XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 471
Onorevoli Colleghi! - L'informatica distribuita, le
nuove cosiddette "autostrade telematiche" e tutte le
applicazioni tecnologiche che sono diventate di uso comune
hanno profondamente modificato la nostra società ed il modo
stesso di fare formazione e di diffondere cultura.
Uno dei nodi più spinosi da risolvere a favore delle
famiglie italiane, alle quali non solo è necessario continuare
a dare una risposta in modo tradizionale, ma anche una
risposta innovativa, riguarda l'attività di apprendimento e di
formazione dei giovani.
Attualmente l'organizzazione e la struttura scolastica
hanno fornito risposte, anche logistiche, tradizionali.
Ogni piccolo centro, infatti, spesso dispone di scuole di
primo grado, ogni capoluogo di provincia offre scuole di primo
e secondo grado e, in alcuni casi, offre università.
Nella maggior parte dei casi gli studenti, soprattutto se
"fuori sede", si vedono costretti a trasferirsi nella città
sede dell'università prescelta sobbarcandosi ingenti spese,
oppure ad affrontare trasferimenti quotidiani per raggiungere
il luogo di studio, contribuendo in modo considerevole
all'aumento del traffico.
Tutto ciò costituisce un serio e sovente gravoso impegno
economico per le famiglie degli studenti.
Non solo, anche lo Stato registra ogni anno uscite
notevoli per sostenere e finanziare le classi a più basso
reddito e, nel più vasto ambito della formazione, a tali spese
si aggiungono quelle per creare ed ampliare la ricettività
delle università: nuove strutture, aule, alloggi e
biblioteche.
L'attuale necessità di impiegare grandi risorse economiche
in questo senso potrebbe immediatamente essere ridotta
attraverso l'investimento in strutture tecnologiche
d'avanguardia, vale a dire attraverso l'utilizzo di sistemi
informatici e telematici per la formazione a distanza, sistemi
che necessitano di costi considerevolmente inferiori rispetto
alle soluzioni tradizionali.
L'impiego di questo sistema innoverebbe le metodologie
didattiche: così, ad esempio, le lezioni universitarie che
trattano di aspetti teorici si potrebbero tenere usufruendo di
sistemi di teleconferenza basati sull'utilizzo della nuova
rete di comunicazione denominata Integrated Service Digital
Network (ISDN), oppure con cavi di trasmissione e
comunicazione a larga banda.
Infatti, la rete ISDN che, tra le altre cose, è
disponibile su tutto il territorio nazionale, permette di
trasmettere segnali audio e video e dati ad alta velocità
utilizzando la stessa portante (cosiddetto "doppino"
telefonico) ovunque esista una qualsiasi normale linea
telefonica.
La tecnologia ISDN consente di trasmettere e ricevere
attraverso quello che viene definito un "accesso base" ad una
velocità di 128.000 bit al secondo (per bit, nel
linguaggio degli elaboratori elettronici, si intende una unità
di misura e precisamente ogni singolo carattere o cifra
binaria).
Per fare un esempio concreto, tale velocità consente di
trasmettere un documento attraverso il telefax in un tempo
inferiore di ben cinque volte a quello necessario per
trasmettere lo stesso documento su di una rete di tipo
tradizionale che non utilizzi il sistema ISDN.
Considerando, poi, anche i buoni risultati sotto il
profilo qualitativo delle immagini e dei suoni e grazie
soprattutto a questa velocità, si possono scambiare sia
segnali audio che video tra due o più interlocutori posti in
sedi lontane.
Come abbiamo appena detto, i segnali digitali di cui le
reti ISDN si servono garantiscono l'assenza di ogni disturbo
nella comunicazione. Questa velocità di trasmissione diventa
ancora più grande attraverso i cavi a "larga banda" che
possono trasportare milioni di dati al secondo.
