XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 362




        Onorevoli Colleghi! - Secondo indagini recenti la percentuale di coppie che hanno problemi di sterilità in Italia è di circa il 15 per cento e, benché non esistano dati epidemiologici attendibili, esistono comunque tutte le premesse per pensare che un aumento della sterilità esista e che si tratti di un aumento significativo. E' difficile dire che cosa stia effettivamente accadendo, ma il buon senso impone di sospettare che si tratti di una diminuzione di fertilità ascrivibile a varie cause fra cui preponderanti appaiono i fattori ambientali, l'esposizione a sostanze tossiche, le mutate abitudini di vita che generano stress nella popolazione. Quale che sia la frequenza reale della sterilità, non vi è dubbio che la frequenza di coppie che ricorrono a terapie specifiche contro la sterilità è in continuo e rapido aumento e che tale condizione genera nella coppia sentimenti di profonda sofferenza che come tale merita attenzione e terapia adeguata.
        Se la sterilità è malattia per la profonda sofferenza a cui dà origine, allora lo Stato se ne deve occupare riconoscendo il diritto alle coppie di essere aiutate nella ricerca di un figlio. Le cause della sterilità di coppia sono molteplici, ma in questa sede si fa riferimento a una delle più frequenti, ossia alla forma di sterilità dovuta alla mancanza di ovulazione nella donna, denominata sterilità femminile ormonale. Tale patologia incide nella misura del 15 per cento sulle cause della sterilità di coppia ed è trattata con terapie farmacologiche induttrici dell'ovulazione; tuttavia l'utilizzo di tali metodiche se da un lato ha permesso a molte coppie sterili il raggiungimento di quello che altrimenti sarebbe stato per loro un sogno irrealizzabile, dall'altro ha incrementato il rischio di insorgenza di gravidanze multiple.
        I dati epidemiologici, infatti, mostrano un incremento delle gravidanze multiple a partire dal 1985, soprattutto in relazione all'aumentata incidenza di gravidanze trigemine. Queste ultime appaiono, infatti, notevolmente più frequenti e l'incidenza di parti trigemini, considerata agli inizi degli anni '70 di circa 1 ogni 10.000 parti, oggi si è elevata sino a 1 ogni 3.500: di queste gravidanze solo il 30 per cento deriva da concepimenti spontanei; se ne evince che il fenomeno sia fondamentalmente imputabile al sempre maggiore impiego delle metodiche di riproduzione assistita che utilizzano farmaci induttori dell'ovulazione.
        Considerando tali dati e che la famiglia è la cellula fondamentale della nostra società, perché oltre che essere il luogo naturale della crescita della persona è anche un'istituzione centrale per il funzionamento dell'economia e dell'intera società, lo Stato deve garantire anche da un punto di vista economico le gravidanze multiple per il beneficio sociale che esse generano in un momento in cui si assiste a un calo demografico generalizzato. A ciò è dovuta la presentazione della seguente proposta di legge per l'attuazione di quelle misure economiche e di quelle provvidenze a sostegno delle coppie in cui si sono verificate gravidanze multiple.




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