XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 399
Onorevoli Colleghi! - Negli scorsi decenni la montagna
veniva considerata più come problema che come risorsa, e si
immaginava nei modelli di sviluppo, non governati in funzione
dei diritti al progresso di tutti i territori, che l'economia
avrebbe fatto a meno dei territori marginali, quali la
montagna e l'alta collina depressa. Oggi è riconosciuto il
contrario, e vi è quindi la necessità di ricollocare l'intera
montagna tra i settori da avviare allo sviluppo: la montagna
si pone come questione di priorità, di parità e di diritto
alla crescita, come condizione per la promozione sociale e
materiale delle comunità dei territori montani. Si deve
trattare di uno sviluppo reale e non di interventi sporadici
di semplice solidarietà e assistenzialismo. Occorre che le
diversità che caratterizzano la montagna rispetto al resto del
territorio non significhino più diseguaglianza ed
emarginazione, bensì specificità e difesa di un patrimonio
unico dal punto di vista ambientale, sociale, culturale ed
economico. La montagna ha da sempre sofferto una politica
disattenta e inconcludente da parte delle istituzioni
nazionali e locali, che ha comportato decenni di emigrazione;
oggi si tratta di promuovere tutte le opportunità di sviluppo,
che non possono più venire perse. E' sull'utilizzo di queste
risorse che bisogna impostare il riscatto dei territori
montani e delle loro popolazioni. La mancata utilizzazione,
per esempio, di quasi 20 milioni di ettari di territorio
montano comporterebbe la perdita di quote di rendita estensiva
per le pratiche agro-forestali che sicuramente andrebbero a
ricadere sull'intero prodotto interno lordo nazionale. Di
fatto, il settore primario ha ricevuto il maggiore danno e
conseguentemente viene sempre più a mancare il necessario
controllo del territorio. La divisione ereditaria dei beni
comporta nel caso dei fondi rustici, particolarmente in questi
territori, un grave nocumento all'agricoltura in quanto si ha
una eccessiva separazione dei terreni, con una polverizzazione
delle aziende agricole che risultano poco competitive a
livello nazionale e internazionale nei confronti delle aziende
di dimensioni maggiori, che si sviluppano su degli
appezzamenti di dimensioni molto più estese. L'assenza dei
familiari del de cuius o la mancanza di volontà degli
stessi a continuare l'attività agricola, con il conseguente
abbandono del terreno, comportano gravi conseguenze sia dal
punto di vista idrogeologico, sia dal punto di vista
economico.
A fronte di quanto sopra esposto, le province autonome di
Trento e di Bolzano per mantenere l'integrità delle proprie
aziende agricole e degli appezzamenti annessi hanno approvato
un testo unico delle leggi provinciali sull'ordinamento dei
masi chiusi, che dispone una serie di norme che tutelano
l'unità del fondo rustico e evitano lo smembramento delle
aziende agricole.
La presente proposta di legge, prendendo spunto dalla
positiva esperienza delle province autonome di Trento e di
Bolzano, dà la possibilità ad ogni regione dello Stato
italiano di legiferare in materia di divisione del patrimonio
ereditario e di alienazione dei fondi rustici, al fine di
conservare le realtà agricole locali, mantenendo l'integrità
delle aziende e dei fondi loro annessi.
Auspichiamo un rapido iter parlamentare per
l'approvazione della presente proposta di legge, ritenendola
di particolare importanza per lo sviluppo e la conservazione
delle realtà agricole, in un contesto economico europeo che si
baserà sempre di più sulla competitività e la solidità delle
aziende agricole che dovranno confrontarsi con il mercato
unico.