XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 765
Onorevoli Colleghi! - L'istituzione di una "zona
franca" nell'area di crisi di Gioia Tauro non nasce solo
dall'esigenza di corrispondere ad un preciso impegno assunto
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con il protocollo
d'intesa del 2 dicembre 1993, bensì dalla necessità di dotare
la Calabria di uno strumento capace di creare sviluppo in
sinergia con attività portuali e di transphiment.
Accanto a questo vi è pure l'imperiosa urgenza di invertire un
senso di rotta del superato intervento straordinario e la
presente proposta di legge mira a questo obiettivo che è
quello di stimolare soggetti attivi della società calabrese,
creare sedi e meccanismi di nuove responsabilità mirate ad una
politica istituzionale che susciti imprenditorialità
socio-politica di iniziativa, di richiesta, di progettazione
da parte degli enti locali, sub regionali,
comprensoriali e regionali.
Recuperare la capacità di gestire i propri obiettivi ed i
propri mezzi, il ruolo cioè di essere almeno soggetto di
domanda di nuove risorse utilizzando l'intervento ordinario,
le leggi di settore, i fondi speciali dell'Unione europea,
vuol dire ricostruire un circuito, specialmente a livello di
governo locale, di nuova responsabilità.
Avere individuato nel Consorzio per l'area di sviluppo
industriale l'ente proponente la delimitazione degli ambiti
territoriali e pianificatore del territorio, risponde
all'opportunità di poter disporre delle infrastrutture e
dell'organizzazione snella di un soggetto pubblico che ha
definite prerogative legislative sia riguardo alla promozione
industriale e alla pianificazione urbanistica che alla
infrastrutturazione degli agglomerati industriali.
Del resto il territorio dell'agglomerato industriale di
Gioia Tauro è interessato dalla realizzazione di importanti
infrastrutture portuali, viarie, ferroviarie, di fabbricati di
servizio alcune in via di completamento altre già completate
ed in fase di collaudazione finale.
La previsione della costituzione di un comitato
consultivo-promozionale della "zona franca" presieduto da un
coordinatore generale con poteri di gestione e di
coordinamento di tutte le attività necessarie a favorire gli
insediamenti industriali, commerciali e di servizio nella
"zona franca" corrisponde alla necessità di avere un'unica
"interfaccia" capace di snellire tutte le procedure
amministrative, di controllarne via via l'iter e di
garantirne il risultato finale.
Il coordinatore generale che è una figura non nuova nella
legislazione internazionale e che assume le prerogative e le
connotazioni di un general contractor è scelto fra i
dirigenti dello Stato, delle pubbliche amministrazioni, degli
enti pubblici economici che abbiano una qualifica non
inferiore a direttore generale.
Il coordinatore si avvale in via prioritaria di un nucleo
di valutazione composto da sei esperti delle varie materie per
l'istruttoria e la valutazione dei progetti insediativi
presentati dagli operatori economici al fine di garantire
trasparenza e concretezza di risultato.