XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 755
Onorevoli Colleghi! - L'ampliamento e la
diversificazione delle attività lavorative, scolastiche,
professionali e sociali ha determinato un notevole incremento
nell'applicazione dell'attività visiva, così, sin dall'inizio
del secolo, molti Paesi ad avanzata evoluzione sociale ed
industriale avvertirono l'esigenza di istituire una nuova
professione a tutela della capacità visiva del cittadino:
l'optometrista.
Anche se può apparire superfluo, è utile riassumere quali
sono gli operatori italiani che si occupano dell'apparato
visivo:
a) medico oculista, professione sanitaria
indipendente. E' da notare che è sufficiente essere medici
generici, anche non specializzati, per effettuare misurazioni
della vista ed altre attività inerenti all'apparato visivo.
Sono sufficienti sei anni di corso universitario presso la
facoltà di medicina e chirurgia, con esami teorici e pratica
clinica, una tesi di laurea ed il superamento di un esame di
Stato per diventare dottori in medicina e chirurgia
(l'apparato visivo è trattato superficialmente come parte
delle materie di anatomia generale e patologia generale). Per
la specializzazione in oculistica sono necessari quattro anni
di specializzazione. L'indirizzo di studio è prettamente
patologico e chirurgico, mentre la parte refrattiva è trattata
superficialmente, con un solo esame teorico e con pratica
clinica non specifica;
b) assistente di oftalmologia, professione
sanitaria: assiste l'oculista ed agisce su sua indicazione.
Nasce dalla scuola a fini speciali di ortottica. Per il
diploma sono attualmente necessari tre anni di corsi teorici e
pratici e la discussione della tesi. Il titolo di studio è
quello di diploma universitario di primo livello;
c) ottico, artiere, figura
merceologica-commerciale, imprenditore indipendente,
artigiano. La sua attività è regolata dal testo unico delle
leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n.
1265. Attualmente il corso di studi è di cinque anni di scuola
media superiore, oppure di due anni in scuole sperimentali,
dopo aver conseguito la maturità.
Si constata, quindi, la mancanza di una figura
professionale che si occupi in maniera specifica,
approfondita, personalizzata ed esaustiva della soluzione dei
vizi refrattari di ergonomia ed efficienza visiva, quale,
appunto l'optometrista, il cui profilo professionale è
stabilito all'articolo 1 della presente proposta di legge.
Già nel 1910 gli Stati Uniti crearono e regolamentarono la
figura professionale dell'optometrista; da decadi essa è
presente in Inghilterra, Irlanda, India, Canada, Cina,
Australia, Sudafrica, Spagna, Olanda, Filippine, Portogallo,
Russia, Lettonia, Israele, Egitto, Norvegia, eccetera.
La figura dell'optometrista è una realtà sociale operativa
sia nei Paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo.
Il nostro Paese sente la doverosa necessità di colmare
tale lacuna con la presentazione di questa proposta di legge.
In Italia la figura dell'optometrista è già inserita nella
"classificazione professionale" elaborata dal Ministero del
lavoro e della previdenza sociale ed inquadrata nella
categoria dei "liberi professionisti ed assimilati"
(codificazione 00.1403). Le professioni incluse nella suddetta
categoria sono dette "libere" perché caratterizzate dai
seguenti requisiti:
prestazione di tipo intellettuale o, almeno, prevalenza
del carattere intellettuale;
assenza di vincoli di subordinazione nei riguardi di
chiunque e, comunque, del cliente;
esistenza di una disciplina giuridica della professione
per la quale è istituito un ente con la funzione di formazione
e custodia dell'albo degli iscritti e per la quale, inoltre, è
prevista la protezione legale del titolo professionale.
Inoltre la figura professionale dell'optometrista è anche
classificata presso il Ministero delle finanze con il relativo
codice.
Nella sentenza della Corte di cassazione n. 781 del 3
aprile 1995, registro generale n. 37467/94 n. 9089 (pagine 8 e
successive), il Governo viene sollecitato a colmare il vuoto
legislativo per la regolamentazione della figura professionale
dell'optometrista.
Attualmente in Italia gli optometristi svolgono la loro
attività avvalendosi delle leggi della fisica e con una
progettazione ed una realizzazione individualizzata realizzano
dei dispositivi ottici che corrispondano alle necessità visive
di una popolazione studentesca e lavorativa che ha il proprio
apparato visivo sempre più impegnato dai computer, dalle
banche dati, dalle reti telematiche e da strumentazioni a
tecnologia avanzata.
In Italia le associazioni degli optometristi da oltre un
ventennio operano nel settore privato e hanno autofinanziato
la loro cultura e la loro didattica prodigandosi in molti
campi quali l'ipovisione e la contattologia, con grandi
benefìci per gli utenti, specialmente i disabili. Le esigenze
evolutive della nostra società richiedono al potere
legislativo di intervenire per una regolamentazione oggi più
che mai necessaria e, soprattutto, per istituire quello
ordinamento di studi di cui si sente la forte mancanza.