XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 244
Onorevoli Colleghi! - Come è ormai a tutti noto, il
telerilevamento è una tecnica di acquisizione di informazioni
sul territorio e sull'ambiente da postazione remota e di esso
fanno parte sia la fotografia convenzionale che le riprese
multispettrali, sia fotografiche che condotte con sistemi
elettronici (scanner, telecamere, radiometri a
microonde, radar ottici o Lidar).
Oggi le tecniche di telerilevamento aereo avanzato
costituiscono uno degli strumenti più efficaci di monitoraggio
ambientale e lo scopo del telerilevamento stesso è l'analisi
delle caratteristiche fisiche del soprasuolo e dell'immediato
sottosuolo, della superficie dei corpi idrici e dei fenomeni,
quali il trasporto dei sedimenti, che intervengono fino alla
profondità di alcuni metri.
Le immagini telerilevate, peraltro, hanno ormai da tempo
trovato impiego in molteplici direzioni per la stesura di
mappe tematiche e per una conoscenza delle risorse terrestri
specie a seguito degli enunciati della Conferenza di Rio de
Janeiro del 1992 sullo sviluppo eco-compatibile e sulla
conservazione delle biodiversità.
Va inoltre osservato che il rilevamento aereo e da
satellite permette di condurre indagini globali su aree molto
estese, veloci nell'acquisizione dei dati e nella loro
elaborazione, e di effettuare solo un numero limitato di
controlli a terra.
E' peraltro ormai indispensabile che la conoscenza del
territorio debba essere alla base di qualsiasi scelta di
intervento sia esso antropico che di prevenzione, recupero o
valorizzazione ambientale ed in modo particolare nel momento
delle scelte sulle priorità degli interventi da realizzare,
soprattutto in materia di assetto del territorio e di
organizzazione dello smaltimento dei rifiuti. Si rende allora
necessaria la creazione di una piattaforma di dati
territoriali che costituisca la base di un sistema informativo
di gestione di tutti i dati ambientali del territorio
nazionale.
Il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), massimo
organo di ricerca dello Stato, dispone dell'apparato di
ripresa iperspettrale MIVIS (multispectral visible and
infrared imaging spectrometer) a 102 canali, della
struttura di gestione e del software specifico per il
processamento geometrico e radiometrico dei dati iperspettrali
MIVIS denominato MIDAS (multispectral interacrive data
analisys system).
Il sistema a scansione MIVIS (modello Dedalus AA5000),
capostipite di una nuova generazione di apparati sensoriali
iperspettrali, opera con una elevata risoluzione spaziale e
spettrale ed è uno strumento modulare costituito da quattro
spettrometri, in grado di riprendere simultaneamente le
radiazioni provenienti dalla superficie terrestre nel
visibile, nell'infrarosso vicino e termico, le cui
caratteristiche tecniche sono le seguenti: 102 bande
spettrali; copertura spettrale compresa tra 0.43 e 12.7
millimetri; due corpi neri selezionati a meno di 15 gradi
centigradi e più di 45 gradi centigradi rispetto alla
temperatura ambiente; registrazione spaziale delle bande con
un field stop ottico (IFOV) di 2.0 mrad; field of
view digitalizzato 71.1 gradi; velocità rotazionali di
scansione: 25, 16.7, 12.5, 8.3, 6.25 scan/sec; scena ripresa
per linea di scansione pari a 755 pixel; controllo
computerizzato in tempo reale della qualità dei dati;
digitalizzazione dei dati in 12 bit per pixel;
ampio range dinamico: massima temperatura della scena
1200 gradi centigradi; sistema PAS (position and attitude
sensor): GPS, giroscopio, flux gare compass;
interfaccia operatore attraverso un touch screen display
con menù operativi.
Il sistema MIVIS è l'unico ed il più avanzato sistema
iperspettrale in ambito internazionale in grado di operare con
un numero elevato di canali (102) in ripresa contemporanea dal
visibile all'infrarosso termico e le caratteristiche delle sue
riprese sono tali per cui il suo impiego viene ritenuto
indispensabile per la caratterizzazione dei fenomeni
ambientali da enti nazionali ed esteri per i quali è già stato
chiamato ad intervenire quali: Lago di Garda; Trecate:
inquinamento idrocarburi del territorio; Etna, Vulcano,
Stromboli; stretto di Messina; golfo di Gela; laguna di
Marsala, Venezia ed Orbetello; Acireale, Taormina; Selinunte,
Alesa; Corniglio; delta del Po; regione Molise; pineta di
Castel Fusano; Golfo di La Spezia e area di Pitelli; Hehenfels
(Germania); Crau-Camargue (Francia); provincia di Roma (in
corso); Austria.
