XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 393




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge riprende l'analoga proposta di legge presentata dal nostro gruppo nella scorsa legislatura ed ha lo scopo di incentivare interventi volti al recupero di monumenti, edifici e manufatti di valore storico-artistico, nonché di sistemi urbani e territoriali di pregio storico-culturale e ambientale di cui è ricco tutto il Paese ed in particolare i territori del nord. Il testo è quello approvato dalla Camera dei deputati nella scorsa legislatura, comunemente conosciuto con il titolo "Restauro Italia", rivisto sotto due aspetti fondamentali, ossia l'ampliamento delle categorie dei soggetti beneficiari a tutti gli organismi privati titolari di beni vincolati e il diretto trasferimento delle risorse alle regioni, assegnando alle regioni medesime l'autonomia occorrente per la programmazione e la gestione degli interventi.
        La legge 7 agosto 1997, n. 270, recante "Piano degli interventi di interesse nazionale relativi a percorsi giubilari e pellegrinaggi in località al di fuori del Lazio" ha messo in evidenza un interesse vasto e diffuso da parte di enti pubblici e di soggetti ed istituti religiosi per il recupero di beni storici ed artistici di cui le nostre regioni padane (Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Marche, Umbria) per storia e tradizione dispongono in misura straordinaria rispetto ad altri Paesi del mondo.
        La citata legge ha sollecitato speranze e azioni intese, forse per la prima volta, a costruire entro coordinate stabilite un grande progetto di recupero del patrimonio architettonico padano. Il Giubileo è, d'altra parte, un evento non limitato al pur importante contesto temporale dell'anno in cui ricade, ma determina un effetto ulteriore, perché le opere realizzate, restaurate e soprattutto quelle a cui il riuso condizionato al recupero riassegna una funzione, consentono il futuro godimento del bene. E' questo un aspetto rilevantissimo per i nostri giacimenti culturali mai sufficientemente valorizzati, che colpevole negligenza e miope disattenzione hanno abbandonato al degrado; non vi è stato mai un impegno serio e complessivo. La citata legge n. 270 del 1997 può stabilire un principio che non si esaurisce episodicamente nella limitatezza di interventi mirati ad obiettivi di interesse giubilare, ma deve avviare un processo di continuità degli interventi di manutenzione delle opere d'arte e del sistema architettonico e ambientale che solo un'azione sistematica potrà sottrarre a processi irreversibili determinati dalla perdita degli elementi costitutivi del bene; se gli interventi si realizzano prima di un degrado troppo avanzato comportano anche una minore spesa. Il monumento muore non solo per interventi irrispettosi e invasivi, ma soprattutto perché è dimenticato, non è più usato, è considerato superfluo.
        L'evento giubilare del 2000 ha dato impulso ad un grande impiego di risorse culturali, artistiche e finanziarie che hanno prodotto nei brevi tempi dati dalla legge un rilevante e qualificato parco progetti. Sono infatti pervenute oltre 7 mila domande, ma le disponibilità dei finanziamenti hanno reso possibile l'ammissione di soli 1.068 interventi.
        Le motivazioni che inducono la presentazione della proposta di legge sono riferite anche alla opportunità di recuperare l'importante lavoro che ha impegnato le comunità locali nella stesura di progetti. Trattandosi per lo più di monumenti di rilievo, molti progetti hanno ottenuto il parere delle sovrintendenze oltre ad altri pareri di rito. Sono state mobilitate risorse che soprattutto per i piccoli e medi comuni rappresentano un forte impegno tecnico, burocratico e finanziario.
        Lo Stato può dare un segno importante utilizzando (come la presente proposta di legge propone) il lavoro compiuto dagli enti locali, testimonianza culturale e civile dell'interesse alla tutela del loro patrimonio architettonico. Gli interventi, infatti, sono ubicati nei luoghi in cui architettura ed ambiente si fondono come nei mirabili complessi monumentali delle abbazie e dei monasteri costruiti in simbiosi con le aree agricole circostanti e come nel tessuto urbano fatto di chiese, palazzi e architetture minori, che ha il fascino della sintesi tra l'ingegno dell'uomo e l'interpretazione artistica della natura, della storia e della cultura del suo tempo e che abbiamo il compito di trasmettere alle future generazioni.
        Una ulteriore motivazione, oltre quelle citate, sostiene la proposta di legge: la ricaduta che ha anche in termini economici per le regioni padane la presenza di monumenti insigni.
        Come è noto il turismo si sviluppa in presenza della felice combinazione tra il fascino dei paesaggi naturali e i monumenti e le opere d'arte testimonianze delle culture succedutesi nel corso del tempo. Per le regioni padane si tratta di un potenziale non del tutto esplorato e valorizzato perché oltre ai monumenti di grande notorietà le regioni stesse possiedono una vasta rete di percorsi, di altissimo valore culturale, che si snodano tra una costellazione di centri antichi e di isolati monumenti inseriti nella natura, essa stessa molto spesso piegata, dalla volontà dell'uomo, alle esigenze esistenziali delle comunità con risultati a volte di grande valore culturale. Ai nostri monumenti è consegnato l'orgoglio del tangibile riconoscimento della continuità della rappresentazione della storia dei nostri popoli.
        La presente iniziativa parlamentare rappresenta un passo in avanti verso la programmazione degli interventi di tutela del patrimonio storico e artistico del Paese ed è rivolta all'incentivazione dello sviluppo socio-economico attraverso attività turistiche e culturali.
        Si auspica una rapida approvazione della presente proposta di legge al fine di non disperdere il proficuo lavoro svolto nella scorsa legislatura.




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