XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 164




        Onorevoli Colleghi! - In questa epoca eccessivamente consumistica, di squilibrato e caotico sviluppo delle grandi e medie aree urbane, un primo dato che balza evidente anche ad un disattento osservatore è lo stato di degrado, di crescente e costante depauperamento del patrimonio ambientale, nonché il più basso rapporto europeo tra aree verdi e popolazione.
        Un dato drammatico che partendo dalla cementificazione degli argini dei fiumi, da piani regolatori comprensoriali e di aree urbane dissennati in cui viene sempre più ridotto lo spazio adibito a verde pubblico, arriva alla modifica strutturale ed ambientale del territorio. Una situazione insostenibile, che, bisogna riconoscere, è stato l'elemento trainante e vincente di tante battaglie e campagne informative delle associazioni ambientalistiche ed ecologistiche.
        Tralasciando di elencare i danni arrecati dal traffico caotico, dalla costante ed inesorabile erosione di mini-spazi per giardini pubblici rionali e zonali, dal metodico ridimensionamento delle zone pedonali per guadagnare spazi per mini parcheggi più o meno consentiti ed autorizzati, dalla incessante trivellazione del suolo pubblico per la posa di cavi elettrici, telefonici, delle condutture per acquedotti e di scarico delle acque nere, comportano una modifica radicale dell'ambiente.
        Nelle aree urbane resistono solo sporadiche oasi di verde per soddisfare le esigenze di tempo libero, di svaghi, di ricreazione per i cittadini, soprattutto per i più giovani e per gli anziani.
        Per non parlare di nubifragi anche di non eccezonale violenza che determinano nel giro di poche ore alluvioni, con effetti tragici per il sacrificio di vite umane, danni economici per le zone disastrate i cui effetti ricadono sui cittadini contribuenti; il tutto a causa del depauperamento del patrimonio arboreo di montagne e colline.
        Una situazione insostenibile a cui occorre subito opporre un rimedio efficace. La presente proposta di legge, senza voler interferire nelle competenze del Ministero dell'ambiente, vuole stimolare i comuni all'incremento e alla tutela del verde pubblico, contribuire alla salvaguardia del patrimonio arboreo ed arbustivo delle aree urbane e paesaggistiche, stimolare una cultura ambientale ed ecologista nelle popolazioni, avviare un necessario riequilibro del rapporto verde-pubblico-popolazione.




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