Il Laboratorio aereo per la ricerca ambientale del
Consiglio nazionale delle ricerche (LARA) dal punto di vista
scientifico può operare nelle seguenti discipline: geologia,
geofisica, geochimica, vulcanologia, idrogeologia, pedologia,
inquinamento, glaciologia, meteorologia, oceanografia,
vegetazione, agricoltura, foreste, ecologia, qualità
dell'aria, urbanistica, archeologia, sviluppo sensori,
calibrazione dati, e quindi può essere impiegato per aree
vulcaniche; ricognizioni e monitoraggio di colate;
sorveglianza di corpi idrici aperti; sorveglianza di corpi
idrici interni; aree soggette a rischio sismico; aree di
frana; incendi; inquinamento del suolo (esempio discariche
abusive); conservazione dell'energia, fughe di calore e di
gas; manto nevoso e ghiacciai; uso del suolo; amianto,
eccetera.
Le altre attrezzature di telerilevamento da aereo e da
satellite attualmente in uso sia a carattere nazionale che
internazionale possono essere considerate:
a) telerilevamento da aereo: sono attualmente
disponibili in ambito nazionale attrezzature dei seguenti
enti: Enea, Alenia, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto,
che operano soltanto nel visibile e con pochi canali
multispettrali, al massimo 12;
b) telerilevamento (TLR) da satellite: i vari
satelliti attualmente usano un insieme di tecniche mediante le
quali si effettuano misure a grande distanza dell'energia
riflessa ed emessa dalle superfici dei corpi presenti sulla
superficie terrestre (700-900 chilometri per i satelliti
automatici "in movimento", 30.000 chilometri per quelli
geostazionari). Il contenuto delle informazioni delle immagini
riprese dalle attuali piattaforme orbitali, pur essendo stato
elaborato con varie tecniche digitali, non può portare ad una
definizione operativa. Inequivocabile e attendibile a causa
della bassa risoluzione spaziale di queste immagini e del
numero estremamente limitato di canali di ripresa. E comunque
i satelliti che la comunità scientifica, di intesa con le
industrie sia nazionali che internazionali, intenderà lanciare
saranno operativi non prima dell'anno 2003 e potranno comunque
sviluppare un'attività complementare a quella del LARA.
L'uso delle tecniche di ripresa mediante sensoristica
satellitare ed aerea ha avuto negli ultimi anni, anche sotto
la spinta e il desiderio di emulazione messi in moto da
progetti finanziati da enti pubblici (Ministero dell'ambiente,
CNR, fondazioni, consorzi di ricerca, eccetera), una certa,
per quanto disordinata, diffusione.
Queste riprese, peraltro, non sono state effettuate con il
coordinamento o con il supporto di pluriennale e documentata
esperienza quale quella che da tempo risiede nell'ambito del
CNR i cui risultati sono stati notevolmente sottodimensionati
rispetto agli sforzi e, soprattutto, non hanno portato alla
individuazione di metodologie certe, ripetitive e "aperte" non
solo al controllo della comunità scientifica ma anche alla
comprensione e al vaglio di un pubblico (amministrazioni e
popolazione residente) sempre più ampio ed attento che, nel
maturare di una coscienza ambientale, richiedono un
trasparente accesso anche agli aspetti metodologici della
raccolta dati.
Vanno individuate metodologie che rappresentino, negli
approcci ai vari aspetti del problema, un livello di
riferimento "oggettivo" dell'informazione e quindi il suo
corretto utilizzo.
E' quindi indispensabile ed improcrastinabile che la
pubblica amministrazione in senso più ampio, per effettuare
controlli di carattere ambientale e territoriale, utilizzi la
strumentazione del Laboratorio aereo per la ricerca ambientale
e si avvalga delle risorse tecnico-scientifiche nazionali del
CNR quale organo dello Stato.
La pubblica amministrazione deve stipulare urgentemente
apposite convenzioni con il CNR-Progetto LARA finalizzate al
controllo territoriale, con particolare riguardo per le aree a
rischio ambientale, sulla base di un programma di indagini di
carattere scientifico-applicativo tese alla definizione
dell'uso delle riprese aeree con apparato iperspettrale,
riprese ed analisi ad hoc, il tutto con l'obiettivo del
potenziamento del sistema informativo territoriale generale e
della mappatura nazionale dei siti come richiesto anche
dall'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22, come modificato dall'articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo 8 novembre 1997, n. 389, in tema di bonifiche di
siti contaminati.
Vi è la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni in materia di telerilevamento avanzato per un
monitoraggio ambientale senza che le analisi e le
interpretazioni siano "tarate" e non compromettano il
contenuto "oggettivo" dell'informazione e quindi il suo
corretto utilizzo.
Per quanto esposto si richiede l'approvazione della
presente proposta di legge.