XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 131
Onorevoli Colleghi! - L'Amministrazione della difesa
impiega nelle sue strutture centrali e periferiche moltissime
persone con contratto diretto o dipendenti da ditte assuntrici
di servizi. Si calcola che oggi siano quasi cinquemila i
lavoratori impiegati dalla difesa in attività così diverse
come la manovalanza nei magazzini di commissariato o nei
depositi munizioni, la manutenzione di strutture e impianti, i
servizi di riparazione del vestiario e altre attività ancora
che sarebbe troppo lungo elencare.
E' difficile attualmente un censimento preciso di queste
attività: quanto venga effettivamente speso, quante siano le
persone effettivamente impiegate, quanti siano i contratti in
essere.
La maggior parte dei servizi ai quali sono addetti questi
lavoratori sono di carattere continuativo e sono essenziali ai
fini dell'operatività stessa dei reparti presso i quali
prestano la loro opera.
Si pensi ad esempio al personale addetto alla
movimentazione dei carichi nei magazzini, compito oggi
affidato esclusivamente a cooperative. Senza il lavoro di
queste persone non potrebbe esistere neppure la nozione di
magazzino in quanto non vi sarebbe nessuno in grado di
provvedere allo stoccaggio delle merci e al carico e allo
scarico dei veicoli.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta, poi, di
attività per lo più continuative e permanenti nel tempo. Vi
sono operai impiegati nelle medesime mansioni e all'interno
della medesima struttura da molti anni, in alcuni casi
addirittura da venti anni e più.
E' ancora da osservare come nella stragrande maggioranza
dei casi questo lavoro non ha forme proprie di
autorganizzazione e di autonomia che sole potrebbero
giustificare il ricorso a manodopera esterna. I civili
"esterni" sono di fatto posti alle dirette dipendenze dei
responsabili del le strutture presso le quali prestano la loro
opera, che ne determinano gli orari di lavoro, i carichi, i
tempi e i modi di organizzazione del lavoro stesso.
Si tratta dunque di un vero e proprio rapporto di lavoro
subordinato che, nel tempo, si è venuto a creare tra
l'Amministrazione della difesa e questo personale, tanto più
che manca sempre il requisito della eccezionalità che
giustificherebbe un rapporto contrattuale di prestazione di
servizi.
Presso il tribunale amministrativo regionale pare
giacciano alcune centinaia di ricorsi di questi lavoratori che
chiedono all'amministrazione della difesa il riconoscimento di
questo rapporto di lavoro e la fine di una intollerabile
precarietà che li rende ostaggi degli umori e delle decisioni
dei dirigenti degli enti presso i quali prestano la propria
opera.
La presente proposta di legge mira a restituire certezza
al diritto, a correggere una situazione di vero e proprio
sfruttamento che potrebbe in alcuni casi persino configurare
una fattispecie che nel nostro diritto è considerata
delittuosa: l'intermediazione di manodopera.
E' altresì rilevabile che l'assunzione diretta a carico
dell'amministrazione militare comporterebbe una spesa
notevolmente inferiore per lo Stato che oggi paga, per ognuno
di questi soggetti, una cifra ampiamente superiore a causa del
tipo di rapporto e di contratto.