XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 437-A-ter
Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge n. 437 ci
vede nettamente e radicalmente contrari, ed è bene che la
maggioranza parlamentare di centro destra, che non è
maggioranza nel Paese, rifletta attentamente sulle nostre
argomentazioni.
E' toccato, infatti, al centrosinistra difendere i
principi di civiltà giuridica, il rispetto del ruolo e del
valore delle istituzioni democratiche oggetto di una serie di
gravi attacchi da parte del centro destra.
Giova ricordare ai presentatori della proposta di legge, i
deputati Selva, Pagliarini, Volontè e ai due relatori di
maggioranza, deputati Ballaman e Bocchino, alcune regole
condivise e praticate nei Paesi di democrazia avanzata:
quando cambia una maggioranza parlamentare non si
processa quella precedente;
la politica estera di un Paese non è soggetta a
Commissioni d'inchiesta, bensì al controllo e alla valutazione
del Parlamento tramite i propri strumenti costituzionali e
regolamentari la Commissione Affari esteri e l'Aula.
Durante il dibattito svoltosi nelle Commissioni riunite
III e IX abbiamo ripetutamente richiamato la maggioranza di
centrodestra a tali principi ed abbiamo criticato fermamente
il processo politico già istruito nella proposta n. 437,
nonché le requisitorie svolte dal deputato Ballaman e ancor
peggio dal deputato Bocchino, i quali hanno già individuato i
capi d'imputazione, i responsabili ed emesso la sentenza di
condanna nei confronti dei Governi di centrosinistra nel
periodo dal 1996 al 2000 ed in particolare su alcuni ministri
titolari dei ministeri degli Affari esteri e dell'Economia,
nei confronti dei quali sono state pronunciate dichiarazioni
offensive, allusioni ed insinuazioni di gravità inaudita.
E' stupefacente, inoltre, che come testimonianza d'accusa,
i presentatori della proposta e i relatori abbiano citato
persino il dittatore Milosevic, attualmente detenuto in
Olanda.
La dimostrazione che non ci siamo trovati di fronte ad una
proposta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, ma ad
un "anomalo" Tribunale speciale, che richiama alla memoria il
periodo ventennale, quando in Italia era stata soppressa ogni
libertà e ogni diritto da un regime dittatoriale sanguinario,
è evidenziata proprio dalle due relazioni di maggioranza e
dalla proposta Selva, con le quali si definiscono ruoli e
motivi della Commissione.
Il relatore per la III Commissione ha sostenuto che "i
gruppi dell'opposizione saranno tra i primi fautori della
Commissione proprio per poter chiarire la propria estraneità";
il relatore per la IX Commissione ha sostenuto che "dovrebbe,
pertanto essere proprio la minoranza a sostenere con forza
l'istituzione della Commissione d'inchiesta, per dimostrare
l'estraneità dei propri esponenti"; il primo firmatario della
proposta ha sostenuto infine che la Commissione "potrà
consentire ai partiti che vedono implicati alcuni dei loro
esponenti di poter chiarire la propria estraneità".
Di fronte a tali aberranti tesi giuridiche il
centrosinistra ha espresso ripetutamente la propria
opposizione, non per difendere se stesso, ma gli elementi
indispensabili di chiarezza e di civiltà giuridica di un Paese
democratico.
Il testo che è stato licenziato, successivamente, dalle
Commissioni riunite è profondamente cambiato, grazie al lavoro
rigoroso del centrosinistra. Tuttavia non possiamo sottacere
che permane il pericolo - visti i precedenti - che una parte
della maggioranza voglia utilizzare la Commissione per
processare la politica estera dei precedenti Governi e, forse,
per indurre l'attuale titolare del Ministero degli Affari
esteri a mutare linea, visto che in più occasioni il Ministro
Ruggiero ha sostenuto la continuità dell'Italia in politica
estera.
Se torniamo ai fatti, sicuramente più eloquenti delle
parole e al contesto nel quale è avvenuto l'acquisto del 29
per cento delle azioni di Telekom Serbia da parte della STET,
attraverso la società controllata STET International
Netherlands, è evidente a tutti che l'accordo commerciale
tra le due società non è stato stipulato in pendenza di
sanzioni contro la Repubblica Federale Jugoslava e che quindi
il Governo italiano non sarebbe potuto intervenire per
impedirne la conclusione.
