XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 99




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si propone di colmare una preoccupante lacuna esistente in materia di rilascio del porto d'armi.
        Come è noto, ai sensi della legge 6 marzo 1987, n. 89, per poter ottenere e per potere rinnovare la licenza di porto d'armi, è necessario dimostrare (per mezzo di un certificato medico) di essere in possesso di determinati requisiti psicofisici, requisiti che vengono stabiliti con decreto del Ministro della sanità. Quindi sia al momento della richiesta sia al momento della rinnovazione annuale è necessario presentare agli uffici medici competenti (indicati dal decreto ministeriale) il suddetto certificato medico.
        Nella realtà, però, quelli che sembrerebbero controlli severi e puntuali stabiliti al fine di tutelare chi vuole possedere un'arma, ma soprattutto chi non vuole possederla, si risolvono in formalità meramente burocratiche.
        Come è possibile allora garantire l'esistenza dei requisiti sia al momento della richiesta sia al momento del rinnovo? Il controllo pro forma per il rilascio della licenza, infatti, non rappresenta certo la garanzia di un benessere psicofisico e di un equilibrio mentale permanenti. Sono troppo frequenti le tragedie causate da persone sofferenti di disturbi mentali, comportamentali o della personalità o da soggetti dipendenti da sostanze psicotrope, da alcool o da stupefacenti, che, nonostante siano (evidentemente) privi dei requisiti psicofisici necessari, possiedono il porto d'armi.
        Può accadere che, a causa di una malattia neurologica o psichiatrica, oppure a causa dell'abuso di alcool o di stupefacenti, si perdano quella lucidità e quell'equilibrio considerati presupposti indispensabili per possedere ed eventualmente per usare un'arma.
        Chi si preoccupa, allora, di controllare che i suddetti requisiti esistano e continuino a sussistere anche dopo uno, cinque, dieci o venti anni dal rilascio della licenza?
        Per evitare il ripetersi di eventi tanto drammatici quanto assurdi è necessario risolvere questo grave problema. A tal fine la proposta di legge prevede che i possessori di armi siano sottoposti periodicamente, oltre ai controlli di carattere medico e psichiatrico già previsti dal decreto ministeriale, ad un altro controllo, di carattere prettamente psichiatrico, effettuato da parte di un collegio medico (composto da tre medici) costituito presso l'ASL competente, e finalizzato ad accertare l'assenza di disturbi mentali, di personalità o comportamentali. Sarà poi il Ministro della sanità a fissare, con proprio decreto, le modalità con cui dovrà svolgersi l'accertamento.
        In questo modo, la presente proposta di legge, prevedendo un ulteriore controllo di carattere medico-psichiatrico, conferisce dignità legislativa a ciò che finora è stato sempre disciplinato con decreto ministeriale, proponendosi così l'importante obiettivo di far sì che il rilascio e la rinnovazione della licenza di porto d'armi non si risolvano più in un atto meramente burocratico.




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