XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 513
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende ottemperare al più importante principio sancito dalla
nostra Costituzione che garantisce, all'articolo 3, la pari
dignità sociale a tutti i cittadini. In particolare, essa mira
a far compiere al nostro apparato legislativo un deciso passo
avanti verso la realizzazione di un miglioramento della
qualità della vita per i congiunti delle persone totalmente
invalide e non autosufficienti, soddisfacendo,
contemporaneamente, una delle esigenze fondamentali di ogni
uomo, ovvero il diritto al lavoro. La presente proposta di
legge tende, infatti, a sanare la tragica situazione di quei
nuclei familiari che possono stigmatizzare una delle massime
espressioni del soggetto debole nella nostra società, quelli,
cioè, ove a gravi problematiche di handicap si associano
una carenza di valida e stabile occupazione per il capo
famiglia.
Dati divulgati dall'ISTAT indicano la presenza in Italia
di quasi tre milioni di disabili gravi, di cui 700.000 colpiti
dal morbo di Alzheimer e 350.000 immobilizzati in un letto, di
cui solo 100.000 attualmente assistiti dalle istituzioni. Tra
i ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo uno su
settanta è affetto da handicap psichico o multiplo e uno
su centoquaranta presenta una disabilità mentale grave come
l'autismo.
Spesso la tematica dell'invalidità ha ottenuto la ribalta
della cronaca e, purtroppo, come è risaputo, ciò non è
avvenuto per sottolineare dei miglioramenti nella vita dei
componenti di questa categoria, bensì per evidenziarne le
prevaricazioni subite sia sul campo delle assunzioni
lavorative che su quello dell'assistenza: è necessario,
quindi, tutelare gli interessi dei soggetti totalmente
invalidi, anche favorendo l'inserimento lavorativo di coloro
che ne costituiscono l'unico sostentamento economico, qualora
questi siano privi di una stabile e sicura occupazione.
Bisogna sottolineare, in linea generale, che il codice
civile e la legge quadro sull'handicap (legge 5 febbraio
1992, n. 104) non forniscono gli strumenti funzionali
all'obiettivo che ci siamo proposti in questo frangente: si
manifestano infatti, tuttora, carenze sia sul piano degli
istituti giuridici che sul piano della tutela di coloro che
sostengono economicamente gli invalidi totali. Alcuni progetti
di legge, presentati nella passata legislatura, hanno cercato
di contribuire a questi temi, ma in essi non è stata
tematizzata una politica di sostegno alle famiglie in cui sia
presente un soggetto disabile non autosufficiente che vada in
questo senso.
Il colmare tale vuoto normativo ci è imposto innanzitutto
da una motivazione che si può leggere di ordine prettamente
economico: va infatti agevolata la capacità di risposta
autonoma ai propri bisogni da parte del nucleo familiare che
assiste una persona totalmente invalida, ricercando strumenti
legislativi che non possiedano carattere esclusivamente
assistenziale. Attuare una strategia che tenda ad incentivare
l'autonomia finanziaria della famiglia risulta, quindi,
fortemente innovativo.
In secondo luogo, il presente provvedimento trova le sue
radici anche in una motivazione di carattere psicologico:
siamo infatti convinti che il soggetto che si fa carico di un
invalido non autosufficiente sostenga una pressione emotiva
che può essere controllata anche con un soddisfacimento del
bisogno di relazioni sociali di cui il lavoro può essere
fattore primario di realizzazione. Per favorire l'inserimento
lavorativo del familiare dell'invalido totale non
autosufficiente privo di stabile e sicura occupazione, si è
pensato di introdurre una norma che garantisca al soggetto in
questione un'assegnazione prioritaria nelle graduatorie della
pubblica amministrazione per le quali possieda i requisiti
d'accesso. In questo modo si è cercato di coniugare il
soddisfacimento di una vitale necessità con un'impostazione
autenticamente liberale, aiutando la famiglia ad incentivare
l'autonomia delle proprie risorse e contribuendo, altresì, al
mantenimento del soggetto non autosufficiente all'interno del
proprio nucleo familiare.