XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 776
Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che viene
sottoposta alla vostra attenzione intende costituire un quadro
generale di tutte le attività attinenti alla danza.
Già in precedenza, da più parti, sono stati presentati
progetti di legge in materia artistica, ciascuno dei quali ha
anche dedicato alcune norme all'attività coreutica, ma è
sempre sino ad ora mancato un quadro normativo generale
esclusivamente dedicato all'arte tersicorea.
L'assenza di un coordinamento normativo tra l'insegnamento
della danza da una parte e la produzione di spettacoli
dall'altra ha determinato la profonda crisi del settore che è
sotto gli occhi di tutti, sebbene il pubblico manifesti un
grande interessamento sia all'uno che all'altro aspetto.
Numerosissime sono infatti le famiglie che iscrivono i
propri figli a corsi di danza così come un folto pubblico
accoglie gli spettacoli di balletto che offrono garanzie di
elevata qualità.
Occorre tuttavia notare come, sotto il primo profilo, non
esista alcuna normativa che garantisca un minimo di
affidabilità agli utenti dopo la liberalizzazione
dell'insegnamento coreutico seguita alla sentenza della Corte
costituzionale n. 240 del 1974 mentre, sotto il secondo
profilo, si deve purtroppo assistere al crescente consenso per
le compagnie straniere senza che quella che fu la famosa
scuola italiana abbia più trovato esecutori di livello
competitivo.
L'unica scuola pubblica cui lo Stato abbia affidato la
formazione di danzatori e docenti è l'Accademia nazionale di
danza i cui princìpi informatori risalgono ormai a cinquanta
anni fa, mentre da decenni si parla invano di una sua riforma.
Per contro, abolito il Ministero del turismo e dello
spettacolo, non è stata altrettanto abolita l'abitudine dei
finanziamenti "a pioggia" che ha privilegiato la quantità
degli spettacoli più che la loro qualità.
Addirittura dobbiamo ammettere che i nomi italiani
attualmente più famosi sono stati dapprima apprezzati
soprattutto all'estero, a conferma che una crisi in Italia
data ormai da un lunghissimo periodo.
Negli enti lirici italiani non si è proceduto al
rinnovamento dei corpi di ballo ed al potenziamento delle
scuole interne che, in taluni teatri, sono state addirittura
abolite. Se per gli spettacoli occorrono danzatori, si procede
alla stipula di contratti a termine con impedimento alla
costituzione di formazioni stabili che, amalgamando i vari
componenti, determini il sorgere di una scuola, di uno stile,
di una tradizione.
La prospettiva non muta nell'ambito delle fondazioni
liriche di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367,
una normativa che, non prevedendo un'adeguata
defiscalizzazione dei finanziamenti e delle sponsorizzazioni
da parte dei privati, rischia di vanificare l'intento di
sottrarre alla burocrazia la gestione degli spettacoli e
manifesta così il velleitarismo di chi l'ha propugnata.
Dobbiamo anche lamentare che i più diffusi mass media
offrono della danza un'immagine non sempre edificante ed
anzi, talvolta, addirittura avvilente alterando così, negli
spettatori, i valori di un'arte altamente formativa.
Anche l'approvazione della legge 4 dicembre 1999, n. 508,
concernente la riforma delle Accademie, inclusa l'Accademia
nazionale di danza, non costituisce che una risposta parziale
alle problematiche illustrate.
Il gruppo parlamentare di Alleanza nazionale già nella
scorsa legislatura aveva preso coscienza della profonda
delusione del pubblico, delle famiglie, degli artisti e di
tutti coloro che all'arte di Tersicore sono interessati ed
aveva predisposto una proposta di legge, che qui si intende
ripresentare, che si qualificava soprattutto per la
compostezza dei temi ai quali è necessario dare risposta.
Sul presupposto che fine primario dello Stato è quello di
provvedere all'educazione ed alla cultura dei cittadini, si è
prevista la costituzione del Consiglio nazionale per la danza
(CND), un organismo elettivo preposto al coordinamento ed
all'incremento delle iniziative coreutiche italiane sia in
ambito regionale che locale.
Il CND riconosce e tutela, quali centri di produzione
della danza, gli enti pubblici e privati di prioritario
interesse nazionale definendone i requisiti.
Inoltre, mancando del tutto la circuitazione degli
spettacoli di balletto e una politica di una loro omogenea
distribuzione sul territorio, è prevista l'istituzione
dell'Ente danza italiana. A tale ente è affidata anche la
realizzazione di iniziative volte alla promozione
dell'attività di danza italiana all'estero.
La presente proposta di legge, al capo III, riprende e
coordina, con gli altri aspetti della danza, le proposte di
legge n. 829 e n. 1397 presentate alla Camera dei deputati
nella scorsa legislatura con riguardo alla riforma
dell'Accademia nazionale di danza.
Di tale ente viene previsto il passaggio sotto il
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
disciplinando i titoli di studio di livello universitario che
la stessa rilascerà sia in un primo che in un secondo livello,
secondo le previsioni comunitarie.
Ovviamente, portando in tale modo l'Accademia al rango
universitario, la presente proposta di legge si preoccupa
d'istituire dei corsi di studio primario e secondario ad
indirizzo coreutico.
Per la migliore tutela della salute pubblica è previsto
l'ordinamento delle scuole private di danza affinché, secondo
i princìpi costituzionali, sia assicurata anche la tutela dei
minori riservando l'insegnamento a questi ultimi a soggetti
appositamente abilitati.
Onorevoli colleghi, una sollecita approvazione della
presente proposta di legge, consentirebbe di dare finalmente
un nuovo impulso ad un'arte in cui l'Italia ha dimostrato in
passato di sapere e potere eccellere, dando risposta a quelle
pressanti domande di intervento che da decenni muovono in modo
sempre più insistente dal mondo didattico, artistico e della
produzione.
Con questa iniziativa il gruppo di alleanza nazionale
intende manifestare la propria attenzione alla danza italiana
sin qui relegata a vera e propria "Cenerentola" delle arti
proseguendo l'attività di intervento nel mondo della cultura
sviluppato già con i precedenti progetti di legge sulla prosa
e sulla musica leggera.