XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 304
Onorevoli Colleghi! - Il completamento delle riforme
del sistema elettorale italiano è, indubbiamente, uno degli
obiettivi principali e prioritari che il Parlamento deve
portare a termine. Finora, le modifiche in senso maggioritario
sono state introdotte principalmente grazie allo strumento
referendario, che però presenta i noti limiti derivanti dalla
sua funzione meramente abrogativa.
La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di
ridurre alcuni degli aspetti più problematici dell'attuale
sistema. Nell'ambito del sistema maggioritario la
trasformazione dei collegi uninominali in binominali presenta,
a tale fine, indubbi vantaggi.
Il fenomeno del trasformismo, problema di grande attualità
in questa fase di travaglio politico e di trasformazione,
potrebbe ridursi per la presenza di due eletti nello stesso
collegio. Tale compresenza, infatti, comporterebbe un nuovo
tipo di controllo, derivante dal giudizio degli elettori,
confortati da un rapporto che permarrebbe fortissimo con il
"superstite", qualora uno dei due eletti dovesse cambiare
schieramento. Tutto ciò lasciando inalterata l'autonomia del
singolo parlamentare.
Comunque, in caso di passaggio da uno schieramento
all'altro di uno degli eletti l'elettorato del collegio non si
troverebbe privo di rappresentanza, in quanto continuerebbe ad
essere rappresentato dall'altro eletto. Sotto un aspetto più
generale, invece, la presentazione di due candidati abbinati
eviterebbe il rischio di possibili pericolose egemonie da
parte del maggior partito di ogni coalizione. La scelta dei
due candidati abbinati per il collegio maggioritario
risulterebbe più consona all'attuale contesto politico
italiano, caratterizzato dalla frammentazione delle forze
politiche e dalla presenza, in ciascuno degli attuali
principali schieramenti, di portatori di tradizioni, ideologie
e posizioni politiche diversificate.
Queste istanze hanno finora portato alcune forze politiche
a schierarsi su posizioni contrarie al maggioritario e
favorevoli, se non ad un ritorno al sistema proporzionale,
quantomeno al mantenimento di una rilevante quota
proporzionale. Tali partiti potrebbero trovare riconoscimento
ed il necessario spazio in un sistema maggioritario non
uninominale.
Un altro rilevante risultato derivante dal collegio
binominale, legato alla possibilità di presentare
contestualmente in ogni collegio candidati appartenenti a
diverse componenti di ogni coalizione, sarebbe il recupero di
una quota di astenuti. E' noto, infatti, che le astensioni
sono state recentemente incrementate dal rifiuto di votare per
un candidato troppo distante dalla propria identità
politica.
Infine, i due candidati potrebbero appartenere ai due
sessi, nel rispetto di un'identificazione crescente
dell'elettorato femminile con le proprie rappresentanti
componenti di ogni coalizione. Questa possibilità, che non ha
quindi nulla di coercitivo, contrariamente alle quote,
costituisce un'opportunità offerta ai movimenti ed ai partiti
per la ricerca di un maggiore consenso.
Il collegio binominale sarà, quindi, anche lo strumento
per tradurre dalle parole ai fatti la dichiarata
preoccupazione di alcune forze politiche rispetto alla
progressiva diminuzione dei voti espressi, nonché alla
diminuzione delle donne elette, verificatasi in Italia dopo
l'introduzione del sistema maggioritario uninominale.
Il sistema elettorale migliorerebbe da un punto di vista
complessivo per le maggiori opportunità di scelta offerte agli
elettori, e porterebbe nella direzione di un sistema più
rappresentativo.
In questa ottica la proposta di legge dispone
l'istituzione di collegi elettorali binominali in sostituzione
degli attuali uninominali. Conseguentemente si dispone la
revisione delle circoscrizioni territoriali.