XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 321
Onorevoli Colleghi! - La promozione di iniziative volte
allo sviluppo dell'occupazione delle persone disabili e
disadattate, per le quali, malgrado le leggi protettive
concernenti il collocamento obbligatorio, si presentano
problemi di inserimento nel mondo del lavoro, richiede
costante, particolare attenzione.
E' per questa categoria di persone che la normativa
comunitaria e quella nazionale prevedono interventi nei vari
settori in cui la formazione può e deve esplicarsi per
raggiungere l'obiettivo del collocamento mirato.
La formazione, come processo continuo capace di favorire
le scelte di autonomia personale in relazione alle singole
capacità, attitudini ed esperienze, deve quindi operare in
tutte le aree di interesse: la scuola di ogni ordine e grado,
l'addestramento professionale, la qualificazione nelle
specifiche attività lavorative, la riqualificazione rapportata
ai nuovi sistemi tecnologici di produzione, la
specializzazione nei più elevati e specifici compiti di lavoro
e ogni altro intervento finalizzato al mantenimento,
perfezionamento ed ampliamento delle conoscenze riferite ai
processi produttivi in atto.
Strettamente legato al problema della formazione è quello
della prevenzione e della riabilitazione, intesa nel suo
significato più ampio, comprendente sia la rieducazione
motoria e tutti gli altri interventi diretti al recupero
funzionale della persona, sia alla riabilitazione
professionale che, sfruttando le possibilità motorie
recuperate e studiando l'eventuale applicazione di ausili
tecnici, si prefigge l'apprendimento o il massimo recupero di
tutte le attività funzionali necessarie all'inserimento o al
reinserimento professionale.
La formazione, la prevenzione e la riabilitazione
costituiscono quindi obiettivi fondamentali che occorre
perseguire per prevenire le cause invalidanti, per favorire la
promozione dell'autonomia personale e per realizzare
l'integrazione sociale. Obiettivi già richiamati dal Consiglio
d'Europa e, in ambito nazionale, codificati nella legge 5
febbraio 1992, n. 104.
La realizzazione di questa attività formativa e
riabilitativa è compito delle regioni, che la attuano
attraverso propri organismi ovvero facendo ricorso a istituti
formativi privati, presenti nel territorio.
Sensibile a tali problemi, l'Associazione nazionale
mutilati ed invalidi civili, che ha per legge il compito di
rappresentare e tutelare gli interessi morali e materiali
dell'intera categoria degli invalidi civili presso le
pubbliche amministrazioni e presso tutti gli enti o istituti
aventi per scopo l'assistenza e la rieducazione al lavoro
degli invalidi, ha dato vita nel proprio ambito all'istituto
formativo per disabili e disadattati sociali, la cui
principale funzione è appunto quella di organizzare e gestire
corsi di formazione professionale, di aggiornamento,
addestramento, qualificazione e riqualificazione per invalidi
e non, anche su incarico di enti pubblici e di private
istituzioni, nonché di svolgere studi e ricerche nel campo
della prevenzione dell'handicap e in quello della
riabilitazione, finalizzata all'inserimento o reinserimento
degli invalidi nel tessuto sociale.
In connessione con tali attività, l'Istituto, che non ha
finalità di lucro e ha diramazioni a livello regionale e
provinciale, promuove studi e ricerche per l'individuazione di
nuove opportunità lavorative e professionali con riferimento
all'utilizzazione di nuove tecnologie e alla creazione di
nuove figure professionali, all'organizzazione e gestione di
convegni, seminari di studio, attività culturali, artistiche e
sportive, alla pubblicazione delle ricerche effettuate, alla
diffusione in via continuativa di una corretta e aggiornata
informazione sull'handicap e alla predisposizione di
progetti relativi al reinserimento lavorativo o sociale dei
disabili e dei disadattati. L'Istituto si propone inoltre di
fornire alle istituzioni pubbliche e a quelle private, servizi
e consulenze in materia di lavoro.
Questa complessa attività, oltre che nell'interesse dei
disabili, torna quindi a vantaggio anche della pubblica
amministrazione concorrendo all'attuazione di detti progetti,
promossi e finanziati dalla Comunità europea, con effetti
positivi sul bilancio statale, in quanto dall'inserimento dei
disabili in un'attività lavorativa consegue la soppressione
della pensione corrisposta dal Ministero dell'interno.
L'istituto, sorto da alcuni mesi, ha iniziato la propria
attività e ha già conseguito significativi risultati grazie
alle qualificate prestazioni, rese con spirito volontaristico
dai soci che lo costituiscono.
Ma è ovvio che la buona volontà di poche persone non basta
a garantire la sopravvivenza dell'Istituto. Si rende perciò
necessario poter disporre di finanziamenti statali che diano
la possibilità di svolgere in pieno la propria attività
istituzionale, rientrante nelle finalità di pubblico
interesse.
E' stata pertanto predisposta la presente proposta di
legge che prevede la concessione all'Associazione nazionale
dei mutilati e invalidi civili, con vincolo di destinazione
all'istituto formativo per disabili e disadattati sociali, di
un contributo statale annuo di lire 4.000 milioni.
L'onere finanziario derivante dall'erogazione del
contributo potrà essere compensato, almeno per la metà,
dall'economia che si potrà realizzare sia per il minor
intervento pubblico, sia per la soppressione della pensione
dei disabili immessi nel lavoro. Comunque, nell'articolo 3
della proposta di legge è indicata la copertura finanziaria
per la residua somma di lire 2.000 milioni.