XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 171
Onorevoli Colleghi! - Il problema delle difficoltà e
del disagio dei minori resta, nella nostra società, non solo
irrisolto, ma in gran parte ignorato. Si crea così una spirale
pericolosa, chi paga il prezzo più alto, intanto, è senz'altro
il più debole: il minore. Per uscire da questo stato di cose è
necessario riconoscere che poco o niente è stato fatto o viene
fatto per scoprire se e quando i minori vivano in condizioni
di sofferenza, se e quando siano o possano essere sottoposti a
violenza, se e quando manchino di ogni pur minimo supporto
alla loro crescita.
Il problema è tornato ultimamente di attualità a causa di
alcuni casi di pedofilia dei quali i mezzi di comunicazione di
massa si sono occupati. La pedofilia fa notizia, i
mass-media se ne occupano e tutti si scandalizzano; poi
i giorni passano, la notizia scompare e tutti se ne
dimenticano. La pedofilia, così come ogni altro tipo di
violenza sui minori, non è un fatto di oggi, né un male
esclusivo della nostra società, ciononostante continuiamo a
riconoscerne l'esistenza solo quando un fatto viene denunciato
e fa notizia.
La violenza sui minori e sui più deboli esiste, esiste in
mille sfaccettature e modi; la violenza sui minori esiste e fa
male alla nostra coscienza; la violenza sui minori fa male
alla società perché colpisce la speranza.
I casi di violenza sui minori sono i più difficili da
conoscere perché raramente vengono denunciati, questo per
svariati motivi: la giovinezza, l'inesperienza, spesso la
vergogna della vittima stessa, l'omertà spontanea o imposta
violentemente dalla famiglia, l'ignoranza, la paura. Vi è
insomma la necessità di uno strumento che sia immediato, di
facile accesso e che garantisca, allo stesso tempo, il
rispetto e la tutela di chi lo usa. Da questo nasce la
presente proposta di legge che istituisce una linea telefonica
pubblica gratuita di soccorso, di sostegno e di aiuto ai
minori. Lo scopo è quello di mettere a disposizione uno
strumento attraverso il quale i più giovani ed i più deboli
possano chiedere aiuto e trovare, in tempo reale, un sostegno
per superare momenti critici o difficili, siano essi di natura
personale, sociale o psicologica. Creando un servizio pubblico
gratuito ed aperto a tutti i soggetti più deboli della
società, non si vuole certo soffocare iniziative di
volontariato; al contrario l'istituzione pubblica è chiamata a
garantire il servizio collaborando e servendosi del
volontariato o di altre iniziative private che, senza scopo di
lucro, si interessino al problema, tutto questo secondo il
principio che, in uno Stato che si rispetti, il volontariato,
nel campo sociale, deve avere un ruolo di supporto e non di
struttura portante. Per fornire il servizio è auspicabile
perciò stipulare accordi con la già esistente associazione
"Telefono azzurro" o con altre associazioni anche di tipo
ecclesiastico, quali "Caritas diocesane", così da
avvalersi della esperienza pluriennale maturata sul campo da
questi organismi.
Le difficoltà e le necessità del minore sulle quali il
servizio potrà essere chiamato a dare una risposta di primo
aiuto potranno essere di qualsiasi natura, non solo per
episodi di violenza, sia essa fisica o psichica, ma anche di
difficoltà che nascano da problemi di comunicazione con il
prossimo, dalla difficoltà nel comprendere fenomeni
fisiologici legati alla crescita, o legate a problemi di
ordine economico o sanitario. La povertà dei genitori, il non
avere una casa, il cibo, i mezzi per acquistare medicine, il
non poter accedere ad un'istruzione adeguata, sono condizioni
che creano un enorme disagio nel minore e che, spesso,
conducono a gravi conseguenze.
Allo scopo di ovviare a tali estremi disagi, la presente
proposta di legge stabilisce che il servizio telefonico sia
organizzato dalle regioni, per garantire un certo bacino di
utenza, come numero di abitanti, oltre che un ragionevole
anonimato, che potrebbe essere compromesso in comunità più
ristrette. Pur decentrando il servizio, è importante che il
numero telefonico sia lo stesso su tutto il territorio
nazionale. Questo permetterà infatti una più agevole
conoscibilità e pubblicità del numero stesso. Il costo del
servizio non deve appesantire in modo significativo il
bilancio dello Stato e degli enti locali, infatti la proposta
è di prestarlo facendo ricorso al volontariato e di
finanziarlo in misura contenuta: 20 miliardi di lire
all'anno.
La registrazione delle telefonate, pur contemperata dalla
salvaguardia della privacy, riteniamo si renda
necessaria sia per motivi di sicurezza, sia per oggettivare da
un punto di vista scientifico i problemi, in modo tale da
avere uno strumento di rilevazione, quanto più possibile
vicino alle reali difficoltà che, momento per momento, le
nuove generazioni incontrano nel loro inserimento sociale.
L'identificazione della provenienza della telefonata è invece
rilevante al fine di scoraggiare un uso improprio del
servizio; si potrebbero verificare inoltre casi in cui si
renda necessario un intervento immediato ed il minore non sia
in grado di fornire indicazioni precise di ubicazione.
Sempre nei limiti di salvaguardia della privacy,
colui che riceve la chiamata del minore, qualora ravvisi fatti
penalmente rilevanti, avvertirà le autorità di pubblica
sicurezza o l'autorità giudiziaria, mentre se dovesse ritenere
che un intervento immediato della pubblica autorità potrebbe
peggiorare la situazione, potrebbe procrastinare la denunzia
per non più di dieci giorni solo per consentire la tutela
della sicurezza del minore. Riteniamo questo punto, insieme
alla tutela della privacy, di fondamentale importanza;
l'intento infatti è quello di istituire uno strumento che sia
di tutela e di aiuto e non di mera repressione.
Per le ragioni sopra esposte si auspica una rapida
approvazione della presente proposta di legge, il cui
contributo per la salvaguardia dei minori appare evidente.