XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 156




        Onorevoli Colleghi! - Come è stato più volte rilevato, l'Italia è forse il solo Paese del mondo industriale privo di una legislazione chiara e definitiva in materia di bioetica. Eppure ha circa settanta centri di inseminazione artificiale e ben trecento banche del seme. In Parlamento, nel corso della XII e della XIII legislatura, sono state presentate molte proposte di legge che, da vari punti di vista e da ottiche diverse e talora contrastanti, hanno affrontato il problema della procreazione medicalmente assistita, considerato ormai non più eludibile. Infatti troppo spesso le varie tecniche praticate, pur sembrando al servizio della vita, generano confusione ed angoscia perché appaiono non a favore ma contro la vita stessa, nell'armonico ed organico dispiegarsi di essa nella storia dell'umanità. La scienza, in continua evoluzione, offre soluzioni fino a ieri impensabili per risolvere i problemi che accompagnano l'essere umano dalla nascita alla morte.
        Talvolta però, in tempi più o meno brevi, ci si rende conto che le tecniche messe a punto generano danni psico-sociali di portata ben maggiore rispetto ai successi riportati. La cronaca quotidiana è piena di casi che suscitano perplessità fortissime e, come si diceva, autentico orrore: il caso dei bimbi nati da inseminazione omologa post mortem, grazie alla crioconservazione degli embrioni, degli uteri in affitto con il relativo risvegliarsi dell'istinto naturale della maternità nella donna portatrice dell'embrione, degli scambi di seme paterno con conseguenti impreviste malattie genetiche. Per non parlare delle mamme-nonne, degli ottantamila e più embrioni umani congelati, che sono a rischio perché non si sa che fine faranno, dal momento che sovente i "genitori" per un motivo o per l'altro non vogliono più saperne ed i medici non sanno come comportarsi nei confronti di queste "persone non persone" su cui per alcuni è persino lecito effettuare le più aberranti sperimentazioni.
        Proprio per fermare la mentalità permissiva che ha caratterizzato in negativo l'attività scientifica del nostro Paese e per colmare il vuoto giuridico nel quale ci si trova ad operare, il Comitato nazionale per la bioetica il 17 giugno 1994 ha emanato un motivato e severo parere sulle tecniche di procreazione assistita, ma tale parere, pur essendo un enorme passo in avanti nel senso della chiarezza ed un severo richiamo morale e professionale per chi pratica le tecniche suddette, è pur sempre un progetto minimalista di fronte alla complessità della materia su cui non può non esprimersi il Parlamento italiano. Le varie proposte di legge già presentate nelle precedenti legislature affrontano invece sovente solo i "punti comuni", quelli su cui è più facile trovare consensi al di là delle posizioni etiche, culturali e civili di ciascuno di noi. Sembra invece che, al di là del giusto intendimento di voler addivenire ad un incontro più facile su punti condivisibili, ci sia anche la necessità di richiamare il Parlamento alla sua alta funzione di termometro del Paese e di antesignano di scelte, sia pur sofferte e combattute, ma comunque di alto respiro civile e di vaste ed illuminate prospettive future di elevazione e sviluppo.
        Di qui la necessità di una proposta di legge che affronti in maniera più complessa e organicamente definitiva un argomento che in sede scientifica potrà anche avere successivi sviluppi, ma dal punto di vista civile e politico ha bisogno delle pietre miliari che solo le leggi dello Stato possono fornire, quando sono ampie, chiare e prive di riserve mentali inconcepibili in una materia tanto incandescente.
        Le problematiche presentate dalla procreazione assistita differiscono infatti tra loro per il diverso rilievo politico e sociale che comportano.
        La presente proposta di legge consente l'inseminazione solo tra coniugi entrambi viventi e legati da precisi vincoli civili ed etici.
        Considerando che allo stato attuale della ricerca scientifica, al fine di ottenere una apprezzabile probabilità di successo della procreazione assistita, è necessaria l'introduzione in utero di più embrioni, si ritiene che tali embrioni debbano essere in numero non superiore a quelli utilizzati, in modo da non produrre un aumento progressivo di embrioni residui congelati.
        Accanto a questi problemi, di estrema delicatezza, ve ne sono altri di uguale importanza, sui quali vi sono però opinioni più concordi circa le possibili soluzioni.
        Il limite di età per la fecondazione assistita rappresenta un importante tema soprattutto per il partner di sesso femminile; pertanto questa proposta di legge fissa il limite in quello corrispondente all'età potenzialmente fertile.
        Il tema del consenso è molto delicato, ed a questo è stata dedicata particolare attenzione nella proposta di legge.
        E' ritenuta inammissibile la possibilità del disconoscimento di paternità o di maternità.
        Sono previsti una serie di divieti (di commercializzazione, sfruttamento, eccetera, dell'embrione) e le relative sanzioni.
        E' prevista infine la possibilità di eventuale obiezione di coscienza.
        La proposta di legge qui illustrata è il testo unificato approvato dalla Camera dei deputati in data 26 maggio 1999 e trasmesso all'altro ramo del Parlamento nella XIII Legislatura.




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