XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 760
Onorevoli Colleghi! - Nella nostra civiltà di massa, di
urbanizzazione e "nevrosi industriale" lo sport, anzi, più
correttamente, "lo svago sportivo", diviene un necessario
antidoto contro la forzata vita sedentaria, contro
l'estenuante e meccanica ripetizione di movimenti, contro
l'angustia della malsana e inquinata vita cittadina.
Lo sport non nasce da una imposizione esterna, ma è
l'impulso di libertà, è energia vitale che accetta
volontariamente le regole del gioco e della competizione.
In realtà questa naturale spontaneità nel tempo è stata
guastata da una graduale e aberrante trasformazione che ha
fatto dello sport un fenomeno economico, pubblicitario,
esaltatore del divismo e oggi, purtroppo, fenomeno di
violenza.
Sembra assurdo che la cronaca, spesso e volentieri, si
trasformi in cronaca nera. Oggetto centrale di questa proposta
di legge non è la violenza nello sport, ma la nostra speranza
è che suo scopo sia proprio la eliminazione della stessa.
Il problema nasce dall'esigenza di ricreare quella cultura
sportiva oramai persa che non sia solo giornalistica,
economica, spettacolare, ma miri soprattutto al recupero del
concetto di sport inteso come liberazione di energie umane,
momento di crescita di solidarietà e di "medicamento" per la
salute.
Destinatari di questo progetto di legge sono soprattutto i
giovani. Non è stato difficile per una massa di adolescenti e
di giovani immaginare un modello di sport inteso come
violenza, contrapposizione, record, miliardi, divismo,
antagonismo ed altro, ma solo perché manca un modello
diverso.
Le energie, la vitalità, l'interesse sono gli stessi.
Tutto sta ad indirizzarli nel modo giusto, così che lo sport
diventi un momento di "svago", di "crescita", di
"solidarietà", di "antirazzismo", di "educazione" al corretto
uso delle proprie energie fisiche e al corretto modo di stare
insieme.
Dietro i lunghi striscioni degli ultras, dietro il
disprezzo del loro tifo offensivo si nasconde la mancanza di
ideali, la crisi della nostra società.
Non diamo a questi giovani più polizia, ma risposte
concrete e incentiviamoli proponendo loro dei modelli più
giusti, sicché la vita all'aperto, l'esercizio fisico,
l'abilità e la destrezza siano solo occasione per esprimere
una ben più intima ricchezza umana.
Innanzitutto bisogna recuperare il concetto di cultura
sportiva, in senso lato, facendo riferimento a tutti i tipi di
sport.
Se è vero che il calcio rimane lo sport di massa per
eccellenza e quindi più facile occasione di violenza è anche
vero che manca qualsiasi forma di incentivazione, da parte
degli organi competenti, per gli altri sport meno violenti:
tennis, pallacanestro, pallavolo, ed altro, sport cosiddetti
di "élite", ma che potrebbero attivare più giovani, sia
come spettatori passivi che come giocatori attivi, se il loro
esercizio fosse più accettabile. Ci si riferisce, con ciò,
alla carenza di strutture pubbliche (ad esempio i circoli di
tennis sono quasi tutti privati).
Con la presente proposta di legge si vuole indicare un
programma, realizzato di comune accordo dal Ministro per i
beni e le attività culturali e dal Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca che coinvolga gli studenti
italiani come singoli o facenti parte di associazioni,
federazioni, comitati culturali, sportivi, eccetera.
Il programma si realizza con le seguenti modalità:
a) accertamento da parte di una commissione
appositamente istituita e nominata dal Ministro per i beni e
le attività culturali di concerto con il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il
CONI, dei requisiti richiesti;
b) possibilità per i prescelti di partecipare
gratuitamente (viaggio, vitto e alloggio compresi) alle
manifestazioni sportive.
La proponente si augura che gli onorevoli colleghi
vogliano comprendere le motivazioni di fondo che hanno
determinato l'intervento normativo: educare alla corretta
fruizione dello sport contribuisce, certamente, ad educare al
rispetto di se stessi e degli altri.