XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 525




        Onorevoli Colleghi! - La pratica dell'attività sportiva diventa nel nostro Paese un fenomeno di massa.
        Pressante e articolata è la domanda di sport sia per la molteplicità dei soggetti interessati, singoli individui, associazioni, mondo della scuola, sia per la diversità del modo di praticarlo ovvero sport agonistico, di massimo livello, amatoriale o come meglio si definisce attualmente "sport per tutti".
        Questa domanda nasce dalla diffusa consapevolezza che l'attività sportiva esercitata nei modi adeguati è:

            tutela dello stato di salute psico-fisico;

            opportunità di aggregazione;

            sviluppo della socialità;

            momento di alto valore educativo;

            prevenzione e recupero delle devianze.

        Da quanto esposto si palesa necessario l'impegno dello Stato e degli enti pubblici per rimuovere con urgenza ogni ostacolo alla promozione ed alla organizzazione della pratica sportiva. Esiste infatti uno squilibrio profondo tra lo sport professionistico, lo sport spettacolo e lo sport di base, ovvero "lo sport per tutti". Non è solo un problema di impianti e di risorse economiche, ma anche di interventi legislativi e di attenzione del sistema dei mass media.
        Lo spettacolo sportivo e lo sport professionistico sono stati oggetto di provvedimenti legislativi e di ingenti investimenti economici. Invece, la pratica sportiva che avviene attraverso una molteplicità di associazioni, le quali rappresentano nel loro insieme quel particolare modello che è riconosciuto come tipico della tradizione italiana, è stata di fatto penalizzata.
        Lo stesso Comitato olimpico internazionale (CIO) ha sottolineato la necessità di ripensare il futuro dello sport, assegnando un posto chiave allo sviluppo dello "sport per tutti".
        Il documento conclusivo del congresso del CIO (Parigi, 3 settembre 1994) confermava senza ambiguità:

            "Art. 47. Lo sport per tutti, come implica la sua definizione, deve rendere la pratica sportiva più accessibile a tutte le parti della società senza distinzione di età o di sesso. Esso comprende tutti i tipi di sport eccetto quello di alto livello.

            Art. 48. Lo sport per tutti è responsabilità di tutti. Il Movimento olimpico deve tuttavia assumere un ruolo significativo nel suo sviluppo. Esso deve promuovere la cooperazione tra le diverse organizzazioni dello sport per tutti e incoraggiare e coordinare le loro attività. Dovrebbe essere ricercato il supporto dei media.

            Art. 49. L'attenzione delle autorità pubbliche dovrebbe essere rivolta alla necessità di trovare dei modi e dei mezzi per assicurare la diffusione dello sport per tutti come fattore di salute e sviluppo sociale".

        Questa è la prospettiva per gli anni 2000: allo sport di alto livello si deve affiancare lo "sport per tutti", diritto dei cittadini, come valore culturale e sociale indipendente dai risultati tecnici.
        In Italia, quindi, occorre un disegno complessivo di riforma, che aggiorni seriamente le strutture e le politiche di sviluppo del "modello italiano" rispetto ai problemi di una società profondamente diversa da quella in cui fu progettato.
        L'autonomia strutturale e l'autogoverno dell'organizzazione sportiva ne costituiscono i presupposti fondamentali. E' un patrimonio che non va disperso, che deve essere garantito; solo nel rispetto di questo quadro possono e devono essere attuate tutte le riforme.
        La presente proposta di legge nel suo articolato affronta alcuni punti nodali riguardanti:

            la definizione dell'attività sportiva dilettantistica;

            la disciplina delle società sportive dilettantistiche, definendo un quadro certo per quanto concerne la natura e la personalità giuridica;

            l'istituzione di un fondo centrale di garanzia destinato alla costruzione e alla ristrutturazione delle sedi e degli impianti sportivi privati o pubblici in regime di convenzione;

            un trattamento previdenziale e tributario che agevoli le società sportive dilettantistiche;

            la disciplina degli enti di promozione sportiva che garantisca un quadro di certezza nel settore;

            una normativa degli interventi per lo sviluppo delle strutture e dei servizi che valorizzi il ruolo degli enti locali prevedendo risorse finalizzate.

        Poiché l'autonomia dello sport significa e presuppone autonomia finanziaria e certezza del diritto, proponiamo di alimentare il fondo centrale di garanzia e i fondi necessari agli enti di promozione sportiva con una adeguata percentuale dei proventi degli incassi lordi del concorso pronostici Totocalcio.
        Le risorse necessarie all'attuazione dei programmi di sviluppo delle strutture e dei servizi si individuano nell'utilizzazione di una quota del concorso pronostici Totogol ridefinendo le percentuali di assegnazione al Comitato olimpico nazionale italiano e all'erario.
        Questa indicazione di fatto non inciderà sull'ammontare delle entrate erariali previste, in quanto dai primi accertamenti effettuati già risulta largamente sottostimato il gettito preventivato.




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