XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 386




        Onorevoli Colleghi! - Il fenomeno della prostituzione ha assunto, oggi, toni drammatici con riferimento, soprattutto, ad altri gravi e complessi problemi sociali cui è strettamente legato.
        La prostituzione viene esercitata in tutti i Paesi d'Europa, in modo preponderante, da persone legate a varie forme di schiavitù, determinate, nel più tipico dei casi, da particolari situazioni di indigenza. Le minorenni avviate alla prostituzione sono sempre di più in mano alla criminalità organizzata, per la quale la prostituzione minorile è diventata una delle maggiori fonti di guadagno creando, così, una nuova e più crudele forma di schiavitù.
        Si consideri, ad esempio, la situazione dei Paesi africani, dove la decolonizzazione ha favorito spaventose guerre civili e violente dittature tribali che, unite ad endemici stati calamitosi di siccità ed alla diffusione di malattie nuove ed antiche, hanno determinato l'impoverimento insostenibile di intere popolazioni; la fame, la violenza, l'anarchia, la mancanza di opportunità sociali, seguite al crollo delle dittature comuniste, hanno contribuito al dilagare dell'immigrazione clandestina, portando sulle strade d'Europa un numero inimmaginabile di giovani donne, addirittura di bambine, che ridotte in schiavitù più o meno accettata in vista di eventuali prospettive di indipendenza economica, si sono trovate sottoposte alle più atroci violenze da parte della criminalità organizzata. Dall'Africa alla Russia, dall'Albania alla Nigeria, si fa commercio di carne umana a fini di sfruttamento sessuale.
        Il numero delle prostitute straniere in Italia si aggira intorno alle 30 mila unità, con percentuali enormemente superiori a quelle della prostituzione italiana - circa 5 mila unità - ormai più legata al fenomeno della droga che non a quello della gestione, a scopo di lucro, della propria sessualità.
        E' diventata urgente una nuova legge che affronti il problema in termini radicali e che riaffermi la dignità della persona umana.
        A livello internazionale, varie nazioni hanno da tempo iniziato a dotarsi di strumenti legislativi specifici. Nella Quarta Conferenza mondiale sulle donne, promossa dalle Nazioni Unite e tenutasi a Pechino dal 4 al 15 settembre 1995, è stata approvata una piattaforma di azione che invita a "rafforzare tutti gli strumenti di tutela dei diritti umani, al fine di combattere ed eliminare qualsiasi forma, organizzata o no, di traffico di donne e bambini, comprese quelle determinate da fini sessuali, pornografia, prostituzione e turismo sessuale, prevedendo servizi legali e sociali per le vittime di questi traffici".
        Nel medesimo testo si dichiara poi la necessità di "distribuire risorse per provvedere ad un programma globale destinato ad aiutare e riabilitare nella società le vittime del traffico di donne e bambini, prevedendo anche corsi per l'introduzione nel mondo del lavoro, l'assistenza legale, le cure sanitarie, prendendo anche provvedimenti al fine di cooperare con organizzazioni non statali che curano servizi sociali, sanitari e psicologici per le vittime del traffico di donne e bambini".
        Il Parlamento europeo, inoltre, con la risoluzione del 19 maggio 2000, recante "Lotta contro la tratta delle donne", invita gli Stati membri e i Paesi candidati all'adesione "a definire reato, nelle loro legislazioni, la tratta delle donne e le pratiche collegate assimilabili alla schiavitù e ad assicurare l'applicazione delle leggi esistenti" e "raccomanda una politica europea comune focalizzata su di un quadro giuridico, di applicazione ai fini della prevenzione, della repressione e della punizione dei rei, come pure della protezione e sostegno delle vittime".
        La presente proposta di legge è costituita da cinque articoli: l'articolo 1 reca l'introduzione del secondo comma dell'articolo 600 del codice penale, prevedendo una pena detentiva per chiunque contribuisca, in qualsiasi modo, al mantenimento dello stato di schiavitù, mentre gli altri articoli riguardano i tempi e i modi di applicazione della legge stessa, la valorizzazione delle strutture no profit che si occupano del reinserimento delle vittime, nonché la promozione di una campagna informativa per tutti i cittadini sulle nuove norme in materia di lotta alla prostituzione coatta e alla riduzione in schiavitù.




Frontespizio Testo articoli