XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 771
Onorevoli Colleghi! - Il problema della struttura e
della funzione degli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria si è imposto ormai da tempo
con il maturare della consapevolezza che non si può non tener
conto dell'evoluzione delle esigenze che ha accompagnato lo
sviluppo storico della nostra società.
La complessità, o l'ipercomplessità come si dice da
taluno, che connota i processi sociali e produttivi richiede
il riorientamento dell'istruzione verso obiettivi formativi
altrettanto complessi, obiettivi per il cui raggiungimento è
necessario ridefinire la duplice valenza propria degli esami
di maturità, quale canale di accesso, da una parte, alla
formazione post-secondaria ed universitaria e,
dall'altra, ai sistemi esterni alla scuola e cioè ai sistemi
della produzione e delle professioni.
I punti critici di maggiore rilevanza pratica appaiono
essere tre:
a) la struttura ed il numero delle prove di
esame;
b) la composizione delle commissioni
esaminatrici;
c) la valutazione delle prove.
Siamo quindi tutti convinti che occorra procedere ad una
riforma seria che guardi non alla facciata, ma alla
ristrutturazione interna. Andrà assicurata serietà
nell'accertamento del livello di maturità raggiunto dagli
alunni; ma l'innovazione si dovrà inquadrare nella più vasta
strategia di rinnovamento della nostra scuola.
La riforma dell'esame di Stato non dovrà consistere solo
in una semplicistica modificazione della commissione, ma dovrà
prevedere un esame condotto con intelligenza, con
professionalità, puntando sulla verifica della reale maturità
intellettuale e culturale del candidato.
L'esame di Stato dovrà designare il momento conclusivo e
molto serio di un percorso di studi importante; non potrà
perciò essere un qualcosa di astratto, di estraneo, che viva
una vita diversa da quella che si vive durante l'intero
percorso didattico-educativo.
Si renderà, pertanto, necessario strutturare l'esame di
Stato su prove che verifichino il grado di preparazione
raggiunto dai candidati rispetto agli obiettivi didattici e
formativi propri degli indirizzi di studio seguiti e tali,
altresì, da verificare la personalità complessiva di ciascuno
dei candidati stessi rispetto alle ulteriori scelte da
compiere.
L'esame di Stato consterà di prove scritte, di laboratorio
o pratiche (ove peculiari del corso di studi) e orali.
Le prove scritte saranno tre: una prova di italiano che
dovrà tendere ad accertare le capacità espressive
logico-linguistiche, critiche e culturali del candidato; la
seconda e la terza prova, che potranno avere anche carattere
grafico o scritto-grafico o tecnico-pratico, verteranno su due
materie caratterizzanti ciascun corso di studi.
Le prove orali si svolgeranno su tutte le discipline
dell'ultimo anno di corso.
La commissione d'esame sarà costituita da un presidente,
per due terzi delle discipline d'esame da commissari esterni,
tratti da appositi albi e da commissari interni per le
restanti discipline.
Particolare attenzione dovrà essere posta nei confronti
della valutazione, contraddistinguendo ogni fase della prova
di esame da giudizi e voti e distribuendo i voti in
percentuali sia alle fasi di esame, sia alla presentazione
della scuola, sia al curriculum del candidato.