Grazie a questo sistema di reti, quindi, diventerebbe
possibile, per tutti gli studenti, collegarsi in audio e video
con la sede universitaria in tempo reale ed usufruire, in tal
modo, di un sistema didattico innovativo ed efficace, senza
alcuna necessità di spostarsi da una città all'altra, essendo
sufficiente attrezzare con gli strumenti di videocomunicazione
strutture già esistenti.
Lo schema delle lezioni potrebbe, allora, divenire il
seguente: gli studenti che si trovano nelle postazioni remote
potranno vedere e ascoltare attraverso i monitor il
docente che tiene la lezione, vedere grafici e tutto il
materiale didattico che il docente utilizza.
Del pari il docente potrà vedere ed ascoltare, grazie ad
appositi monitor, gli studenti che si trovino nelle
postazioni remote. Questi ultimi avranno a disposizione un
microfono collegato al sistema, che consentirà loro di
formulare al docente eventuali domande di chiarimento o
approfondimento sul tema trattato rendendosi così parte attiva
della lezione.
Allo stesso tempo il docente potrà formulare domande ai
discenti che sono nelle postazioni remote. Questi potranno
essere affiancati in aula da tutori o da ricercatori esperti
nelle materie trattate.
Il docente avrà, altresì, a disposizione un elaboratore
munito di uno specifico programma per la comunicazione
interattiva e potrà quindi trasmettere immagini, grafici,
documenti e filmati dalla sede alla postazione remota.
Ecco che la lezione si svolgerebbe tanto per gli allievi
presenti che per quelli collegati attraverso il sistema della
teleconferenza con lo stesso grado di partecipazione.
Molteplici sarebbero i vantaggi che si potrebbero trarre
dall'utilizzo dei sistemi di didattica a distanza.
Per fare alcuni esempi potremmo citare un effetto per così
dire deflattivo sul sovraffollamento di alcune facoltà in
specie nel primo anno di corso, ma potremmo considerare anche
il risparmio per gli studenti e per le loro famiglie sulle
spese relative a trasferimenti, soggiorno e mantenimenti in
una città sede di università lontana dal proprio luogo di
residenza. Tali nuovi sistemi potrebbero influire
positivamente sull'utilizzo dei sistemi di trasporto
ferroviario e stradale, contribuendo notevolmente ad
alleggerire i carichi che attualmente gravano proprio sulle
reti stradali e ferroviarie.
Non possiamo dimenticare, poi, il grande risparmio per le
università che, pur garantendo la qualità dell'insegnamento,
non sarebbero costrette a creare nuove strutture ricettive e
potrebbero contare su di un ulteriore fattore di competitività
anche al di fuori del loro ambito territoriale.
Tutto ciò nella prospettiva di diffondere nel miglior modo
possibile una cultura universitaria in grado di preparare i
nostri giovani e di consentire loro di avere più ampi margini
di scelta.
Dobbiamo considerare, inoltre, la creazione di videoteche
presso le quali studenti, docenti, ricercatori e magari anche,
diciamo così, semplici curiosi della materia possono
consultare in ogni momento il materiale didattico a
disposizione.
E' corretto, poi, pensare anche a tutti coloro che si
trovano all'estero e che sono
interessati ad approfondire tematiche discusse nei nostri
istituti di formazione.
Pensiamo sì, ai ricercatori stranieri, ma pure ai tanti
emigrati, ai loro figli, che potrebbero avere l'opportunità di
frequentare, in tal modo, le università italiane.
La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di
fornire una struttura normativa a quelle attività didattiche
che, nate come progetti pilota, già godono di una certa
diffusione e affidabilità secondo gli schemi sopra descritti.
Tale proposta di legge, quindi, mira ad introdurre un metodo
didattico innovativo che divenga uno dei molti modi di fare
formazione e di diffondere cultura. Fini, questi, che si
possono perseguire, oggi e ancor più e meglio domani,
attraverso applicazioni di tipo informatico e telematico in
modo da offrire agli studenti e a tutti coloro che decidessero
di usufruire di un simile servizio l'opportunità di percorrere
un itinerario accademico e formativo sempre più completo e
approfondito.