XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 180
Onorevoli Colleghi! - In Italia lo sport svolge un
ruolo primario nella crescita socio-culturale ed economica del
Paese, se si considera che più del 60 per cento della
popolazione attiva lo pratica attraverso le circa 120 mila
infrastrutture esistenti e che il valore globale del settore è
stimabile in circa 50 mila miliardi di lire.
Per assicurare allo sport l'autonomia anche sul piano
economico-finanziario, sin dall'immediato dopoguerra, lo Stato
ha riservato al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) -
ente esponenziale dello sport italiano - l'esercizio di
concorsi pronostici che hanno assicurato, altresì, all'erario
entrate in misura crescente.
Lo sport ha risposto, in tutti questi anni, mietendo
allori nelle manifestazioni sportive olimpiche mondiali ed
internazionali e realizzando risultati, quindi, di assoluta
eccellenza.
Gli atleti italiani si sono confrontati con tutte le
nazioni del mondo occupando con continuità posizioni di
elevato prestigio internazionale in tutte le massime
discipline sportive e ciò grazie al loro impareggiabile
spirito di sacrificio ed alla eccezionale bravura
tecnico-atletica e grazie al quotidiano impegno e dedizione di
una moltitudine di volontari che hanno profuso e continuano a
profondere le proprie energie per assicurare allo sport i
necessari presìdi tecnici ed organizzativi.
Un esame della legislazione che dal 1948 ad oggi
disciplina i concorsi pronostici il cui esercizio è riservato
al CONI pone in evidenza, tra l'altro, che la quota di
spettanza di tale ente ha subìto ripetute decurtazioni
passando dal 26,50 per cento del 1965 all'attuale 23 per
cento. Ciò nonostante, l'organizzazione sportiva ha provveduto
sempre, con i mezzi finanziari assicurati dai concorsi
pronostici, a rispondere alle esigenze organizzative dello
sport italiano con puntualità, fino a quando lo Stato non ha
introdotto nel nostro sistema nuovi giochi e nuove scommesse
estranei alle competizioni sportive che hanno svolto e
svolgono un ruolo di forte concorrenza con i concorsi del
CONI, risultando una causa determinante del progressivo
ridimensionamento dei flussi finanziari per il CONI e, quindi,
arrecando pregiudizi allo sport nazionale.
I seguenti dati in miliardi di lire, riguardanti gli
importi delle quote del CONI nel triennio 1997-1999 (per
l'anno 2000 il consuntivo non è ancora definitivo ma conferma
ed accentua l'andamento negativo degli anni precedenti)
distinti per i vari concorsi e scommesse stanno a testimoniare
il fenomeno indicato:
1997 1998 1999
TOTOCALCIO ............ 553,2 466,5 306,6
TOTOGOL ............... 432,3 358,4 211,2
TOTOSEI ............... - 13,9 23,6
SCOMMESSE SPORTIVE .... - 9,3 47
TOTALE ................ 985,5 848,1 588,4
Sono evidenti, quindi, la necessità e l'urgenza di un
intervento che possa ripristinare quelle disponibilità
indispensabili affinché lo sport continui la sua funzione
vitale per il Paese.
La presente proposta di legge, pertanto, persegue la
finalità di assicurare flussi finanziari costanti al CONI
rapportati alla misura delle entrate del 1997 attraverso la
sostituzione dell'imposta proporzionale con una imposizione
progressiva a scaglioni: si parte dallo scaglione di base
imponibile da lire 2.000 miliardi a lire 2.200 miliardi fino a
quello da lire 3.700 miliardi a lire 4.500 miliardi. Oltre i
4.501 miliardi di lire per il CONI non è prevista alcuna
partecipazione al gettito dei concorsi pronostici: all'erario,
infatti, è destinato il 52 per cento della base imponibile
mentre restano inalterate le quote spettanti al montepremi (38
per cento), alla gestione (7 per cento) e all'Istituto per il
credito sportivo (3 per cento). Tale soluzione, inoltre,
potrebbe rappresentate un "volano" per lo Stato qualora gli
importi stessi dovessero incrementarsi.
E', pertanto, auspicabile che alla presente proposta di
legge, indispensabile alla sopravvivenza del mondo dello
sport, sia data una particolare attenzione e che la stessa
possa essere approvata in tempi rapidi.