XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 686
Onorevoli Colleghi! - Intendiamo presentare alla vostra
attenzione questa proposta di legge già presentata nella XI,
XII e XIII legislatura.
L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
nella integralità dell'articolato e della relazione.
Tutti hanno presente l'attuale gravità del problema della
casa sia per coloro che intendono acquistarla, sia - e
soprattutto - per coloro che sono costretti a vivere in
alloggi in locazione, data la elevatezza dei fitti e la loro
spinta in continua ascesa.
Questo fenomeno dei costi e della loro levitazione
colpisce, con sempre maggiore incidenza, coloro che hanno un
reddito medio-basso, e che nella stratificazione della nostra
società sono compresi, per la massima parte, nelle categorie a
reddito fisso.
Sono cioè gli impiegati, i dipendenti civili e militari
della pubblica amministrazione che, di fronte all'esiguità
dello stipendio, da un lato non sono in grado di acquistare un
appartamento, e dall'altro soggiacciono alle richieste del
mercato delle locazioni, dove il cosiddetto equo canone,
ormai, è stato svuotato di ogni pratico significato.
Oggi, si può dire che il costo della locazione di un
appartamento incida anche per il 40 per cento sulla media
degli stipendi erogati dalla pubblica amministrazione e con
punte percentuali ancor più alte, nei grandi centri. Ed è
proprio nelle grandi città che si riscontra il maggior
assembramento di uffici pubblici e, diremmo, quasi
naturalmente il più elevato costo dei fitti.
Di fronte alla realtà di questa situazione, che coinvolge
almeno a parole tre milioni di famiglie (quanti
approssimativamente e per difetto sono dipendenti civili e
militari dello Stato) abbiamo ritenuto opportuno e necessario
predisporre questa proposta di legge per alleviare - sia pur
limitatamente, ce ne rendiamo conto - la situazione di tanti
pubblici dipendenti, prevedendo l'istituzione di una
"indennità di alloggio" a carico dell'Amministrazione dello
Stato.
Abbiamo perciò valutato la necessità sociale di una
indennità mensile, graduata nel suo ammontare in base alla
popolazione del comune dove l'interessato lavora e risiede.
Secondo quanto riportato nella tabella allegata alla
proposta, l'indennità va da un minimo mensile di lire 100.000
per i comuni da 50 a 100 mila abitanti, sino a lire 300.000
per comuni con popolazione superiore a 400 mila abitanti,
attraverso due classi intermedie (comuni da 100 mila a 250
mila abitanti, lire 150.000; da 250 mila a 400 mila abitanti,
lire 200.000). L'onere complessivo può essere perciò stimato,
in considerazione dell'approssimativo numero degli aventi
diritto, in 1.560 miliardi di lire.
Si propone che l'indennità sia corrisposta trimestralmente
anche per dare maggiore conforto psicologico a chi la riceve;
ovviamente - come già detto - l'indennità non spetta a coloro
che sono proprietari di appartamento, o beneficiari di alloggi
di servizio, oppure non possono provare la loro condizione di
inquilini con regolare contratto di locazione.
Siamo certi che gli onorevoli colleghi, di fronte allo
scopo altamente sociale di questa proposta di legge, vorranno
confortare la nostra iniziativa con il loro voto
favorevole.