Infatti, tutti sanno che nel giugno 1997, quando la STET
ha acquistato la Telekom Serbia, le sanzioni adottate
dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti contro la Repubblica
Federale Jugoslava erano state tolte da un pezzo.
Gli accordi di Dayton del 21 novembre 1995 sancivano, con
il benestare della Repubblica Federale Jugoslava, il nuovo
assetto costituzionale della Bosnia-Erzegovina. Milosevic era
tornato ad assumere il ruolo di interlocutore, pur con alcune
cautele, dell'Occidente, Stati Uniti in testa, e in più
ambienti era maturata la speranza che Milosevic potesse
avviare un processo di democratizzazione della Serbia.
Nello stesso periodo l'Italia manteneva un costante
rapporto con le organizzazioni democratiche delle opposizioni
e ospitava alla Farnesina la delegazione "INSIEME". E'
l'Italia a sostenere, alla fine del 1996, le opposizioni sui
"brogli" nelle elezioni municipali e a favorire la delegazione
OSCE.
Nel 1996 l'Italia è entrata nel gruppo di contatto,
proprio perché al nostro Paese è stata riconosciuta
affidabilità, capacità di iniziativa diplomatica da Francia,
Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia.
Successivamente, la missione "Alba" ha evidenziato il
grande impegno dell'Italia, unanimemente riconosciuto da tutti
i partners.
Sul piano giuridico, il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite ha revocato le sanzioni il 1^ ottobre 1996,
provvedimento che è stato recepito nell'ordinamento italiano e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4
novembre 1996.
Inoltre, il Consiglio degli Affari Generali dell'Unione
Europea, il 27 aprile 1997, ha deciso di ripristinare nei
confronti della Repubblica Federale Jugoslava le cosiddette
preferenze commerciali generalizzate.
Infatti, non solo le aziende italiane, ma anche quelle
francesi, greche e tedesche iniziarono plurime trattative con
Belgrado per partecipare ai processi di privatizzazione in
corso.
Proprio nel settore delle telecomunicazioni parteciparono
imprese greche, la tedesca Siemens e la francese Alkatel. Non
risulta che le forze politiche di centrodestra,
all'opposizione in Francia e in Germania, abbiano chiesto
l'istituzione di commissioni d'inchiesta parlamentari per
verificare le responsabilità dei rispettivi Governi, né per
altre operazioni commerciali attuate da imprese francesi o
tedesche o inglesi.
Bastano queste considerazioni per evidenziare la
strumentalità e la gravità del comportamento del centrodestra
italiano. Pertanto, è necessario, come proposto nella nuova
formulazione dell'articolo 3, comma 2, che sia chiaramente
espresso che "non rientrano nei compiti della Commissione le
valutazioni relative alle scelte di politica estera dei
Governi".
La Commissione d'inchiesta, in relazione all'acquisizione
di Telekom Serbia individuerà le responsabilità di
chicchessia, di dirigenti d'impresa, di imprenditori o uomini
politici, di intermediari, e chiarirà se siano state pagate
tangenti. Noi - come sempre - siamo dell'opinione che debbano
essere individuati i responsabili affinché ne rispondano di
fronte alla legge.
La magistratura torinese ha aperto un'indagine
sull'operazione commerciale ed avrebbe ipotizzato i reati di
falso in bilancio di corruzione e falsa fatturazione.
Sarebbero state inoltrate diverse richieste di rogatoria
in varie banche svizzere, tedesche e inglesi.
Chiediamo dunque al centrodestra di adoperarsi per
ratificare, nei prossimi giorni, l'accordo internazionale
sulle rogatorie con la Svizzera, ratifica che proprio il
centrodestra ha ostacolato nel corso della precedente
legislatura. Chiediamo infine al centrodestra di non snaturare
la norma sul falso in bilancio, che proprio in questi giorni
il centrodestra stesso sta manomettendo, per coprire interessi
imprenditoriali e politici molto chiari a tutti.
Eugenio DUCA,
Relatore di minoranza
per la IX Commissione.