XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 653
Onorevoli Colleghi! - Il problema degli effetti del
giudicato della Corte costituzionale ha ormai raggiunto, con
il sempre più frequente ricorso alle sentenze cosiddette
"interpretative di accoglimento e di rigetto" dimensioni che
non è eccessivo definire degenerative.
Pur essendo comprensibili le ragioni che hanno spinto la
Corte costituzionale ad utilizzare fino ai limiti più estremi
i poteri conferitigli dalla Costituzione repubblicana, ragioni
ispirate ad esigenze di conservazione della norma e quindi di
economicità del sistema, i riflessi di tale prassi hanno
finito con il costituire un rimedio peggiore del male. Nel
complesso intreccio di norme di cui si compone un ordinamento
moderno, la presenza di sentenze che considerano una norma
costituzionalmente legittima solo se interpretata in un modo o
costituzionalmente illegittima solo nella parte in cui non
prevede un determinato precetto costituiscono un problema di
non poco rilievo in quanto provocano una grave incertezza
normativa essendo le pronunce difficilmente conoscibili dai
cittadini.
La Corte, poi, in determinati casi si è spinta molto oltre
discostandosi dalla interpretazione proposta con l'ordinanza
di rimessione e reinterpretando la disposizione sottopostagli
aprendosi uno spazio operativo molto ampio che ha consentito
di introdurre vere e proprie norme nell'ordinamento.
Per i motivi esposti la prassi delle sentenze
interpretative deve essere definitivamente eliminata con
l'introduzione dell'articolo 137-bis della Costituzione
a completamento del vigente articolo 137.
La presente proposta di legge costituzionale si propone
quindi di restituire equilibro e chiarezza ad un sistema
normativo già in grave crisi. La prima responsabilità di
questo Parlamento è quella di restituire coerenza al sistema
evitando tali pericolose degenerazioni e riteniamo che la
presente proposta di legge costituzionale possa contribuire a
perseguire tale obiettivo.
Per quanto riguarda il problema degli effetti del
sindacato di legittimità costituzionale e dell'impatto delle
pronunce, si sottolinea che non sembra possa discutersi sulle
ragioni di opportunità giuridica che hanno portato
riconoscimento degli effetti ex tunc della sentenza di
accoglimento in quanto se l'atto normativo è incostituzionale
deve perdere i suoi effetti dall'emanazione quanto meno
rispetto ai rapporti non esauriti, esclusa naturalmente la
materia penale. Tuttavia, nella pratica è emerso che talvolta
la perdita di efficacia ex tunc potrebbe portare ad
effetti profondamente sconvolgenti sul piano sociale, ovvero
comportare oneri economici insopportabili rispetto a
situazioni ormai da tempo cristallizzate.