XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 751




        Onorevoli Colleghi! - L'agricoltura italiana non può attendere. Un settore tra i più importanti dell'economia nazionale sta lentamente morendo ed il Parlamento ha l'obbligo morale, prima che istituzionale, di intervenire per tamponare questa enorme emorragia che piano piano divora migliaia di posti di lavoro e spopola le campagne. Certo, la presente proposta di legge non può rappresentare una panacea di tutti i mali del comparto agricolo: ben più gravi sono i problemi che li attanagliano, ben diverse sarebbero le soluzioni il cui esame peraltro investe altre sedi istituzionali (quali il Parlamento europeo), ma è innegabile l'importanza di questa proposta di legge. Una risposta chiara, rapida, che agevoli il riattivarsi della spirale virtuosa degli investimenti nel settore, che restituisca fiducia agli operatori agricoli, è necessaria ed improrogabile. Attendere potrebbe essere fatale. Già molti imprenditori hanno confermato l'intenzione di ritirarsi dal settore per l'impossibilità di pagare i contributi agricoli unificati. Fortunatamente la legge n. 537 del 1993 ha in parte modificato la normativa contenuta nel famigerato decreto legislativo n. 375 del 1993, ma la soluzione risulta temporanea poiché in essa si prevede solo che gli aumenti avvengano in maniera progressiva.
        Per questi motivi chiediamo che si ritorni alla normativa contenuta nella legge n. 67 del 1988 in attesa di una organica revisione del sistema di finanziamento della previdenza in agricoltura. Si prevede, inoltre, nel testo di legge da noi proposto, che possano godere delle prestazioni previdenziali ed assistenziali i lavoratori agricoli proprietari di piccoli appezzamenti non sufficienti per l'iscrizione tra i coltivatori diretti, previo il pagamento dei relativi contributi per le giornate lavorative effettivamente svolte nelle terre di loro proprietà. Per quanto concerne la copertura finanziaria, infine, si potrebbe provvedere attraverso la razionalizzazione dei costi di gestione di detti fondi e la revisione delle norme relative all'indennità di disoccupazione.
        Si chiede, per i motivi citati, che la proposta venga accolta con favore ed in tempi brevissimi dalla Camera dei deputati.




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