad accettare un lavoro dequalificato.
        Il prolungamento della scuola dell'obbligo dovrà, invece, favorire una più armonica formazione della personalità dell'alunno, per permettere a tutti l'acquisizione di una solida cultura di base e consentire a ciascuno il migliore sviluppo delle innate capacità e abilità.
        La presente proposta di legge prevede, pertanto, un biennio diversificato: i normali bienni propedeutici agli studi della scuola media superiore ed un biennio di "scuola superiore del lavoro" che consente ai giovani scelte responsabili e consapevoli oltreché congeniali alle proprie attitudini e capacità per l'inserimento nel mondo lavorativo.
        La scuola superiore del lavoro dovrà rappresentare una struttura integrativa tra lo studio e le esperienze di apprendistato lavorativo, e questo in una fase storica in cui il problema della disoccupazione giovanile ha assunto dimensioni ed aspetti drammatici. La flessibilità degli orari e dei programmi consentirà di ancorare questo tipo di scuola al territorio e alle sue tradizioni professionali e artigianali, privilegiando sia la ripresa di alcune attività che rappresentano il patrimonio più genuino di civiltà della provincia italiana, sia lo sviluppo delle nuove professionalità.
        Oggi il mercato del lavoro richiede figure professionali specifiche e personale in grado di gestire contemporaneamente più risorse. La formazione professionale è diventata un mezzo importantissimo per avvicinarsi più rapidamente al mondo del lavoro e delle grandi aziende.
        La presente proposta di legge, pensata nella logica dell'interesse generale, ci sembra insieme una risposta ai problemi dei giovani e della società nel suo complesso, della produttività, del mercato nazionale ed europeo.




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