XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 132




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge intende porre rimedio ad una grave carenza di norme nel settore delle attività legate all'esecuzione ed alla fruizione della musica leggera. E' infatti noto che il lavoro dei tecnici e degli artisti di musica leggera che si esibiscono nelle piazze, nei teatri e nelle discoteche ha un inquadramento legislativo aleatorio e viene considerato quasi esclusivamente dal punto di vista fiscale, molto più raramente da quello previdenziale. Questo significa che migliaia di lavoratori impegnati in questo settore artistico, sia pure a vario titolo, non possono raggiungere la certezza della posizione occupazionale neppure dopo decenni di attività. Una serie di leggi sull'occupazione, infatti, trascura di consi- derare quello che si configura come un vero e proprio lavoro atipico e che, come tale, necessita di una normativa specifica, come quella contenuta nella presente proposta di legge. Si prevede, infatti, l'atipicità del rapporto fra i lavoratori impegnati a vario titolo nella musica leggera e i datori di lavoro, cioè gli impresari che organizzano intrattenimenti musicali, al fine di evitare di entrare in contrasto con le norme generali sul collocamento.
        Fra le novità di rilievo previste dalla presente normativa c'è quella della previsione di un cosiddetto "foglio di ingaggio", che verrà consegnato dall'impresario al lavoratore impegnato nell'attività di esecuzione della musica leggera e che conterrà, in maniera chiara e sintetica, sia le voci relative alla retribuzione, sia quelle riguardanti le spese detraibili, l'imponibile fiscale e quello previdenziale. In questo modo ogni singolo lavoratore potrà costruirsi una posizione contributiva accettabile, unendo insieme una molteplicità di rapporti lavorativi che in questa maniera verranno sottratti all'oscuro ambito del lavoro nero.
        Un'altra delle novità importanti contenute nella proposta di legge, che certamente travalica il mero aspetto fiscale e previdenziale, è la previsione di un abbuono della imposta sugli intrattenimenti pari al 90 per cento dell'importo dovuto qualora ci si avvalga di musicisti ed orchestre nazionali "dal vivo" in misura proporzionale al numero di spettatori consentito. Se si pensa a ciò che questa norma comporterebbe, ad esempio, per l'attività delle discoteche, se ne comprende meglio il rilievo: per consentire l'esecuzione della musica dal vivo, le discoteche sarebbero aperte con almeno tre ore d'anticipo rispetto a quanto accade attualmente, e ciò fa supporre che anche l'orario di chiusura sarebbe anticipato, senza il ricorso ad inutili e controproducenti proibizionismi. Il titolare delle discoteche, di conseguenza, oltre ai vantaggi fiscali, avrebbe anche quelli di un più corretto rapporto con il personale, il quale, a sua volta, potrebbe contare su una maggiore professionalità. Infine, il lavoro legato all'esecuzione della musica leggera può diventare un'occupazione stabile, costituendo fonte di reddito certa per migliaia di tecnici ed esecutori.




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