XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 759
Onorevoli Colleghi! - Si è parlato per troppo tempo,
ormai, del diritto alla salute al fine di sollecitare,
giustamente, l'istituzione di strutture pubbliche, che
venissero incontro alle esigenze, purtroppo sempre crescenti,
dell'utenza.
Ma oggi, nel momento in cui il Servizio sanitario
nazionale è posto più che mai sotto accusa, noi vogliamo
richiamare l'attenzione dell'Assemblea su una proposta di
legge già presentata nelle precedenti legislature che, per la
gravità e l'attualità della questione affrontata, si rivela
come complementare rispetto a qualsiasi riforma sanitaria.
Considerato che l'educazione sanitaria nelle scuole non è
istituzionalizzata e lo studio dell'ambiente è affidato
pressoché all'interesse ed alla curiosità individuale, si vede
come in effetti in Italia si sia ancora molto lontani
dall'avere una coscienza sanitaria, tant'è che la presente
richiesta di prestazioni riguarda quasi esclusivamente la
diagnosi e la terapia, non la prevenzione. Noi riteniamo che
da parte delle donne possa essere dato un segnale di
sensibilità verso un problema che non può essere ulteriormente
dilazionato nel tempo, partendo da una inversione dei
presupposti: se il cittadino non ha ancora acquisito una
coscienza sanitaria, vuoi per inadempienza dello Stato, vuoi
per una scarsa sensibilità al problema, occorre affermare un
"dovere" alla salute, nel rispetto cristiano o laico della
vita, nella esaltazione della vita stessa che è patrimonio del
singolo, ma anche della collettività.
Il cancro dell'utero e quello mammario sono divenuti ormai
per le donne, le mal du siècle; eppure alla sua
aumentata diffusione non corrisponde una immagine più chiara
della malattia e delle sue cause. E' statisticamente assodato,
ad esempio, che il cancro mammario può insorgere in soggetti
che abbiano preso anticoncezionali per otto anni di seguito e
prima dei venticinque anni, senza aver avuto un figlio in
precedenza. Nel simposio internazionale di Montecarlo
dell'ottobre 1984 è emerso che 500 mg di caffeina (pari ad
otto caffé) triplicano la frequenza della iperplasia lobulare
atipica della mammella e della mastopatia fibrocistica, che
hanno tutti i presupposti per trasformarsi in cancro; le donne
che fumano hanno diciassette volte più delle altre il rischio
di ammalarsi di cancro del collo dell'utero, ed ancora anche
lo stress ha la sua importanza: i topi inoculati con
virus e stressati hanno cancro mammario dopo 330 giorni, non
stressati dopo 660 giorni. A fronte, allora, di una situazione
obiettiva, occorre tentare di intervenire e porre riparo
attraverso una attenta opera di informazione e prevenzione
oncologica.
La prima può essere affidata alla scuola ed ai consultori,
la seconda alle strutture pubbliche e private, per offrire
all'utente la possibilità di scegliere la struttura di sua
fiducia. In sostanza con questa proposta di legge si intende
trasferire nel campo della normativa legislativa un obbligo
morale, che ogni donna dovrebbe avvertire nei riguardi di se
stessa, dei propri figli, della società, un obbligo tuttavia,
che non è stato avvertito, se non in minima parte, talora per
ignoranza, talora per timore della nocività degli esami cui
sottoporsi, o ancora per i ritmi di vita, convulsi e
stressanti, che impongono alle donne scelte tali da porre la
salute su un piano secondario rispetto ad altre scelte che
appaiono primarie. La riforma sanitaria, poi, ha messo in moto
una serie di meccanismi burocratici che scoraggiano il
cittadino. E' per questo che nella presente proposta di legge
si prevede che gli esami possano essere fatti senza la
preventiva autorizzazione, ma regolarmente registrati su un
cartellino che, essendo formulato in doppia copia, è diretto
sia all'interessata, sia al centro raccolta dati da istituirsi
presso l'azienda sanitaria locale di appartenenza dell'utente.
Con la istituzione del centro raccolta dati si intende fornire
una opportuna struttura di supporto per la ricerca
scientifica, considerando che i fondi finalizzati alla ricerca
sul cancro sono inadeguati: la minuziosa raccolta dei dati
eterogenei per diversi fattori (aree geografiche, età,
condizioni economiche ed ambientali, eccetera) costituisce una
valida base statistica, sulla quale operare indagini e
ricerche.
I motivi esposti ci confortano circa la opportunità di
presentare questa proposta di legge, che non ha la pretesa di
risolvere un annoso e complesso problema, ma intende soltanto
contribuire alla sua soluzione attraverso un doveroso apporto
del singolo cittadino, che deve divenire cosciente
dell'importanza e della rilevanza sociale della salute,
significativo indice delle condizioni reali di progresso
civile di una popolazione.