XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 170
Onorevoli Colleghi! - L'osteoporosi è una malattia
caratterizzata da una ridotta massa scheletrica e da un
deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con
conseguente aumento della fragilità scheletrica e del rischio
di frattura. L'osteoporosi è considerata oggi una delle
malattie più importanti per la sua elevata diffusione, per la
frequente invalidità che determina e per la mortalità che
spesso causa.
Parlando di osteoporosi, generalmente ci si riferisce a
quella che insorge dopo la menopausa e a quella senile. Si può
affermare che il 40 per cento delle donne sopra i 50 anni sono
colpite da osteoporosi e che dopo i 70 anni questa malattia
interessi il 70 per cento delle donne.
Il prolungamento della vita, che è una conquista
dell'umanità, favorisce l'insorgenza dell'osteoporosi e
soprattutto il rischio di frattura ossea. Tale eventualità si
verifica, infatti, in una donna anziana su tre.
E' stato calcolato che in Italia il numero degli
osteoporotici varia tra i 3.700.000 e i 5.000.000 di individui
e di questi ben 1.500.000 circa presenta un quadro clinico
determinato soprattutto da dolori. Ogni anno, secondo dati
italiani, si verificano 70 mila ricoveri per fratture
all'anca, 20 mila per fratture vertebrali, 19 mila per
fratture del polso o di altre sedi. Non sempre gli atti
operatori risolvono il danno fratturativo e si stima che il
numero dei soggetti che riportano una invalidità oscilli
intorno ai 18 mila casi annui. La frattura che più spesso è
causa di questa invalidità è quella del collo del femore.
Alcuni fattori sembrano favorire l'insorgenza
dell'osteoporosi e più precisamente di quella che determina
più frequentemente l'insorgenza di una frattura; fra questi
vanno ricordati, oltre all'età ed al sesso, la familiarità e
l'abuso di alcol, il fumo, la dieta povera di calcio, uno
scarso esercizio fisico e la magrezza. Uno studio al riguardo
evidenzia come l'incidenza della frattura del femore sia
inversamente proporzionale al peso corporeo.
Il verificarsi di una frattura determina, in un terzo dei
casi, un peggioramento della qualità della vita sia per la
ridotta autonomia motoria, sia per l'insorgenza di stati
emotivi causati dalla paura di nuove cadute. Per i pazienti
che sono costretti a letto per i postumi di una frattura (e
ciò si verifica nel 10-15 per cento dei casi) è tutt'altro che
raro il verificarsi di un decesso entro i 6 mesi dalla
frattura; ciò avviene per il sovrapporsi di disturbi
circolatori o di infezioni. Il numero in Italia di decessi,
correlato alla sola frattura del collo del femore, è stato di
2.861 casi nel 1990, secondo dati elaborati dall'Istituto
nazionale di statistica.
Il costo socio-assistenziale, alla luce dei rilievi
riferiti, è notevole, ed è stato valutato in Italia pari a
lire 3 mila miliardi annue. Negli Stati Uniti il costo annuale
è almeno di 10 miliardi di dollari per una popolazione di 250
milioni di abitanti.
Le vedute moderne in tema di terapia per l'osteoporosi
seguono due indirizzi: quello della prevenzione della perdita
della massa ossea e quello della terapia dell'osteoporosi già
instauratasi.
L'oculata e competente gestione dell'intervento
terapeutico consente oggi di conseguire risultati notevolmente
positivi: non attuare la prevenzione o la terapia
dell'osteoporosi potrà confermare gli studi prospettici
elaborati negli USA secondo i quali tra dieci-venti anni si
potrà avere un aumento del 30 per cento del numero degli
eventi fratturativi da osteoporosi (ciò soprattutto in
dipendenza dall'ulteriore prolungamento della vita).
Alla luce di queste considerazioni già alcuni anni fa il
dipartimento sanità di Forza Italia del Lazio diretto dal
dottor Francesco Bove ha posto in evidenza la necessità di
introdurre semplici norme legislative dirette a potenziare la
prevenzione e la cura dell'osteoporosi.
Si vuole in sostanza il riconoscimento dell'osteoporosi
come malattia sociale, l'inserimento in fascia A dei farmaci
per la prevenzione e la cura di tale patologia e la
possibilità per i centri pubblici e privati specializzati
nella prevenzione e cura dell'osteoporosi di godere di
facilitazioni per l'uso di apparecchi radiologici a bassissima
emissione.