XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 151
Onorevoli Colleghi! - Sin dal 1940-1950 lo Stato
consente la vendita al pubblico di tabacchi anche attraverso
la posa di distributori automatici presso gestori di rivendite
e titolari di patentini. E' cosa nota che fino agli anni
sessanta-settanta il consumo di tabacco è aumentato tra la
popolazione. Per tale motivo, lo Stato già nel 1962 iniziò a
porre dei limiti al fumo di sigarette vietando qualsiasi forma
di pubblicità delle case produttrici. Occorre aspettare sino
al 1975, sotto la spinta della campagna di sensibilizzazione
di associazioni operanti nel settore, per avere vere e proprie
proibizioni ai consumatori che coincidono con il divieto di
fumare nelle scuole, nei cinema, nelle biblioteche, sui mezzi
pubblici, eccetera. Da ultimo si ricorda che la direttiva del
Presidente del Consiglio di ministri 14 dicembre 1995,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio
1996, vieta di fumare in tutti i locali utilizzabili a
qualunque titolo dalla pubblica amministrazione e dalle
aziende pubbliche, nonchè dai privati esercenti servizi
pubblici.
Nonostante gli accorgimenti fin qui adottati nonchè
l'evoluzione del costume, sempre più consapevole dei danni
provocati ai fumatori, esistono ancora oggi contraddizioni e
lacune nell'ambito della tutela del diritto alla salute del
cittadino.
L'analisi statistica del fenomeno del fumo, purtroppo,
conferma l'inadeguatezza dell'azione sin qui svolta. Nel mondo
i fumatori sono un miliardo e 200 milioni, in Italia sono 12
milioni, di cui oltre il 40 per cento ha un'età compresa fra i
25 e i 53 anni, ed un'alta percentuale non indifferente è
costituita da fumatori poco più che bambini.
L'indagine multiscopo sulle famiglie del 1995, condotta
dall'Istituto nazionale di statistica, dimostra che il consumo
di tabacco è aumentato nell'arco di un solo anno, quello di
riferimento 1994-1995, soprattutto nelle classi più giovani,
quelle comprese tra i 15 e i 24 anni di età, di entrambi i
sessi (7,9 per cento nei maschi e 3,8 per cento nelle
femmine). Lo studio denuncia, inoltre, che il preoccupante
incremento del fumo nelle giovani generazioni riflette
l'assenza di interventi, organizzati e strutturati, a livello
legislativo e di sanità pubblica.
Nonostante la sensibilizzazione dell'opinione pubblica
sulle conseguenze dannose del fumo (finanche ricordate sui
singoli pacchetti di sigarette), evidentemente le campagne
educative non sono sufficienti finchè restano l'unico mezzo
adottato, e soprattutto non riescono ad arrivare alla fascia
sociale degli adolescenti incline invece a sottostare alle
logiche di costume.
Il fenomeno viene ulteriormente accentuato dal ritorno in
voga dei distributori automatici di sigarette. Il distributore
automatico è utilizzato dal giovane per eludere quel controllo
diversamente previsto per l'esercente alla vendita diretta,
che si ricorda deve rispettare l'articolo 730 del codice
penale "(...) Soggiace all'ammenda (...) colui che vende (...)
a persona minore degli anni quattordici". Quindi il
distributore automatico di sigarette facilita il minore
nell'approvvigionamento del tabacco. La facilità dei minori di
procurarsi sigarette attraverso gli appositi distributori
automatici è comprovata da appositi studi condotti negli Stati
Uniti, dai quali si evince che gli stessi distributori
costituiscono la causa principale degli incrementi del consumo
da parte dei minori. Da qui l'esigenza, sottolineata dalla
presente proposta di legge, di controllare il fenomeno
attraverso l'omologazione di macchine distributrici atte a
evitare l'uso delle stesse da parte dei minori di anni 16.