XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 568




        Onorevoli Colleghi! - Da tempo stiamo registrando l'interessamento del Parlamento europeo, affinché tutti gli Stati membri regolamentino il settore delle terapie non convenzionali e uniformino le diverse normative in materia.
        Anche in Italia alcuni segnali, quali i registri istituiti da alcuni Ordini dei medici e chirurghi e l'istituzione da parte di alcune aziende sanitarie locali di ambulatori di medicina omeopatica, di agopuntura e di fitoterapia, ci fanno comprendere che la medicina del futuro va verso l'integrazione delle varie terapie.
        Milioni di cittadini italiani curano i propri malesseri con l'omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia, il loro numero è sicuramente considerevole e va ben al di là di un fenomeno di moda o di processi reattivi o di un condizionamento dei mass media. Numerosi medici testimoniano dell'efficacia dei protocolli di omeopatia e dell'utilità di integrare le medicine olistiche con quella convenzionale al fine di permettere al paziente il recupero di uno stato di benessere con un minore utilizzo di strumenti e di tecniche invasivi e cruenti.
        La malattia intesa su base organicista è la risultante di uno stato di squilibrio tra fattori aggressivi esterni e meccanismi di difesa dell'organismo, per cui la guarigione si ottiene esclusivamente con la riduzione del potere invasivo dei primi o con il rafforzamento delle capacità reattive dei secondi. L'omeopatia e le altre medicine olistiche puntano l'attenzione soprattutto sulla possibilità di preservare un buon equilibrio nel rapporto tra la mente e il corpo e la migliore congruenza nell'interazione tra l'individuo e il suo habitat. Solo a un osservatore superficiale potrà sfuggire che queste due diverse metodiche siano in effetti i due risvolti di una stessa medaglia e che esistono margini di confronto e di integrazione tra la medicina omeopatica, l'agopuntura, la fitoterapia e la medicina convenzionale. Dobbiamo intanto riscontrare che diversi centri di ricerca italiani ed internazionali hanno sollevato molto interesse sulla validità scientifica di alcune terapie non convenzionali, in particolare modo per quanto riguarda l'omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia.
        Lo scopo della proposta di legge è quello di cominciare a disciplinare il mondo delle terapie non convenzionali, sottraendo, in prima istanza, all'habitat esoterico discipline come l'omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia che hanno già alle loro spalle lavori clinici e ricerche scientifiche comprovanti la loro efficacia.
        Sono terapie che richiedono, però, una qualificazione professionale specifica da parte degli operatori sanitari che, conseguita la laurea in medicina e chirurgia, intendono esprimere la loro competenza nell'ambito della medicina omeopatica, dell'agopuntura e della fitoterapia. Attualmente nel mondo delle terapie non convenzionali coabitano varie tecniche accomunate esclusivamente dal principio dell'olismo e, in particolar modo, dell'unità mente-corpo, ma che spesso sono lontane nel loro approccio diagnostico e metodologico. Spesso si perde di vista la specificità delle proprie competenze di operatore sanitario nell'ansia di occupare un posto nel mondo della salute. Il caos non genera mai un reale dato di sviluppo e quindi è opportuno anche in questo caso affrontare la problematica senza atteggiamenti troppo mediati nel tentativo di recepire le istanze di tutte le parti in causa, senza riuscire poi a dare una risposta concreta ai diversi problemi. Ora se la professione del medico è ben definita nei suoi limiti e nelle sue potenzialità non altrettanto si può dire di altre figure terapeutiche che hanno trovato invece una loro identità in altri Paesi europei come la Germania (Heilpraktiker) e che anche in Italia potrebbero trovare una loro valida collocazione proprio nell'utilizzo di alcune tecniche complementari che non richiedono lo specifico atto diagnostico e terapeutico medico. Inoltre, se per l'omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia l'integrazione nella cultura e nella realtà scientifica occidentale è ormai ampiamente dimostrata dalla presenza di numerose scuole di formazione e dai risultati clinici ottenuti in tanti decenni, non altrettanto è possibile affermare ciò per altre discipline olistiche, sicuramente valide, ma che meritano un approfondimento particolare e un iter formativo diverso.
        Quindi riteniamo che per non legare e imbrigliare i vari iter legislativi sia opportuno diversificare e procedere per stadi nell'intervento legislativo dello Stato, e iniziare così finalmente un percorso di riordino nel "pianeta salute", disponibili a recepire istanze e stimoli che provengono dal mondo culturale e scientifico e ponendo la massima attenzione alla tutela della salute pubblica e alla professionalità degli operatori sanitari.
        Per raggiungere questi obiettivi riteniamo indispensabile l'istituzione da parte del Ministro della sanità e da parte del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica di commissioni tecniche che possano in tempi brevi disegnare i percorsi e stabilire i criteri di una reale integrazione tra l'omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia e la medicina convenzionale per lo sviluppo della medicina del futuro.




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