XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 271
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende non disperdere il lavoro svolto nel corso della
precedente legislatura in merito al problema dello
sfruttamento del lavoro minorile.
La Commissione lavoro della Camera dei deputati, infatti,
durante la XIII legislatura ha svolto una indagine conoscitiva
finalizzata ad aiutare l'attività del Governo nella
evidenziazione della tipologia e nella rilevazione
quantitativa del fenomeno. Tale indagine era collegata alla
global march, iniziativa internazionale che si
accompagnava allo sforzo della Organizzazione internazionale
del lavoro (OIL) per contrastare le forme più intollerabili di
lavoro dei fanciulli. Nel quadro del costante impegno del
nostro Paese nella lotta al lavoro minorile, da ultimo va
menzionato come tale finalità sia stata confermata nella
Conferenza dell'OIL tenutasi a Ginevra nel 1998.
Tutte queste iniziative partono dalla consapevolezza del
fatto che i bambini e le bambine sono una ricchezza da
tutelare e da difendere nella propria integrità di persone,
quali indispensabili risorse per il futuro dei loro rispettivi
Paesi ai quali, quindi, si devono poter garantire le risorse
per la loro istruzione. Deve essere ben chiaro come in un
mondo sempre più globale, in cui la capacità di competere
passa attraverso la capacità delle classi dirigenti dei
singoli Paesi, diventi sempre più inaccettabile che, al di là
delle diverse condizioni economiche di partenza, si possano
accettare disparità sociali tanto profonde da ipotecare ogni
possibilità di sviluppo di tali Paesi; il futuro di ogni Paese
sta scritto nella possibilità dei bambini di oggi, adulti di
domani, di avere opportunità di vita e di istruzione.
Lo sfruttamento dei bambini è collegato, quindi, non tanto
a capacità tecniche, ma proprio alla possibilità di
manipolarli più facilmente. Il datore di lavoro ha una
posizione predominante di coercizione nei confronti del
bambino e infatti il loro sfruttamento è quasi sempre
accompagnato a forme di vera e propria schiavitù con
retribuzione assente o inadeguata e a condizioni subumane dei
luoghi di lavoro.
L'impegno del nostro Paese sulla grave questione può
acquisire maggiore credibilità ed efficacia prevedendo anche
uno strumento con valenza volontaria che abbia caratteristiche
educative e di informazione nei confronti dei consumatori,
quale è il marchio etico da apporre sui prodotti esenti da
lavoro minorile. Il marchio etico può rappresentare, in un
mercato in cui il consumatore risulta più evoluto ed attento
anche con riferimento ai valori morali riferibili al bene
acquistato, un fattore che può concorrere a favore di scelte
consapevoli e rispettose dei diritti fondamentali
dell'uomo.
La creazione e l'utilizzo di un marchio etico con il quale
si possono distinguere prodotti e servizi esenti da lavoro
minorile vuole rendere palese questo obiettivo.