XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 403
Onorevoli Colleghi! - Anche nella presente legislatura
viene ripresentata questa proposta di legge, sostenuta da
ragioni storiche, oltre che economiche.
L'esercizio dei giochi d'azzardo nel nostro Paese è
formalmente vietato, ma di fatto esso viene esercitato e
purtroppo rimane spesso nelle mani della criminalità
organizzata che gestisce bische clandestine, diffuse su tutto
il territorio nazionale.
Si tratta di strumenti utilizzati dalla delinquenza per il
riciclaggio del denaro "sporco" e per il successivo reimpiego
delle somme (che ammontano a diverse migliaia di miliardi) per
finanziare altre losche attività. Facendo presente che negli
altri Paesi europei esistono oltre 350 case da gioco, si
auspica una più generale legittimazione all'apertura di casinò
anche in Italia. D'altronde l'esistenza di case da gioco a
Sanremo, Saint Vincent, Campione d'Italia e Venezia crea di
fatto il superamento di un preconcetto non giustificato dai
fatti, soprattutto quando si concede ad alcuni di essi (come
Venezia) di raddoppiare la propria presenza.
Con l'apertura di nuove case da gioco verrebbero invece
sottratte alla malavita forti somme di cui potrebbero
beneficiare le casse dello Stato. L'apertura di un casinò
costituisce una notevole attrattiva per il turismo nazionale
ed internazionale, contribuendo all'incremento dell'afflusso
di turisti nell'area interessata. A Stresa, località già molto
rinomata, l'istituzione di un casinò non potrebbe che portare
notevoli benefìci, soprattutto di carattere economico, e non
solo al comune stesso, ma anche all'intera provincia del
Verbano-Cusio-Ossola. D'altronde l'avvenuta apertura di una
sala da gioco nella non lontana Locarno (Svizzera) favorisce
esclusivamente l'esportazione di capitale, con danno economico
non solo per la provincia, ma anche per la Nazione.
Se è vero infatti che il codice penale punisce l'esercizio
dei giochi d'azzardo (articoli 718 e seguenti del codice
penale), è anche vero che, nonostante la rigida normativa
dettata dal legislatore penale, in Italia sono operative le
predette quattro case da gioco, localizzate nelle città di
Campione d'Italia, Venezia, Sanremo e Saint Vincent.
La normativa particolare che ne consente l'esercizio viene
giustificata da ragioni storiche, in quanto già prima
dell'unità nazionale in tali sedi esistevano ed operavano case
da gioco. Una motivazione che appare francamente forzata e che
non si adatta alle obiettive situazioni economiche, turistiche
e ricettive del territorio.
Ferma restando la prerogativa di queste città a mantenere
le proprie case da gioco, con la presente proposta di legge si
intende proporre l'apertura di una casa da gioco a Stresa, in
attesa di una normativa di portata più generale e liberale che
ne consenta e legittimi l'apertura anche in altre località
della penisola, tenuto conto, tra l'altro, che già
nell'immediato dopoguerra una casa da gioco era ufficialmente
operante sul lago Maggiore.
Le varie pronunce della Corte costituzionale, che lamenta
la disorganicità della materia (sentenza n. 152 del 6 maggio
1985), spingono alla ricerca di una normativa più consona e
che risponda altresì alla necessità di allinearsi alle regole
europee.
Stresa, che da mezzo secolo attende questa giusta
assegnazione, ha un back-ground storico di sicuro
rilievo. Ebbe già una casa da gioco aperta dal 1921 al 1924, e
per una breve parentesi ancora tra il 1945 e il 1946, dopo di
che essa venne definitivamente chiusa per carenze legislative
in materia. Stresa aderì anche all'Associazione nazionale
incremento turistico, che associa tutte le località aspiranti
all'apertura di una casa da gioco, e sostenne in ogni sede
questo progetto che apporterebbe enormi vantaggi all'intero
territorio del lago Maggiore.
La collocazione sulle grandi vie di comunicazione
ferroviarie e automobilistiche, la disponibilità di una
struttura ricettiva alberghiera di prim'ordine, il prestigio
di istituzioni e manifestazioni, come le settimane musicali e
i congressi nazionali ed internazionali che periodicamente si
tengono nella cittadina, giustificano le legittime ambizioni
di Stresa, mondialmente conosciuta come "la perla del lago
Maggiore", lago sul quale si concentra larga parte del turismo
piemontese.
Per questi motivi, si chiede l'approvazione della presente
proposta di legge.